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martedì 18 marzo 2014

"Credibilità e scelta di voto"

Il legame tra politica e media è sempre stato stretto e uno degli effetti di questa relazione è la leaderalizzazione, cioè la personalizzazione della politica.
Se ne parla spesso perchè si cercano di raccontare le dinamiche della politica italiana, tutti i giorni, facendo capo sempre a qualche leader carismatismo di una certa corrente politica.
Tuttavia è interessante percepire come questo tema incida sulla politica estera o/e sulla politica europea.
Qualcosa è cambiato nella personalizzazione della politica, il modo di inquadrare gli avvenimenti importanti geopolitici sovranazionali, nei momenti cruciali della “gestione della cosa pubblica” all'estero.

Dal punto di vista collettivo lo spirito che incarna, il premier, è quello di divenire leader nazionale come allo stesso modo leader internazionale. E quella connessione che si dà tanto per scontato è invece tema su cui rispecchia la capacità di comunicazione di un governo piuttosto che un altro. La capacità di un leader di esprimersi al meglio rispetto a un altro. In sostanza è immagine della nazione che rappresenta.
Aggiungo che nel caso di Enrico Letta c'è da fare un plauso per l'operato svolto durante la sua carica di Presidente del Consiglio. Che a sua volta aveva fatto un ottimo lavoro di politica estera.

Forse un po' bislacca e allo stesso modo poco “diplomatico” è stata la strategia utilizzata da Silvio Berlusconi nell'inserimento delle “grazie” internazionali. Mi riferisco alla “scortesia” di Berlusconi di fare attendere, mentre parlava al cellulare, Angela Merkel in un appuntamento importante con i capi di stato. 

O forse come riportato in foto, la giacca del Presidente del Consiglio Matteo Renzi abbottonata in maniera poco idonia, mentre parlava con la Merkel, "insulta" la sua immagine di politico, “ingiuria” all'estero l'immagine della Repubblica Italiana e lo rende così umano che lo depotenzia dalla carica acquisita. Il quale ha “dismesso” per “acclamazione” del partito democratico il suo predecessore Enrico Letta. Anche se quella carica gli è stata concessa tramite la base del suo partito. E non direttamente dal popolo. E qui ci sarebbe da farci un altro articolo. Ma qui non mi dilungo.

Sennonché citando A. King si suppone che: “La concentrazione sulla personalità del leader e su altre sue caratteristiche spesso confina con l’ossessione”. Io aggiungerei con l'ossessione dell'opinione pubblica di percepirsi indefettibile.

Intanto subito va detto che è un ruolo crescente ha avuto e ha la televisione, i media e la relazione politica che si caratterizza. In questa triangolazione il risultato è paradossale, nel senso che i leader diventano un po' i grandi mediatori del linguaggio politico.
Diciamo in un tempo di grande personalizzazione spinta della politica, questo processo tocca anche la lettura, le immagini, dei fenomeni internazionali. Con effetti che ricadono sull'opinione pubblica e su personaggi pubblici come ad esempio in questo momento su Matteo Renzi. Ci sono stati casi in cui si era superato il limite. Ma anche qui non ci dilunghiamo.

Quindi la volontà dell'opinione pubblica di legare la percezione di una personalità politica alle caratteristiche normalmente associate all'immagine di credibilità, autorità, stabilità dice molto sulla profondità dei legami che intercorrono tra essi. In quanto al minimo livello di consulenza politica, vengono ipotizzati tra l'impressione della personalità, immagazinata nel cervello dell'elettore e scelta di voto a livello individuale.

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