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venerdì 25 settembre 2026

L’asimmetria dell’Irpef e il cortocircuito del welfare: serve un nuovo patto fiscale.

 L’analisi dei dati fiscali del nostro Paese finisce sempre per mettere a nudo una realtà incontestabile: il sistema di prelievo sui redditi soffre di una profonda e strutturale sperequazione. A confermarlo con puntualità è l’ultimo report dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali — incentrato sui redditi generati nel 2024 e dichiarati nel 2025 — presentato al Cnel in sinergia con la Cida (Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità).

Da rappresentante delle istituzioni e da osservatore dei dati economici, ritengo che le cifre emerse non possano essere liquidate come semplici dettagli statistici: delineano un quadro di forte polarizzazione tributaria su cui la politica ha il dovere d'intervenire.


La mappa del prelievo: pochi contribuenti a supporto del sistema

I dati parlano chiaro. Appena il 30% dei contribuenti (ovvero chi dichiara dai 29mila euro a salire) si fa carico di quasi il 79% dell’intera Irpef, risorsa che vale complessivamente oltre 216 miliardi di euro compresi gli addizionali regionali e comunali.

Scendendo nello specifico:

  • Sopra i 35mila euro lordi annui (circa 2.000 euro netti al mese): circa 8 milioni di cittadini (meno del 19% del totale) coprono da soli il 65% del gettito.

  • Sopra i 300mila euro: una platea ristretta di circa 58.700 contribuenti versa 14 miliardi di euro, una cifra superiore all'apporto complessivo di 28 milioni di italiani collocati nella fascia fino a 20mila euro (i quali generano un gettito inferiore agli 11 miliardi).

Sul fronte opposto, circa 24,8 milioni di cittadini (il 46% della popolazione) risultano privi di reddito o con contributi fiscali irrilevanti, pur fruendo appieno dei servizi essenziali offerti dallo Stato e dagli enti locali: sanità, istruzione, sicurezza e tutele sociali. Vi è poi una platea di circa 9 milioni di cittadini che, pur presentando la dichiarazione dei redditi, azzera la propria capienza fiscale grazie al meccanismo di deduzioni e detrazioni.

Questi elementi ridimensionano la narrazione di una pressione fiscale uniforme e insostenibile per l'intera collettività, evidenziando invece una profonda sproporzione a carico della fascia media e medio-alta del lavoro dipendente e delle professionalità strutturate.

Il peso dei servizi essenziali e il nodo della spesa sociale

Garantire la tenuta delle prestazioni pubbliche richiede risorse imponenti. L'analisi evidenzia che nel 2024 le coperture necessarie sono state consistenti:

  • Spesa sanitaria: 138,33 miliardi di euro

  • Assistenza sociale: 180,5 miliardi di euro

  • Welfare degli enti locali: 13,5 miliardi di euro

Con un totale di oltre 330 miliardi di euro, per finanziare queste tre macro-aree non è sufficiente l'intero gettito Irpef: è necessario attingere a tutte le altre imposte dirette (Ires e Irap) e a una quota significativa di imposte indirette (come l'Iva). Un'architettura finanziaria la cui sostenibilità nel lungo termine appare complessa se basata su una base contributiva così ristretta.

       [ Spesa Sanitaria, Assistenza & Welfare Locale: ~332 Mld € ]
                                    │
    ┌───────────────────────────────┴───────────────────────────────┐
    ▼                                                               ▼
[ Tutta l'Irpef (216 Mld) + Ires + Irap ]                [ Imposte Indirette (IVA) ]

Misure a confronto e distorsioni da correggere

Le criticità segnalate da analisti ed esperti toccano diversi nodi programmatici della legislazione fiscale e previdenziale:

  1. Effetto "Benefit Trap" e Tripla Progressività: Il combinato disposto tra aliquote crescenti, progressività dell'imposta e decadenza automatica di bonus o detrazioni al crescere del reddito finisce per penalizzare il ceto medio e le competenze qualificate, disincentivando la crescita professionale.

  2. Fiscal Drag (Drenaggio Fiscale): Il mantenimento della soglia del secondo scaglione Irpef a 28mila euro di fronte a un'inflazione cumulata superiore al 17% tra il 2021 e il 2024 ha generato un incremento del prelievo reale sugli adeguamenti salariali, senza un corrispondente aumento del potere d'acquisto effettivo.

  3. Revisione dell'Isee: Nel 2025 le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (Dsu) hanno coinvolto oltre 10 milioni di nuclei familiari, pari a circa 29 milioni di cittadini. Nello spirito originario, l'Isee doveva rappresentare uno strumento selettivo di tutela delle fragilità; la sua progressiva estensione generalizzata evidenzia la necessità di verifiche più puntuali per evitare distorsioni ed elusioni.

  4. Valutazione sui regimi sostitutivi e flessibilità pensionistica: Restano aperti i dibattiti sull'efficacia della flat tax per le partite IVA — da valutare per i possibili effetti di erosione della base imponibile Irpef — e sui costi delle opzioni di pensione anticipata (Quote), i cui impatti cumulati sulle casse dello Stato tra il 2019 e il 2025 sono stati stimati dalla Ragioneria Generale in circa 36 miliardi di euro.

Le priorità dell'agenda politica

Non è più il tempo dei meri correttivi di facciata. L'obiettivo dell'azione di governo e di legislazione deve orientarsi verso parametri di maggiore equità ed efficienza:

  • Semplificazione e tracciabilità: Realizzare la banca dati unificata dell'assistenza sociale per incrociare i dati fiscali con l'erogazione delle prestazioni, garantendo che le risorse pubbliche raggiungano chi si trova realmente in condizioni di bisogno.

