.

.

© Il Blog di Giacomo Palumbo - Home ufficiale

Visualizzazione post con etichetta Trump. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trump. Mostra tutti i post

martedì 14 aprile 2026

Papa Leone XIV dà lezioni di Vangelo all'amministrazione Trump

Papa Leone XIV ai Vescovi di Baghdad : “Mondo segnato da violenze assurde e disumane. Dilagano con ferocia nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza. Profanate dalla blasfemia della guerra e della brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente. Chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe”.

«Non sono un politico, parlo di Vangelo. Ai leader del mondo dico: basta guerre»

Senza volerlo il presidente americano ha fatto l'elogio più bello che si possa fare ad un Papa. Lo ha definito "un debole". 

Già Stalin si chiedeva ironico "quante divisioni" di soldati avesse il Papa. Nessuna, grazie a Dio. Solo la forza, inerme, della Parola. 

Una Bellezza disarmata e disarmante, come la pace. Torna alla mente il bellissimo commento di san Giovanni Crisostomo ad una pagina del Vangelo. 

"Finché saremo agnelli, vinceremo e, anche se saremo circondati da numerosi lupi, riusciremo a superarli. Ma se diventeremo lupi, saremo sconfitti, perché saremo privi dell'aiuto del pastore. Egli non pasce lupi, ma agnelli."

L’autorità del Papa non si discute!

Il Papa parla una lingua universale che supera i confini e le contingenze politiche. 

Difendiamo la missione di Papa Leone XIV: il suo richiamo alla responsabilità e alle corrette relazioni tra le nazioni è la bussola di cui abbiamo bisogno oggi. 

venerdì 10 aprile 2026

Tra Crisi e Mercati: L'Equilibrio Precario del Medio Oriente

Il panorama internazionale è attualmente dominato da una profonda contraddizione: mentre i mercati finanziari tentano una corsa ottimistica, la stabilità geopolitica in Medio Oriente appare sempre più fragile. Al centro della crisi si trova il Libano, colpito duramente da raid israeliani che hanno causato centinaia di vittime, colpendo quartieri ad alta densità abitativa a Beirut.

Nonostante l’escalation, i mercati sembrano scommettere su uno spiraglio di tregua nei negoziati tra USA e Iran. Questa speranza ha innescato un rally nelle borse e una contestuale caduta del prezzo del greggio (sceso del 15%). Tuttavia, la situazione resta fluida: Teheran ha risposto agli attacchi colpendo un oleodotto saudita e minacciando il blocco dello Stretto di Hormuz. In questo scenario, le posizioni dei leader internazionali divergono: se Netanyahu viene visto come un ostacolo agli accordi, Donald Trump ostenta un ottimismo che si scontra con la realtà di un conflitto che molti analisti definiscono ormai strutturale, influenzato anche da un nuovo ecosistema geopolitico a "trazione cinese".

Economia e Riforme: Le Sfide dell’Italia e dell’UE

Sul fronte interno ed europeo, il dibattito si sposta sulla competitività e sulla gestione del debito. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha lanciato un appello per misure urgenti a sostegno delle imprese, proponendo l'apertura a un debito pubblico comune dell'Unione Europea. L'obiettivo è finanziare un "Industrial Accelerator Act" che permetta all'industria continentale di non restare indietro rispetto ai competitor globali.

Parallelamente, il governo lavora alla semplificazione burocratica legata al PNRR. Una delle novità più rilevanti riguarda i procedimenti edilizi, dove il meccanismo del silenzio-assenso viene rafforzato per rendere più agevole l'ottenimento delle certificazioni.

Infine, l'attenzione resta alta sulla trasparenza dei prezzi. I recenti controlli della Guardia di Finanza sui distributori di carburante hanno evidenziato un tasso di infrazione del 73%, sottolineando la necessità di una vigilanza più rigorosa a tutela dei consumatori in un momento di forte volatilità energetica.

L'Incendio Mediorientale: Una Tregua Nata Morta?

Il termine "tregua" appare ormai come un paradosso amaro nelle prime pagine dei quotidiani. Mentre la diplomazia internazionale, guidata da una mediazione senza precedenti che ha visto il coinvolgimento di Pakistan e Cina, cercava di stabilizzare l'asse Washington-Teheran, la realtà sul campo ha preso una direzione opposta. Israele ha lanciato quello che viene descritto come uno dei blitz più duri degli ultimi mesi, trasformando il cielo sopra Tiro, Sidone e Beirut in un "uragano di fuoco".

Le testimonianze raccolte parlano di un "buio eterno": nuvole di fumo nero che avvolgono le città libanesi e ospedali al collasso davanti a centinaia di morti e feriti. L'azione militare di Benjamin Netanyahu non è solo un'operazione tattica, ma una sfida aperta agli accordi mediati dagli Stati Uniti. Per il Primo Ministro israeliano, la tregua tra USA e Iran non rappresenta un vincolo per la sicurezza nazionale di Israele, che vede in Hezbollah una minaccia immediata e non negoziabile.

La reazione di Teheran non si è fatta attendere: l'ira dei Pasdaran minaccia nuovamente la chiusura dello Stretto di Hormuz, una mossa che avrebbe ripercussioni catastrofiche sull'economia globale e sui prezzi energetici, annullando i timidi segnali positivi registrati dalle borse solo poche ore prima.

Lo Strappo Diplomatico: L'Italia e il Caso Unifil

In questo scenario di caos, si inserisce un gravissimo incidente diplomatico che coinvolge direttamente l’Italia. Colpi di arma da fuoco israeliani hanno centrato un mezzo dell'Unifil, la missione di pace delle Nazioni Unite dove il contingente italiano ricopre un ruolo di primo piano. La reazione di Roma è stata immediata e durissima: il governo ha convocato l’ambasciatore israeliano, definendo l’azione di Netanyahu "irresponsabile".

