.

.

© - Home ufficiale - Il Blog di Giacomo Palumbo

mercoledì 25 settembre 2013

La Große Koalition (grande coalizione) Germania come l’Italia?

Angela Merkel è al bivio della storia europea.

Dopo la strepitosa vittoria conseguita domenica dalla sua Cdu-Csu alle urne si è messa subito alla ricerca di un alleato per formare il nuovo governo del suo terzo mandato.
La caccia, però, potrebbe rivelarsi non facile: l’opzione più probabile è una grande coalizione con la Spd, ma i socialdemocratici potrebbero voler “osteggiare” la grande coalizione.

Altri quattro anni al potere a Berlino, come la “Lady di ferro” hanno la possibilità di incidere in profondità sui destini economici e politici europei.

La Merkel ha la possibilità ora di tracciare, insieme agli alleati europei, la strada nuova per l’Ue, una strada di coraggio e di ambizione, di solidarietà e di apertura. Certo, una strada diversa da quella a cui la Germania ha costretto l’Europa fino ad oggi. E' l’unico capo di governo a sedere al tavolo del Justus Lipsius a Bruxelles sin da prima della crisi, ben dodici anni. E saranno dodici, proprio come l’altra grande donna che ha attraversato la politica europea, la Thatcher, amata o odiata senza mezze misure e che dal 1979 al 1990 stravolse il tessuto economico e sociale del suo Paese, tirò fuori definitivamente la Gran Bretagna dal consesso europeo e aprì la strada, insieme a Ronald Reagan, alla deregulation finanziaria che ha certo contribuito a portare poi il mondo alla devastante crisi attuale.

Ce da precisare che ci sono molte differenze tra Margaret Thatcher e Angela Merkel.
Per esempio è dura e spigolosa la prima, più flessibile e riflessiva la seconda, ma non per questa più debole. Antieuropea nell’anima la Thatcher: «I want my money back» è una frase (riferita ai contributi britannici all’Ue) che rimarrà nella storia come molte altre del primo ministro britannico, al quale va dato atto di non aver mai avuto paura di seguire fino in fondo le sue idee e convinzioni, contro tutti e contro tutto.
Europeista convinta la Merkel, anche se negli ultimi anni la crisi economica e la ricerca di consenso interno hanno offuscato la sua immagine. La Merkel sa muoversi su più fronti strappando consensi grazie a una diplomazia innata, più nei modi che nella sostanza. Le sue idee, in realtà, sono molto chiare e nette.

Entrambe hanno avuto un punto in comune: nei lunghi anni al potere entrambe hanno avuto in mano le chiavi delle decisioni sul futuro europeo.

La prima donna cancelliera della Bundesrepublik viene confermata per un terzo mandato ed entra così nella ristretta galleria dei “grandi” cristiano democratici che vantano lo stesso primato: Konrad Adenauer e Helmut Kohl. Tutti gli altri, dal francese Nicolas Sarkozy al britannico Gordon Brown, ma anche lo spagnolo José Luis Zapatero e Silvio Berlusconi, non sono più stati riconfermati. E nemmeno sono “rimasti in vita”, anzi, sono stati i primi a cadere, i premier dei Paesi crollati sotto la crisi del debito, da Grecia a Irlanda e Portogallo, e infine la Spagna.

La riconferma di Angela Merkel era attesa a Bruxelles, ma non la valanga di voti con cui la cancelliera, unico leader politico europeo a essere sopravvissuto alla crisi, è stata rieletta. E le reazioni dei leader Ue arrivano con il contagocce, e con toni laconici fiduciosi nell’«impegno europeo» di Berlino. Di fronte hanno infatti la conferma della popolarità dell’approccio “pugno di ferro” finora seguito dalla Germania nella gestione della tempesta economico-finanziaria che ha colpito l’eurozona. E ciò vuol dire che, a prescindere da quella che sarà la composizione del futuro governo tedesco, la linea politica di Berlino sui temi europei - dall’Unione bancaria alle politiche per l’occupazione e la crescita - non subirà modifiche sostanziali.

Nessun commento:

Posta un commento

Pubblicità Impresa Edile e Stradale

Pubblicità Impresa Edile e Stradale

Pubblicità