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domenica 13 ottobre 2013

Il miscuglio di entrate-spese della Legge di stabilità

Si va componendo il miscuglio di entrate-spese della Legge di stabilità che a metà mese sarà varata dal Cdm e trasmessa al Parlamento e a Bruxelles. L’impatto sarà tra i 10 e i 16 miliardi. Di seguito le principali ipotesi ad oggi.

SERVICE TAX. Nelle intenzioni del governo dovrebbe “drenare” meno dai portafogli rispetto alla somma di Imu e Tares. Sarebbe destinata ai Comuni. Molte le polemiche sull’idea di farla pagare in parte pure agli inquilini che usufruiscono dei servizi relativi all’immobile.

PENSIONI ALTE. Arriverebbe un nuovo blocco delle rivalutazioni Istat. La misura ha soprattutto connotazioni politiche di equità.
SPENDING REVIEW. Carlo Cottarelli arriva dal Fmi come commissario per garantire i tagli alla spesa. Nel mirino anche gli “scontI” fiscali e i finanziamenti alle imprese. Molto spazio per i risparmi su una spesa pubblica che supera gli 800 mld.
LAVORO. Si parla di ulteriori incentivi per favorire il lavoro giovanile. Una strada potrebbe essere tagliare di più il cuneo fiscale per le imprese che assumono giovani. Si punta anche a sgravi fiscali per le start-up innovative e al rafforzamento dell’Ace per incentivare la patrimonializzazione delle imprese e gli investimenti.
CIG. Va rifinanziata per tutto il 2014 dopo che già nel 2013 è stata più volte rimpinguata. Secondo il Def nel 2014 ci saranno 3,2 miliardi di maggiore spesa per finanziare, tra l’altro, Cig e missioni di pace.
REDDITO MINIMO. Non è chiaro quanto costerebbe la misura, ma se fosse molto estesa avrebbe un peso insostenibile per le casse pubbliche.
SPESE INDIFFERIBILI. Sono quelle che vengono rifinanziate ogni anno: tra queste i contratti con le grandi società di trasporti o servizi, e le missioni internazionali.
REVISIONE IVA. Secondo il governo dovrebbe essere solo un restyling delle vecchie aliquote. Ma c’è chi è pronto a giurare che la revisione potrebbe non essere indolore.
TICKET SANITÀ. Il governo ha già annunciato che sta lavorando per impedire l’aumento dei ticket che potranno subire solo dei piccoli adeguamenti in attesa di una revisione complessiva.
PRIVATIZZAZIONI. Il governo dovrebbe dare il via a un programma di dismissioni immobiliari e privatizzazioni e razionalizzazione delle società controllate, statali e locali.
CUNEO FISCALE. È l’intervento cardine per agganciare la ripresa: ridurre la differenza tra quanto le imprese pagano e quello che in effetti arriva in busta paga. Si pensa a un intervento “selettivo” di 5 mld. Ma le imprese chiedono che si arrivi almeno a 10. Con 5 mld finirebbero in busta paga, in unica soluzione, circa 250-300 euro.


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