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venerdì 4 settembre 2026

Tutela del lavoro: l'Italia si adegua alle direttive UE con il DdL Delegazione Europea 2026

Un’importante svolta per i diritti e la protezione dei lavoratori: con il Disegno di Legge Delegazione Europea 2026, l'Italia recepisce 20 direttive e 7 regolamenti comunitari per innalzare gli standard di tutela nazionali. I punti centrali del provvedimento riguardano la lotta al lavoro forzato, il potenziamento dei Comitati Aziendali Europei, la prevenzione dei rischi per la salute e il sostegno alle vittime di reato.


Giro di vite sul lavoro forzato e nuovi poteri all'AGCM
L'articolo 8 del DdL stabilisce che il Governo avrà sei mesi dall'entrata in vigore della legge per emanare i decreti attuativi del Regolamento UE 2024/3015. La norma vieta l'immissione sul mercato europeo di merci prodotte mediante lo sfruttamento del lavoro.

  • Struttura dei controlli: Le verifiche saranno affidate prioritariamente all'Ispettorato Nazionale del Lavoro, supportato da Guardia di Finanza, forze di polizia e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

  • Ruolo dell'AGCM: L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato diventerà l'ente di riferimento per la gestione e l'applicazione delle norme. L'AGCM coordinerà le indagini, verificherà la conformità delle aziende e applicherà sanzioni amministrative e pecuniarie ai trasgressori.

  • Rafforzamento dell'organico: Per far fronte ai nuovi compiti, l'AGCM vedrà il proprio personale ampliato con 25 nuove assunzioni (3 dirigenti, 15 funzionari e 7 impiegati).

Rafforzati i Comitati Aziendali Europei (CAE) Tra le direttive incluse nell'Allegato A del DdL figura la direttiva UE 2025/2450 (che aggiorna la precedente 2009/38). L'obiettivo è ridefinire le regole di costituzione e gestione dei CAE, garantendo un diritto d'informazione e una consultazione transnazionale realmente efficaci per i lavoratori delle multinazionali.

Salute sul lavoro: maggiori tutele da sostanze pericolose In materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, l'Italia recepisce la direttiva UE 2024/869. Il provvedimento introduce limiti più rigidi e misure protettive stringenti per i dipendenti esposti a sostanze tossiche come il piombo (e i suoi composti inorganici) e i diisocianati.

Sostegno alle vittime di reato Il pacchetto normativo include infine l'adeguamento alla direttiva UE 2026/1472, intesa a rafforzare il quadro di protezione e i diritti riconosciuti alle vittime di reato.

venerdì 7 giugno 2019

DECALOGO IN MATERIA DI ACQUISTI ON LINE

(Principali novità della nuova normativa europea applicata dall’Antitrust)
 DECALOGO IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

1) Stop a spese e costi nascosti su internet
I consumatori saranno protetti dalle "trappole dei costi" su internet, incluse le situazioni in cui i truffatori si fanno pagare con l'inganno per servizi cosiddetti "gratuiti", quali oroscopi o ricette. Da adesso in poi, i consumatori dovranno confermare esplicitamente di aver capito che il servizio è a pagamento.

2) Maggiore trasparenza dei prezzi
I venditori dovranno indicare chiaramente il costo totale del prodotto o servizio, incluso qualunque addebito supplementare. Gli acquirenti online non dovranno pagare spese o altri costi se non ne sono stati adeguatamente informati prima di effettuare l'ordine.

3) Divieto delle caselle preselezionate sui siti web
Quando si fanno acquisti online, ad esempio per un biglietto aereo, è possibile che vengano offerte opzioni supplementari, quali assicurazioni viaggio o noleggi auto. Questi servizi supplementari possono essere offerti mediante le cosiddette "caselle preselezionate". Attualmente i consumatori sono spesso costretti a deselezionare queste caselle se non desiderano i servizi supplementari. Con la nuova legge europea in vigore in Italia, le caselle preselezionate sono vietate in tutta l'UE.

