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sabato 1 gennaio 2011

Estradizione Cesare Battisti. Presidente deluso. Berlusconi amareggiato.

NAPOLITANO, DECISIONE INCOMPRENSIBILE - "La decisione del Presidente Lula ha suscitato in me profonda delusione, amarezza e contrarietà. Gli avevo scritto nel gennaio 2009, illustrandogli ampiamente le circostanze di fatto, e gli argomenti giuridici e politici, che chiaramente militavano per la concessione dell'estradizione di Cesare Battisti; gli riproposi tutti i termini della questione-spiega Napolitano in una nota - incontrandolo a L'Aquila in occasione del G8 e ricavai da quell'incontro motivi di fiducia nella comprensione, da parte brasiliana, delle ragioni dell'Italia". "A maggior ragione, mi appare incomprensibile la decisione, le cui motivazioni appaiono tanto infondate quanto insensibili alle garanzie dell'ordinamento giuridico e alla tradizione democratica del nostro paese. Non mi resta che confidare in una seria considerazione, nelle competenti sedi brasiliane, delle nuove istanze che saranno prodotte dalle autorità italiane ; e rivolgere un pensiero addolorato- conclude il Capo dello Stato- alle vittime dei crimini di Battisti come di tutte le vittime del terrorismo".

BERLUSCONI, AMAREZZA MA VICENDA NON CHIUSA - "Esprimo profonda amarezza e rammarico per la decisione del Presidente Lula di negare l'estradizione del pluriomicida Cesare Battisti nonostante le insistenti richieste e sollecitazioni a ogni livello da parte italiana. Si tratta- afferma il presidente del Consiglio in una nota diffusa da Palazzo Chigi - di una scelta contraria al più elementare senso di giustizia". "Esprimo ai familiari delle vittime tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza e l'impegno a proseguire la battaglia perché Battisti venga consegnato alla giustizia italiana. Considero la vicenda tutt'altro che chiusa: l'Italia non si arrende e farà valere i propri diritti in tutte le sedi", conclude Berlusconi.

FRATTINI: MOTIVAZIONI INACCETTABILI,SCONCERTO - Il Ministro degli Esteri Franco Frattini e la Farnesina esprimono "il più vivo sconcerto e la profonda delusione per una decisione insolita rispetto alla stessa prassi istituzionale brasiliana, che contraddice i principi fondamentali del diritto e offende i familiari e la memoria delle vittime dei gravissimi atti di violenza commessi da Cesare Battisti". Lo sottolinea una nota spiegando che "tanto più incomprensibili ed inaccettabili agli occhi del governo italiano e di tutti gli italiani appaiono le modalità dell' annuncio e il riferimento, nelle motivazioni della decisione, al presunto aggravamento della situazione personale di Battisti".

ALFANO,COSI' LULA INCRINA TRATTATI E ACCORDI - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano esprime "profondo rammarico" per la decisione assunta dal presidente Lula di non concedere l'estradizione a Cesare Battisti. "Il ministero della Giustizia - afferma Alfano in una nota - si è sempre mosso nella cornice disegnata dal diritto romano secondo cui 'Pacta sunt servanda'. Purtroppo, questo alto principio di legalità, che non è nelle disponibilità di alcuno, é stato gravemente ignorato, incrinando così la credibilità e l'efficacia delle leggi e dei trattati internazionali". In particolare - sottolinea Alfano in una nota - "non si comprende per quale ragione il presidente Lula eccepisca l'articolo 3 del Trattato bilaterale, secondo il quale ci potrebbe essere un aggravamento della condizione personale dell'estradando che, nel caso in esame, è stato regolarmente condannato dalla giustizia italiana perché colpevole di efferati omicidi".

