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domenica 16 gennaio 2011

Berlusconi: «Mi perseguitano, non ho mai pagato donne»


Ffwebmagazine - Berlusconi: «Mi perseguitano, non ho mai pagato donne»
Il premier si difende, attacca i giudici e invoca la riforma della giustizia

di Alessandro Oriente
«Non ho mai pagato una donna in vita mia», assicura il presidente del Consiglio. E anzi, «da quando mi sono separato – aggiunge – ho un rapporto stabile con una donna», che «ovviamente era assai spesso con me, anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato». Dunque Silvio Berlusconi risponde alle accuse del “Rubygate”: le respinge al mittente, attacca (come da copione) i giudici e “scagiona” Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora.

Il premier ha deciso di intervenire nello scandalo giudiziario che lo vede coinvolto con un video (http://video.corriere.it/contro-me-accuse-risibili/d5c1d3f2-219e-11e0-b1a9-00144f02aabc) e con un audiomessaggio, entrambi girati ad Arcore e trasmessi da Studio Aperto e dal sito dei Promotori della libertà. «Si è trattato – ha scandito Silvio Berlusconi nel messaggio – di una gravissima intromissione nella mia vita privata da parte dei giudici, inaccettabile la diffusione di conversazioni private. Non si può andare avanti così. Non è un Paese libero quando alcuni magistrati conducono battaglie politiche contro chi ha cariche pubbliche. Si tratta di una casta di privilegiati, che può commettere ogni abuso». E allora, aggiunge, «occorre fare immediatamente le riforme, tra cui quella della giustizia».

Poi, un riferimento alla situazione politica: «A questi Pubblici Ministeri – suggerisce il premier – non è evidentemente piaciuto il voto di fiducia del 14 dicembre tanto che, subito dopo, mi hanno iscritto nel registro degli indagati. A quegli stessi Pm non è piaciuta nemmeno la decisione della Corte Costituzionale al punto che, il giorno successivo alla sentenza della Consulta, con una tempistica perfetta, hanno reso pubbliche le loro indagini».

Ed è gravissimo, sostiene il presidente del Consiglio, che «abbiano tentato di accedere ai locali della mia segreteria politica, per ricercare poi chissà cosa, visto che sostengono di avere prove così evidenti da poter richiedere addirittura il giudizio immediato». Intanto, però, sembra che da alcune intercettazioni emerga un dato: Ruby avrebbe ammesso ciò che ora nega, ovvero di aver avuto rapporti sessuali con il premier.

16 gennaio 2011

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