4) 14 giorni per cambiare idea su un acquisto fatto anche on line
Il periodo durante il quale i consumatori possono recedere dal contratto di acquisto è portato a 14 giorni di calendario (rispetto ai sette finora prescritti dalla normativa dell'UE). I consumatori possono restituire le merci per qualunque ragione, se cambiano idea. Un'ulteriore protezione dalla carenza di informazioni: qualora un venditore non informi chiaramente il cliente circa il diritto di recesso, la durata del periodo di ripensamento è estesa a un anno.
- I consumatori saranno tutelati e beneficeranno del diritto di recesso anche in caso di visite effettuate su richiesta, vale a dire quando il commerciante ha precedentemente chiamato il consumatore sollecitando con insistenza una visita.
Inoltre, non sarà più necessario operare una distinzione tra visite effettuate su richiesta e visite non richieste; sarà così evitata l'elusione delle norme.
- Il diritto di recesso è esteso alle aste online, come eBay, benché le merci acquistate tramite asta possano essere restituite solo se acquistate da un venditore professionista.
- Il periodo di recesso decorrerà dal momento in cui il consumatore riceve le merci e non, come prima, dal momento della conclusione del contratto. Le norme si applicano a vendite via internet, per telefono e per corrispondenza e a vendite effettuate al di fuori di punti vendita, ad esempio al domicilio del consumatore, per strada, in un "party Tupperware" o durante una gita organizzata dal commerciante.

5) Maggiori diritti di rimborso
I commercianti sono tenuti a rimborsare i consumatori per il prodotto entro 14 giorni dal recesso. Il rimborso deve coprire anche le spese di consegna. In generale, il commerciante assume su di sé il rischio di eventuali danni alle merci che si verificano durante il trasporto fino al momento in cui l'acquirente ne prende possesso.
6) Introduzione di un modulo di recesso standard per l'intera UE
I consumatori possono disporre di un modulo di recesso standard che potranno usare (senza essere obbligati a farlo) se, avendo cambiato idea, desiderano recedere da un contratto concluso a distanza o a domicilio. Ciò renderà più facile e rapido il recesso se il contratto è stato concluso nell'UE.
7) Eliminazione di sovrattasse per l'uso di carte di credito e di servizi di assistenza telefonica
I commercianti non possono più addebitare ai consumatori costi supplementari per i pagamenti con carta di credito (o altri mezzi di pagamento), se non i costi effettivamente sostenuti per offrire tale opzione di pagamento. I commercianti che mettono a disposizione linee telefoniche di assistenza, su cui i clienti possono contattarli relativamente al contratto, non potranno addebitare più dei normali costi telefonici per le telefonate effettuate.

8) Informazioni più chiare su chi sopporta le spese di restituzione delle merci
Se i commercianti intendono far sostenere ai clienti i costi di resa delle merci in caso di ripensamento, essi devono informarne chiaramente e preventivamente i consumatori, altrimenti tali costi rimarranno a loro carico. Prima della vendita, il commerciante deve fornire almeno una chiara stima dei costi massimi di resa di merci ingombranti, ad esempio un divano, acquistate via internet o per corrispondenza, così che il consumatore possa decidere in modo informato da chi acquistare.

9) Più tutele per i consumatori negli acquisti digitali
Anche le informazioni sui contenuti digitali devono essere più chiare, comprese quelle relative alla compatibilità con hardware e software e all'applicazione di eventuali sistemi tecnici di protezione - che ad esempio limitino il diritto del consumatore di fare copie del contenuto. I consumatori hanno il diritto di recedere dagli acquisti di contenuti digitali, come i download di musica o di video, ma solo fino a quando ha inizio l'effettivo processo di download.

10) Più tutele e norme comuni anche per le imprese
Tra queste figurano:
- un unico gruppo di norme fondamentali per i contratti a distanza (vendite per telefono, per corrispondenza o via internet) e per i contratti conclusi al di fuori dei punti vendita (vendite concluse fuori dai locali della società, ad esempio per strada o a domicilio)
nell'Unione europea, che creino eque condizioni di concorrenza e riducano i costi delle operazioni per i commercianti transfrontalieri, specialmente nel caso delle vendite via internet;
- moduli standard che faciliteranno l'attività delle imprese: un modulo da compilare contenente le informazioni obbligatorie sul diritto di recesso;
- norme specifiche previste per le piccole imprese e le imprese artigiane
, ad esempio per gli idraulici. Non vi sarà diritto di recesso nel caso di riparazioni urgenti e di lavori di manutenzione.

Fonte: agcm.it/pubblicazioni

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