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venerdì 30 ottobre 2026

L'illusione dei 26 miliardi: tra "micro-mance", maquillage contabile e l'ennesimo rinvio delle riforme strutturali

Ventisei miliardi di euro redistribuiti sottobanco su cinque direttrici propagandistiche: nucleo familiare, demografia, comparto produttivo, capacita d'acquisto e assistenza sanitaria. Un granellino di sabbia qui, una briciola di pane là, secondo la classica geometria del bilancio finalizzata unicamente a evitare di scontentare i soci della coalizione di governo.

Questo è il ritratto fedele della quinta manovra economica guidata dalla presidenza Meloni. Nell'istante in cui sceglie di illustrarla nella sala stampa della sede dell'esecutivo, a margine del via libera formale giunto dal gabinetto dei ministri, la prima ministra prova a condire le linee guida con una dose bilanciata di trionfalismo e pragmatismo calcolato. Rivendica senza scomporsi una linea di continuità con i provvedimenti finanziari degli anni passati: l'ultimo testo approvato – sottolinea la premier – costituisce «un ulteriore tassello all'interno di un disegno strategico a medio-lungo termine, provvisto dunque di una linearità di legislatura». Anche in questa specifica circostanza – ribadisce – «nessuna erogazione indistinta o sconsiderata, né promesse incompatibili con la realtà dei conti».

Scatta la linea difensiva contro i rilievi critici sollevati dalle istituzioni bancarie e dalle compagnie assicurate, sulle quali viene scaricato l'onere principale del recupero risorse. «Non ci troviamo al cospetto di un provvedimento ostile verso determinati soggetti, bensì in una fase storica complessa – chiarisce la presidente – abbiamo ritenuto doveroso chiedere un contributo di solidarietà a chi dispone di una stabilità finanziaria superiore». Argomentazioni sviluppate nel tentativo espresso di prevenire ed evitare un contenzioso giudiziario o ricorsi formali da parte dei colossi del credito: «Confido che non vi sia alcun contenzioso, ma piuttosto la volontà di collaborare nell'interesse generale». Ciononostante, la stessa Meloni è costretta ad ammettere a denti stretti come il pacchetto economico in questione «non rappresenti la soluzione definitiva a ogni criticità del Paese».



La realtà matematica dei conteggi svela un quadro privo di orpelli. Una volta rimossa la stampella provvisoria rappresentata dal margine di flessibilità concesso dalle istituzioni europee per le spese energetiche e per il comparto della difesa – un tesoretto pari a 12 miliardi – il nucleo reale della manovra si riduce a un modesto ammontare di 14 miliardi di euro.

Trattasi di una dote economica leggermente superiore alle stime circolate poche settimane fa, il cui incremento è stato reso possibile grazie al prelievo forzoso imposto a banche, gruppi energetici e concessionari dei giochi d'azzardo. La carta vincente incassata nell'interlocuzione con Bruxelles sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie alla quale 3,4 miliardi di interventi sono stati riversati nel perimetro della flessibilità di bilancio, permette di liberare margini finanziari che risultano tuttavia vincolati ed esclusivamente destinati alla copertura di misure già operative da prorogare.

Voce di BilancioValore NominaleNatura della Copertura / Destinazione
Ammontare Complessivo Manovra€ 26 MldTotale delle risorse mobilitate
Flessibilità UE (Difesa ed Energia)€ 12 MldMargine straordinario concesso da Bruxelles
Integrazione PNRR / Flessibilità€ 3,4 MldSvincolo di risorse per misure pregresse
Margine Reale per Nuovi Interventi€ 14 MldRisorse nette destinate alle misure di legislatura
Iniezione del Settore Finanziario€ 5,5 - 6 MldPrelievo straordinario su banche e assicurazioni
Risorse per il Fondo Sanitario€ 3,4 MldIncremento lordo (comprensivo di quota precedente)

Sul piatto residuano così pochissime risorse a fronte di problematiche immense, del tutto insufficienti a placare i desiderata e gli appetiti politici dei partiti della coalizione. Per questa precisa ragione, la legge di bilancio si trasforma in un puzzle disorganico di micro-misure parcellizzate, caratterizzate da una portata estremamente limitata e destinate a un numero ristretto di beneficiari.

La distribuzione dei dividendi politici e i tagli fiscali

Nelle ore conclusive del negoziato viene inserita l'attenuazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a beneficio del ceto medio. Ciononostante, l'innalzamento dell'aliquota del 33% trova applicazione soltanto per i redditi compresi entro la soglia dei 55mila euro annui – partendo dai precedenti 50mila – tradendo di fatto la promessa elettorale di spingere l'asticella fino ai 60mila euro.

