Alla vigilia della prossima Legge di Bilancio, l'Italia si trova a fronteggiare una combinazione di ostacoli complessi: un'inflazione persistente, la tenuta dei conti pubblici e una transizione demografica sfavorevole. L'economista Tito Boeri e l'esperto di mercati energetici Sergio Giraldo delineano il quadro delle priorità e i rischi per il Paese.
1. Mercato del lavoro, povertà e riforme strutturali
Secondo Tito Boeri, le politiche economiche recenti si sono concentrate eccessivamente su interventi temporanei anziché su riforme di lungo termine.
Contrazione dei salari e salario minimo: La fiammata inflazionistica avviata nel 2021 ha ridotto nettamente il potere d'acquisto dei lavoratori, non compensato dalla contrattazione collettiva. La soluzione proposta richiede riforme strutturali, tra cui l'introduzione di un salario minimo indicizzato al costo della vita e una nuova regolamentazione sulla rappresentanza sindacale.
Lotta alla povertà: L'abolizione del Reddito di cittadinanza senza adeguate alternative rischia di lasciare scoperte ampie fasce di popolazione. Rimanere nel mercato del lavoro non sempre garantisce l'uscita dall'indigenza.
Capitale umano e PNRR: Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un'occasione non pienamente sfruttata. Risorse significative sono state destinate alla spesa senza una rigorosa selezione della qualità degli investimenti. Mancano ancora progressi decisivi nella riforma della giustizia civile e nel potenziamento meritocratico della Pubblica Amministrazione.
2. L'impatto del declino demografico
La riduzione della popolazione residente stravolge la tenuta dei servizi fondamentali:
Ripercussioni su pensioni e sanità: La contrazione della forza lavoro — stimata in un calo del 30% nei prossimi 25 anni — esercita una forte pressione sul sistema previdenziale e sulle strutture sanitarie, chiamate a gestire un carico sempre maggiore a fronte di una base fiscale ridotta.
Modelli di risposta internazionali: Mentre Paesi come Cina e Giappone puntano sull'innovazione tecnologica e la Spagna integra i flussi migratori per sostenere il tessuto produttivo, l'Italia continua ad affrontare l'immigrazione con una prospettiva prevalentemente emergenziale.
3. Tensione sui mercati energetici: la corsa al gas
Oltre al settore petrolifero, la recrudescenza dell'inflazione è alimentata dalle forti impennate nel mercato del gas.
Aumento dei prezzi all'ingrosso: Le quotazioni del gas per le consegne autunnali sono salite fino a 75 €/MWh sul mercato di riferimento olandese TTF, segnando quasi un raddoppio rispetto ai minimi estivi.
Ripercussioni sulle bollette: L'ARERA ha adeguato la tariffa della materia prima per i clienti in tutela della vulnerabilità (+13% a livello mensile), con un incremento complessivo della bolletta del 6,9%.
Livello degli stoccaggi europei: La riserva media di gas nell'Unione Europea si attesta attorno al 65%, una delle soglie più basse degli ultimi anni. Sebbene l'Italia sia in una posizione di maggiore sicurezza con i propri depositi oltre l'83%, soffre il ritardo di altri Paesi europei (come la Germania, ferma al 53%) che spinge verso l'alto i prezzi dell'intera Eurozona.
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