Papa Leone XIV ai Vescovi di Baghdad : “Mondo segnato da violenze assurde e disumane. Dilagano con ferocia nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza. Profanate dalla blasfemia della guerra e della brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente. Chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe”.
«Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre»
Senza volerlo il presidente americano ha fatto l'elogio più bello che si possa fare ad un Papa. Lo ha definito "un debole".
Già Stalin si chiedeva ironico "quante divisioni" di soldati avesse il Papa. Nessuna, grazie a Dio. Solo la forza, inerme, della Parola.
Una Bellezza disarmata e disarmante, come la pace. Torna alla mente il bellissimo commento di san Giovanni Crisostomo ad una pagina del Vangelo.
"Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli."
L’autorità del Papa non si discute!
Il Papa parla una lingua universale che supera i confini e le contingenze politiche.
Difendiamo la missione di Papa Leone XIV: il suo richiamo alla responsabilità e alle corrette relazioni tra le nazioni è la bussola di cui abbiamo bisogno oggi.

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