Parimenti deludente appare il capitolo sanitario: la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale viene incrementata di appena 3,4 miliardi di euro (valore all'interno del quale risulta compreso 1 miliardo già stanziato nella precedente manovra finanziaria). Il totale finale rimane ampiamente inferiore rispetto alla richiesta minima di 5 o 6 miliardi avanzata formalmente dalla conferenza delle Regioni.

ALLOCAZIONE DELLE RISORSE E COMPROMESSI DELLA MAGGIORANZA
│
├── Fratelli d'Italia ──► Pacchetto Famiglia e Welfare
│                         ├── Salvadanaio "Valore Nuovi Nati" (€100/anno)
│                         └── Estensione Congedi Parentali all'80%
│
├── Lega Nord ──────────► Autonomi e Fisco
│                         ├── Estensione Flat Tax fino a 100mila euro
│                         └── Fondo dedicato alle uscite pensionistiche anticipate
│
└── Forza Italia ───────► Ceto Medio e Terza Età
                          ├── Rimodulazione scaglione IRPEF al 33% (fino a 55k)
                          └── Voucher Sanitario da 300 euro per over 75 ad basso reddito

All'interno dell'articolato trovano comunque spazio le misure simbolo sollecitate da ogni componente della maggioranza:

  • Fondo accumulo previdenziale per i neonati: Proposta caldeggiata dal titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti.

  • Congedo parentale esteso: Ampliamento delle coperture retributive per i primi anni di vita dei figli.

  • Incentivi fiscali under 30: Agevolazioni sui premi di produttività e sulle assunzioni giovanili.

  • Norme elettorali e varie: Provvedimenti accessori tra cui la cancellazione definitiva del bollo automobilistico per le vetture entro gli 80kW di potenza.

Sotto il profilo degli equilibri interni, se Fratelli d'Italia appone il proprio simbolo sul pacchetto legato alle famiglie e allo stato sociale, la Lega festeggia l'allargamento del regime forfettario fino a 100mila euro e la costituzione di un fondo per le uscite flessibili dal lavoro. Forza Italia ottiene il parziale ritocco dell'IRPEF unitamente all'introduzione di un buono destinato alle spese odontoiatriche e protesiche per i cittadini ultrasessantacinquenni non abbienti. Viene inoltre concessa una spinta all'aliquota ridotta sulla locazione per gli immobili a uso abitativo.

Il nodo delle coperture finanziarie e le trappole a scadenza

Le modalità attraverso cui vengono liquidate le coperture rivelano la fragile impalcatura dell'intero testo. L'iter di stesura finale ha visto salire sensibilmente il costo preteso da banche, compagnie di assicurazione, concessionari di scommesse e settore dei tabacchi:

  1. Comparto creditizio e assicurativo: L'addizionale IRES a carico degli istituti di credito sale al 3%, portando la tassazione complessiva al 30,5% per le banche e al 27% per le imprese assicuratrici, con un prelievo totale stimato tra i 5,5 e i 6 miliardi.

  2. Settore giochi e scommesse: Richiesto un gettito superiore ai 700 milioni inizialmente stimati.

  3. Sostenibilità dei tabacchi: Anticipazione a metà 2027 degli rincari precedentemente previsti per il 2028, con un doppio scatto di prezzo programmato per il 1° gennaio e il 1° luglio.

  4. Spending review dei dicasteri: Tagli lineari ai bilanci dei ministeri per un valore approssimativo di 1,2 miliardi nel corso del primo anno di applicazione.

Un elemento critico sotto il profilo della pianificazione economico-aziendale è rappresentato dalla validità temporale delle misure. Dalla riduzione dell'IRPEF al rinvio dei balzelli su plastica e zuccheri, l'intero pacchetto fiscale presenta una data di scadenza fissata rigorosamente al 31 dicembre 2027. Tale scelta contabile trasferisce integralmente al successivo esecutivo l'onere di reperire almeno 6 miliardi di euro per evitare che le agevolazioni decadano automaticamente.

Il punto di vista strategico e manageriale

Dal punto di vista dell'analisi politica, della gestione d'impresa e delle risorse umane, questo testo di bilancio evidenzia limiti strutturali profondi che meritano un'analisi disaggregata.

A. Impatto per il Settore Imprenditoriale

La proroga fino al 2027 della super-deduzione del costo del lavoro (che sale dal 120% al 140% per le assunzioni di giovani under 36 e al 180% per le madri lavoratrici) rappresenta un beneficio formale per le aziende, ma non affronta il nodo del cuneo fiscale sul lungo periodo. L'innalzamento della dote ZES a 2,4 miliardi e l'introduzione di crediti d'imposta per la transizione digitale e i software gestionali basati su intelligenza artificiale sono strumenti utili, ma frammentati all'interno di una burocrazia d'accesso ancora troppo complessa.