LA RUSSA, BRASILE RECEDA, DECISIONE OFFENSIVA - "La peggiore previsione si è realizzata", ma l'Italia "non lascerà nulla di intentato" affinché il Brasile "receda da questa decisione ingiusta e gravemente offensiva". Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando con l'ANSA l'annuncio del Brasile di negare l'estradizione di Cesare Battisti. L'annuncio del ministro degli Esteri del Brasile sul no all'estradizione "arriva in un momento - afferma La Russa - in cui il mio pensiero è concentrato sul nuovo lutto in Afghanistan, dove oggi è caduto un altro militare italiano". Tuttavia, "questo non mi impedisce di dire - aggiunge - che nulla resterà intentato sul piano giuridico e su qualunque altro aspetto consentito dalla legge, affinché il Brasile receda da questa decisione, per fortuna non definitiva, che oltre ad essere ingiusta e gravemente offensiva dell'Italia, lo é soprattutto della memoria delle persone assassinate e del dolore dei familiari di tutti coloro che hanno perso la vita per responsabilità dell'assassino Battisti".

VELTRONI, E' ANCHE BRUTTA FIGURA NOSTRO GOVERNO - La mancata estradizione in Italia di Cesare Battisti è da parte del Brasile un gesto molto grave e profondamente sbagliato. Come ha detto Armando Spataro, quella di Battisti è la semplice storia di un delinquente: si è aperta versando il sangue di vittime innocenti e si deve chiudere con la pena che gli è stata comminata da un tribunale del nostro Paese". Lo afferma Walter Veltroni. "Chiunque abbia a cuore il valore della giustizia non può rimanere in silenzio di fronte a una decisione che non seguirebbe né il buon senso né tantomeno il diritto. Con tutto il rispetto per il presidente Lula, la motivazione di proteggere l'incolumità fisica di Battisti è inoltre inaccettabile: l'Italia è un grande Paese democratico che per il suo ordinamento costituzionale e giuridico ha pienamente le carte in regola per offrire tutte le garanzie necessarie anche a chi si é reso colpevole di gravissimi reati come quelli commessi da Battisti. Questo schiaffo in faccia all'Italia mette in luce una ennesima brutta figura internazionale del nostro governo che in questi due anni, nonostante le sbandierate ma mai applicate ritorsioni diplomatiche, si è rivelato totalmente incapace di convincere il Brasile del fatto che il Battisti "perseguitato politico" era semplicemente un assassino", conclude Veltroni.

TORREGIANI, ORA PASSIAMO DA FIORETTO A SPADA - "Ora lasciamo il fioretto e impugnamo la spada, perché se il rispetto delle regole porta a questo, d'ora in poi useremo il pugno di ferro". Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dai Pac (Proletari armati per il comunismo) accoglie con sentimenti "di rabbia e sconforto" la notizia nella mancata concessione dell'estradizione dal Brasile di Cesare Battisti, condannato anche per l'omicidio di suo padre. "Quei politici, quei giudici andrebbero presi e portati su un aereo per venire in Italia e capire le sciocchezze che hanno detto", ha spiegato Torregiani

VITTIMA BR, GESTO LULA OFFENDE VERITA' - Antonio Iosa, gambizzato dalle Brigate Rosse nel 1980, scrive una lettera all'ambasciatore brasiliano per esprimere "profonda amarezza e indignazione per lo stupefacente comportamento del Presidente del Brasile, Ignacio Lula, per il suo no all'estradizione del criminale Battisti in Italia, condannato per quattro omicidi". "Proteggere un terrorista per falsi 'motivi umanitari', in dispregio non solo della Giustizia Italiana, ma soprattutto di tutti i familiari delle vittime del terrorismo - scrive Iosa -, é un grave atto contro il diritto di umanità e di rispetto per i caduti e i loro familiari". In Italia esiste la civiltà del diritto che ha garantito la sconfitta del terrorismo con processi giusti. Oggi la totalità degli ex terroristi di sinistra e di destra sono tutti liberi e godono privilegi fuori dalle carceri previsti dalla legislazione italiana. Solo Battisti teme inesistenti vendette, anzi il suo rientro in Italia farebbe sorgere il problema di chiedere una espiazione carceraria simbolica, per essere rimesso dopo pochi anni in libertà". "Come vittima delle Brigate Rosse, ferito in un attentato del primo aprile 1980 - conclude Iosa -, rinnovo la mia amicizia al Popolo brasiliano ed esprimo tutta la mia indignazione per il gesto del Presidente Lula , che offende la verità, la memoria delle quattro vittime e la richiesta di giustizia da parte di tutti i familiari delle vittime del terrorismo italiane". (ANSA).

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