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lunedì 19 agosto 2013

Una piccola nota sulle "certezze" politiche

Sull'onda delle amarezze e dell'incertezza politica, questo agosto è il prologo dell'autunno che verrà.
I personaggi sembrano recitare ad hoc, secondo un copione prestampato di giornata. 
Dal quale non si sa mai il finale.


I due protagonisti di questa estate sono: l'ex premier Silvio Berlusconi che non ci sta, e non molla.
Dichiara che rimane "il" leader di centrodestra. E Giorgio Napolitano, il deus ex machina, da tragedia greca.
Il Cavaliere nel "male" più che nel bene, da vent’anni detta i tempi della politica italiana.
Un ruolo difficile in un mondo, quello politico, più vicino agli inferi che al paradiso.


E’ come quando, durante la Messa, il parroco invita i presenti a scambiarsi un segno di pace.
Il gesto lo compiono tutti, però, fuori dalle mure della Chiesa, quanti si ricordano della sacra promessa? Il resto dei personaggi attendono che qualcosa succeda.
Incominciando da Enrico Letta, l'indulgente ottimista, e Matteo Renzi, il rottamatore costernato.

Tra l'altro gli impegni che attendono il sindaco di Firenze saranno lo studio delle mosse in vista dell'assemblea del partito democratico. Congresso che si terrà il 20 e 21 settembre sulle regole del congresso, ma anche la messa a punto della sua "successione" per la candidatura del centrosinistra. E da Angelino Alfano, il "conciliatore".

La miccia che farà saltare il governo sarà il voto “chiesto” per via delle larghe intese al PD a sostegno delle mosse del cavaliere. Ed è la condanna definitiva di Silvio Berlusconi che “ferirà” il governo. (In questo caso degno solo dei migliori fumetti fantascientifici, sottolineato dallo sdegno dei migliori giornali stranieri)

Da Rimini conversando con i giornalisti al Meeting di Cl il capogruppo al Senato, Renato Schifani, mette i paletti Pdl alle conseguenze di un voto Pd contro Berlusconi: «Per noi tutto si tiene: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune». 


In questo caso è la crisi di governo che farà di noi italiani fieri di “vivere” in questo splendido e soleggiato paese. Quelli del Pd e del Pdl ci pensano ma non lo dicono. Pronti, così, ad accusarsi a vicenda se Enrico Letta dovesse cadere. “La politica ha le sue regole”.

Io sono a favore di un centrodestra stabile e mi chiedo se il centrodestra perderà il suo leader o arriverà un sostituto, che sembra non appartenere alla famiglia del “magnate” di Milano2?

E poi il Pd cercherà di mettere una pietra tombale sul destino del Cavaliere, atteso, com’è, da altri processi? I democratici, compreso il “rivoluzionario” Peppe Civati, sono pronti a indicare pollice su? Forse temono, eliminando l’”avversario” storico, di rafforzare il leader del Movimento a cinque stelle, Beppe Grillo.

Forse hanno paura, soprattutto, di essere impreparati, divisi come sono, ad affrontare nuove elezioni?

In questa rappresentazione non abbiamo parlato del popolo, del “pubblico”, degli spettatori.
Cioè degli italiani. Ci vedremo o non ci vedremo cancellare l’Imu, il blocco dell’Iva?
E il piano casa, gli aiuti ai giovani, la sistemazione degli esodati? E una risposta ai tanti altri piccoli e grandi problemi della nostra quotidianità. Il copione è incerto, è tutto da scrivere. Le certezze, purtroppo, sono le aziende che chiudono e i disoccupati che aumentano: a fine anno saranno tre-
milioni e mezzo in più.

Lo spettacolo della politica estiva, per adesso, non merita nessun tipo di plauso.

1 commento:

  1. Buongiorno Giacomo, hai scritto un ottimo articolo. Facciamo parte di un'agenzia di stampa, leggi un pò la tua mail, restiamo in contatto. Cordiali saluti.

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