       Costo Aziendale Effettivo (Esempio su base 100€ d'incremento)
       ─────────────────────────────────────────────────────────────
       Base di Deduzione Ordinaria:       [100€]
       Deduzione Under 36 (140%):         [140€]  ──► Minore imponibile IRES
       Deduzione Madri Lavoratrici (180%): [180€]  ──► Minore imponibile IRES

B. Gestione delle Risorse Umane (HR Management)

Il tanto declamato «premio under 30» consistente in un'imposta sostitutiva ridotta all'1% per gli incrementi retributivi entra in vigore nel perimetro di un tetto massimo di 2.500 euro. Non si tratta di una misura diretta d'aiuto economico erogata dallo Stato, bensì di un incentivo fiscale applicabile esclusivamente ai passaggi di livello o alle conversioni contrattuali a tempo indeterminato.

L'innalzamento a 2.000 euro della soglia e-benefit non tassabile per i giovani senza figli rappresenta uno strumento flessibile d'attrazione dei talenti, ma la natura temporanea di queste disposizioni rischia di complicare la pianificazione delle retribuzioni sulle politiche retributive a lungo termine.

C. Politica Economica di Respiro Nazionale

L'intera manovra appare come un esercizio di equilibri di corto respiro. L'utilizzo di artifici contabili – come il recupero di 3,4 miliardi dal PNRR mediante la clausola di salvaguardia UE – consente di finanziare l'esistente senza tracciare una vera linea strategica di sviluppo industriale. Le risposte offerte ai giovani sul fronte abitativo ed occupazionale risultano meramente palliativi a fronte di una fuga di competenze qualificate che continua a impoverire il tessuto economico nazionale.

Verso il confronto parlamentare

«La manovra si presenta seria, auspico che l'esame nelle aule parlamentari mantenga intatta la rotta tracciata», dichiara il ministro Giancarlo Giorgetti al termine della conferenza di presentazione. Trattasi di un auspicio formale che suona come un monito rivolto alle forze di maggioranza per evitare che la fase degli emendamenti trasformi il testo in un assalto alla diligenza.

Restiamo in attesa della pubblicazione formale dell'articolato definitivo e delle relative relazioni tecniche presso la Camera dei Deputati. La sfida cruciale dei prossimi mesi non risiederà soltanto nella tenuta politica della maggioranza durante la sessione di bilancio, ma nella capacità reale delle imprese e del sistema Paese di scaricare a terra misure che oggi appaiono fin troppo frammentate e condizionate da stringenti scadenze di calendario.

Quale tra queste misure ritieni possa impattare maggiormente sulle strategie di reclutamento e costo del lavoro della tua organizzazione nei prossimi anni?



venerdì 19 dicembre 2025

Manovra: saltano le norme su pensioni, Tfr e assicurazioni con le opposizioni che accusano la Lega e chiedono le dimissioni di Giorgetti

Hanno commentato la decisione di far slittare le misure per le imprese e la revisione delle pensioni ad altri provvedimenti: il testo originario, infatti, è stato suddiviso tra un emendamento mantenuto parzialmente e un prossimo decreto.

Manovra: saltano le norme su pensioni, Tfr e assicurazioni con le opposizioni che accusano la Lega e chiedono le dimissioni di Giorgetti

È stato presentato presso la commissione Bilancio del Senato un nuovo emendamento del governo relativo alla manovra finanziaria. Il testo mantiene intatte le disposizioni sull’iperammortamento, confermando la proroga fino al 2028 e rafforzando le misure sugli investimenti green. Inoltre, è stata prevista una rimodulazione delle risorse legate al Pnrr. Tuttavia, come anticipato nella notte, sono state escluse tutte le norme riguardanti le pensioni.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha spiegato durante alcune riunioni in Senato dopo la sospensione della commissione Bilancio:

“La maggioranza ha deciso di stralciare la maggior parte dell’emendamento 4.1000, mantenendo solamente la parte relativa al Pnrr e all’iperammortamento. Tutte le altre misure saranno trasferite in un decreto che sarà approvato la prossima settimana.”

Il nuovo decreto dovrebbe essere portato in consiglio dei ministri probabilmente entro la prossima settimana, ha aggiunto Ciriani.

Oltre all’esclusione delle modifiche sulle pensioni, confermata integralmente come annunciato, l’emendamento non contiene le disposizioni relative al Tfr per i nuovi assunti. Nella versione iniziale della proposta governativa era prevista l’adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato al primo impiego.

