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domenica 9 gennaio 2011

Politica e Internet 2.0 o sognando il 3.0 "III parte"


Leggi la II parte - Politica e Internet 2.0 o sognando il 3.0

III Parte

Sia i partiti politici che i movimenti hanno come principale aspirazione quella di riuscire a mobilitare i propri sostenitori e ad ampliare il numero in modo tale da aumentare l’incisività e la visibilità della propria azione. Il mezzo per poter svolgere al meglio questa attività è indubbiamente quello di internet.
Logicamente i partiti ed i movimenti pur avendo lo stesso scopo differiscono riguardo alle modalità adottate per realizzarlo. L’attività più intensa di mobilitazione e di “reclutamento” di nuovi soggetti, per i partiti politici, si registra in conseguenza degli appuntamenti elettorali. In questo periodo quindi il partito utilizza il proprio sito per ospitare il programma elettorale, le liste dei candidati, le dichiarazioni dei principali esponenti, le informazioni relative a tutti gli eventi associati alla campagna: manifestazioni, incontri, cene...ecc. Questa attività di mobilitazione e reclutamento non si esaurisce comunque solamente durante le elezioni ma continua, anche se in maniera meno vistosa, incessantemente. Per quanto riguarda la mobilitazione i cittadini possono essere chiamati a manifestazioni nelle piazze ad esempio a sostegno o contro iniziative del governo, possono essere invitati all’invio di una e-mail ad esponenti del parlamento oppure alla segnalazione ad altri di un’iniziativa in corso.
Gli appelli ai naviganti di inviare ad altri cittadini una e-mail nella quale si argomentino le ragioni dell’iniziativa e si richiede l’adesione personale rappresenta infatti la forma di mobilitazione più usata in Italia e all’estero. Per quanto riguarda il reclutamento è diventata ormai una consuetudine, per tutti i partiti che dispongono di un sito, l’offerta di iscrizione via internet, sgravando così i futuri membri dalla noia di recarsi alla sede del partito più vicina. La presenza in rete consente, infine, ai partiti di raggiungere fondi tramite la vendita di oggetti contrassegnati dal logo del partito.
Per quanto riguarda i movimenti sociali, le attività di mobilitazione e quelle di reclutamento tendono a coincidere ed a presentare aspetti innovativi rispetto a quelle dei partiti politici. Infatti, accanto a un’attività di mobilitazione costituita da appelli ai sostenitori a partecipare alle iniziative programmate e da un invito a coinvolgere altri soggetti tramite il ricorso alla posta elettronica, si sono sviluppate altre forme, più o meno articolate, di mobilitazione come l’attivismo computerizzato, la guerra di base nell’informazione, fino ad arrivare alla disobbedienza civile elettronica.
L’attivismo computerizzato può essere definito come l’uso delle infrastrutture di internet, da parte degli attivisti, di un movimento per comunicare tra loro. Nasce nella II metà degli anni 80 ma vede la sua grande affermazione con la diffusione mondiale di internet, grazie alla quale aumentano sensibilmente i siti nei quali gli attivisti possono incontrarsi per coordinare le varie “azioni di pressione”. Il passo successivo all’attivismo computerizzato è rappresentato dalla guerra di base dell’informazione. E’ una “guerra di parole” condotta a livello mondiale dai militanti. Si supera la semplice attività di descrizione dei fatti ed internet diventa un veicolo per chiamare all’azione tutti i sostenitori. La disobbedienza civile, infine, è caratterizzata dall’organizzazione di azioni di disturbo simultanee realizzate, ovviamente, tramite internet. Bisogna dire che le azioni di mobilitazione, fin qui descritte, coprono probabilmente solo una piccola parte del variegato mondo che si muove nel cyberspace e che muta di giorno in giorno, a seguito di sperimentazioni sempre più efficaci. CONTINUA

Leggi la IV parte - Politica e Internet 2.0 o sognando il 3.0

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