Questo evento segna un punto di rottura nella postura diplomatica italiana. Sebbene il governo Meloni abbia mantenuto finora una linea di cauto sostegno al diritto di difesa di Israele, l'attacco diretto alle forze di pace dell'ONU sposta il piano del confronto. La premier si trova a dover gestire una pressione doppia: da un lato la necessità di proteggere i militari italiani, dall'altro il complesso equilibrismo all'interno della coalizione di centrodestra, dove emergono visioni differenti su come gestire il rapporto con i partner internazionali in fiamme.

Vance, Orban e la Nuova Destra Transatlantica

Mentre il Medio Oriente brucia, la politica occidentale attraversa una fase di profonda ridefinizione dei propri valori e alleanze. Le recenti dichiarazioni di JD Vance a Budapest offrono uno spaccato significativo. Il vicepresidente degli Stati Uniti ha espresso un netto scetticismo verso l'Unione Europea, elogiando invece figure come Viktor Orban e la stessa Giorgia Meloni.

Vance vede nel modello ungherese e nella leadership di Meloni dei punti di riferimento per una nuova destra che mette al centro la sovranità nazionale e la critica alle istituzioni sovranazionali di Bruxelles. Tuttavia, questo asse non è privo di ombre: in Ungheria, la figura di Péter Magyar, l' "underdog" che sta mettendo in discussione il potere decennale di Orban, rappresenta un elemento di instabilità interna che potrebbe incrinare il fronte dei sovranisti europei.

Società, Cultura e Giustizia: Dal Caso Regeni a George Clooney

Oltre la cronaca bellica, i quotidiani pongono l'accento su questioni etiche e sociali di grande rilievo. Resta aperta la ferita del caso Regeni, con le polemiche sullo "scaricabarile" relativo alla fiction dedicata alla vicenda del ricercatore friulano, segno di una difficoltà persistente nel trovare verità e giustizia a livello istituzionale.

Sul fronte della giustizia civile, il giurista Sabino Cassese lancia un monito severo: gli italiani si sentono "traditi dai partiti". La critica punta il dito contro un sistema politico che fatica a garantire procedimenti rapidi e trasparenti, lasciando i cittadini in un limbo burocratico che mina la fiducia nello Stato.

In questo contesto di tensioni, spicca la voce fuori dal coro di George Clooney. In un incontro con migliaia di studenti a Cuneo, l'attore ha usato parole durissime contro Donald Trump, definendolo "indecente". Clooney ha trasformato il suo intervento in un manifesto politico e generazionale, esortando i giovani a non rassegnarsi e a guardare oltre il populismo, portando il dibattito dalla "fama di Hollywood" alla responsabilità civile.

Il Ruolo di Pechino e Islamabad

Infine, non si può ignorare il "fattore pakistano" citato dagli analisti. La mediazione di Islamabad, spinta da Pechino, rivela un nuovo ordine mondiale dove gli Stati Uniti non sono più gli unici mediatori possibili. La Cina sta tessendo una tela diplomatica che mira a stabilizzare l'area per proteggere i propri interessi commerciali (la Via della Seta), ponendosi come un'alternativa pragmatica alla diplomazia dei valori occidentale. Il punto di equilibrio tra Washington e Pechino resta precario, ma è su questo asse che si giocherà il futuro dei prossimi quarant'anni di relazioni globali.

lunedì 5 gennaio 2026

Venezuela libera

Sto con il popolo Venezuelano, festeggia la caduta di un regime che ha ridotto alla fame una delle nazioni più ricche del mondo. 
Dispiace vedere la sinistra in Italia,, che come al solito non sta con i popoli.
Sta con il potere quando il potere parla la loro lingua ideologica.
Non gli interessa del bene dei venezuelani: ma solo di salvare la loro irreale narrativa ideologica  della “revolution“ di Castro come di Maduro.

In Venezuela  esiste un’opposizione, che aveva vinto le elezioni e che ha il massimo riconoscimento internazionale e Maduro ha sovvertito con la forza il risultato democratico di quelle elezioni.

Trump ha agito solo per cacciare un dittatore e per debellare il narcotraffico? 

No, ha agito certamente anche per il petrolio ma al netto del rispetto del diritto internazionale e della sorte di Maduro  come si fa a cacciare con metodi democratici e non violenti un dittatore sanguinario che da anni truccava le elezioni, incarcerava gli oppositori e ha costretto milioni di venezuelani a  fuggire all estero ?

Trump ha promesso AMERICA FIRST e sta facendo esattamente questo, con una operazione militare chirurgica, ristabilendo la sua egemonia su una area, il sud america, considerata sotto la sua influenza fin dai tempi della dottrina elaborata dal presidente americano Monroe  nel lontano 1823.

 Gli Usa perseguono  dunque i loro interessi a livello globale. L’Europa come al solito e’ fuori da ogni ruolo, da protagonista.
Incapace di essere attore politico e militare degno di questo nome.  Piu’ che stracciarsi le vesti per un diritto internazionale che regolarmente viene calpestato dalla volonta’ di potenza delle nazioni piu’ forti, l’Europa farebbe bene a ritrovare il proprio ruolo, la sua identità e il proprio destino in un contesto internazionale  in rapida e profonda  evoluzione.

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!
Preventivi e computi metrici gratis! Ristruttura casa, ristruttura il tuo bagno. Hai un tetto da ristrutturare noi siamo i professionisti che cercavi.

Calcolo Tempo e Compenso Orario

Calcolo Ritenuta D'acconto

Calcolo Fattura Agente Enasarco

Calcolo Detrazione per Redditi da Lavoro Dipendente

Calcolo Detrazione Figli a Carico

Calcolo del TFR