I lavori in commissione Bilancio sono ripresi venerdì con l’obiettivo di chiudere l’esame nella giornata stessa; il testo della manovra è atteso in Aula al Palazzo Madama lunedì.

Eliminazione del nuovo contributo sulle assicurazioni e assenza di misure per il piano 4.0

Il nuovo contributo da 1,3 miliardi di euro previsto inizialmente per le compagnie assicurative è stato escluso dal testo dell’emendamento governativo alla manovra. La disposizione, presente nella prima versione della proposta di modifica, avrebbe previsto un acconto pari all’85% del contributo sul premio assicurativo relativo ai veicoli e alle imbarcazioni versato nell’anno precedente.

Nel testo definitivo, inoltre, sono scomparse anche le risorse per 1,3 miliardi destinate a finanziare il credito d’imposta per la Transizione 4.0, i cui fondi risultano esauriti.

Modifiche alla ritenuta d’acconto per le imprese

Il nuovo emendamento prevede un cambiamento nella ritenuta d’acconto per le imprese: la misura sarà anticipata al 2028 con un’aliquota dello 0,5% – al netto dell’Iva – sull’importo da corrispondere. Dal 2029, invece, l’aliquota salirà all’1%. Tale disposizione comporterà un impatto finanziario di oltre 700 milioni di euro già nel primo anno, raddoppiando negli anni successivi.

Le opposizioni protestano: “Influenza della Lega, Giorgetti dovrebbe dimettersi”

Secondo i gruppi di opposizione, quali Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva, il ritiro dell’emendamento governativo da 3,5 miliardi è frutto di tensioni interne alla maggioranza, in particolare all’interno della Lega.

Hanno commentato la decisione di far slittare le misure per le imprese e la revisione delle pensioni ad altri provvedimenti: il testo originario, infatti, è stato suddiviso tra un emendamento mantenuto parzialmente e un prossimo decreto.

Manovra: saltano le norme su pensioni, Tfr e assicurazioni con le opposizioni che accusano la Lega e chiedono le dimissioni di Giorgetti

La crisi politica interna alla maggioranza ha portato al ritiro di un emendamento fondamentale, suscitando dure reazioni da parte dei principali esponenti dei partiti coinvolti nel dibattito parlamentare.

Daniele Manca, capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio al Senato, ha sottolineato che questa situazione non coinvolge né la Lega né il governo nel loro complesso, definendola piuttosto un “clamoroso autogol politico”.

Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva, ha commentato in modo netto:

“Se il ministro Giorgetti avesse un po’ di dignità, si dimetterebbe domattina; io, al suo posto, me ne andrei.”

Stefano Patuanelli, capogruppo del M5S al Senato, ha rimarcato come questo episodio non costituisca una novità, ma derivi da questioni politiche interne alla maggioranza e alla Lega.

Tino Magni di Avs ha invece spiegato che l’emendamento in questione, soprattutto nella parte riguardante la previdenza complementare (“5.0”), è stato ritirato completamente.

Daniele Manca ha aggiunto che l’emendamento sarà sostanzialmente svuotato nella sua interezza, senza la parte riguardante previdenza, Zes e caro-materiali, mantenendo soltanto la rimodulazione del Pnrr per garantire parzialmente la copertura della manovra economica. Egli ha sottolineato che questa versione rappresenta dunque un nuovo emendamento distinto da quello originario.

Raffaella Paita ha osservato come questa situazione rappresenti un’implosione della maggioranza e che ormai il ministro Giorgetti non abbia più alcuna forza politica: è intervenuta a manovra già chiusa, con un’altra manovra da 3,5 miliardi, ma senza la possibilità di mantenere gli impegni assunti nei confronti degli imprenditori, soprattutto riguardo alla previdenza.

Ha proseguito:

“Il diktat proveniente proprio dal suo stesso partito ha fatto decadere tutti gli obblighi previsti nei confronti di chi investe. Senza l’emendamento Giorgetti, non esiste più una vera maggioranza per questo governo: quando un emendamento così importante viene prima proposto e poi ritirato a causa di contrasti interni, significa che la crisi è profonda.”

Stefano Patuanelli ha poi precisato che il M5S non ha sollevato questioni relative a subemendamenti né intrapreso iniziative di ostruzionismo nelle aule parlamentari, ma ha semplicemente richiesto di visionare il testo, che sarà disponibile nella notte, per poi discutere di persona il mattino seguente.

Questi sviluppi mettono in luce le tensioni crescenti all’interno della maggioranza di governo, che appaiono destinate a influenzare significativamente il percorso delle prossime riforme economiche e le decisioni politiche sulle misure finanziarie.

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