  • Tutela del ceto medio e del lavoro qualificato: Rimodulare gli scaglioni fiscali per sterilizzare il drenaggio fiscale e neutralizzare le trappole della povertà, evitando che l'avanzamento di carriera si traduca in una penalizzazione netta.

  • Riforma degli strumenti di misurazione del reddito: Ripensare l'Isee rafforzando la prova dei mezzi (means testing) per ripristinarne la funzione originaria di protezione delle fasce deboli.

Ripensare il patto tra fisco e stato sociale significa garantire la tenuta dei servizi fondamentali — sanità, scuola e welfare — senza gravare in modo sproporziato sui contribuenti leali. Una riforma seria del sistema fiscale è il presupposto indispensabile per restituire fiducia ai cittadini e assicurare la crescita del Paese.

sabato 24 agosto 2024

L'arte di manipolare l'opinione pubblica - Come funziona la fabbrica del consenso

Gli oligarchi del nuovo ordine mondiale si celano sotto il manto di un ingannevole democrazia, fingono che gli stati europei siano sovrani, inscenano il pluralismo dei partiti, per nutrire nei sudditi, l’illusione di poter scegliere, incantano l’elettorato, con mirabolanti promesse, sistematicamente disattese, e aggirano persino l’esito dei referendum, istituiscono commissioni di inchiesta che non hanno mai svelato nessuna verità, altrimenti ne sarebbe emerso l’imbarazzante coinvolgimento dei servizi segreti CIA, MOSSAD, MI6. Condannano il colonialismo salvo quando a esercitarlo siano la nato, gli Stati Uniti, L’Inghilterra la Francia e Israele. Ma perché i padroni del mondo come li ha definiti Avram Noam Chomsky sono così ipocriti? Azzardo un’ipotesi, i grandi burattinai lavorano alla costruzione di una società distopica, contraria all’ordine naturale delle cose. Se dichiarassero le loro autentiche intenzioni, l’opinione pubblica non li seguirebbe, da provetti giocolieri della menzogna hanno perciò allestito un ingegnoso Truman Show di portata planetaria. 

Gesù ci aveva avvertiti, guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Casualmente lo stemma della Fabian society raffigura proprio un lupo travestito da agnello e i vili affaristi del calibro di Bill Gates e George Soros non si sono del resto fregiati del titolo di benefattori? Qual è allora la sorgente di tanta doppiezza?

I Signori del denaro e dell’impostura hanno preso lezioni dai gesuiti? Soffrono di sindrome bipolare? Sono seguaci di Satana? O più semplicemente obbediscono a precetti religiosi del tipo “il nome di Dio non è profanato quando un ebreo mente a un cristiano” Talmud Baba Kama, 113b. “Gli ebrei devono sempre cercare di imbrogliare i cristiani” Zohar I 160a. “Non è permesso derubare un fratello ma è permesso derubare un non ebreo” Bava Metzia 61a.

Chissà, addentrarsi nel ginepraio rabbinico sull’esegesi delle norme ebraiche è poco prudente; tuttavia, nessuno potrebbe negare che le lobby cosmopolite siano specializzate in lavaggi del cervello. “Ritorno al mondo nuovo” uscito nel 1958 a firma del massone Aldous Leonard Huxley mentore di Orwell ne è una riprova, citiamo testualmente “è chiaro che un governo del terrore funziona meno bene del governo che con mezzi non violenti manipola l’ambiente, i pensieri e i sentimenti dei singoli, forze impersonali da noi incontrollabili, nell’interesse di una minoranza, lavorano per irregimentare la società e centralizzare il potere, una crisi permanente giustifica da parte di un governo centrale, il controllo su tutto e su tutti. È proprio una crisi permanente dobbiamo attenderci in questo mondo, dove l’eccesso di popolazione rende quasi inevitabile la dittatura. Le costituzioni non si abrogheranno, rimarranno elezioni e parlamenti, ma la sostanza dietro le quinte sarà un nuovo tipo di totalitarismo non violento. Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e libertà, intanto l’oligarchia al potere con la sua addestratissima élite di soldati, poliziotti, fabbricanti del pensiero e manipolatori del cervello manderà avanti lo spettacolo, a suo piacere. Formidabile strumento di controllo della realtà è il bipensiero che nel romanzo 1984 uscito nel 1949, George Orwell ci illustra con chiarezza, ci illustra così “credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciano le menzogne più artefatte, ricorrere all’uso della logica contro la logica, rinnegare la morale proprio nell’atto di rivendicarla, essere pienamente consapevoli nell’indurre inconsapevolezza. Gustave Le Bon  in “Psicologia e politica” pose le basi della moderna demagogia già nel 1910 la lucidità delle masse è estrema quando le si sappia guidare soltanto in apparenza governano le moltitudini, la grammatica della persuasione serve soltanto per creare opinioni e credenze. Da tali opinioni e credenze deriva l’enorme maggioranza delle nostre azioni, chi le fa nascere è il nostro vero padrone. Nel 1928 Edward Bernays di famiglia ebraica e nipote di Sigmund Freud affrontò analoghe tematiche in “Propaganda l’arte di manipolare l’opinione pubblica”, eccone qualche stralcio “la manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle opinioni delle masse è un elemento fondamentale nella società democratica, uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare governano i nostri corpi, modellano le nostre menti, forgiano i nostri gusti, suggeriscono le nostre idee, la propaganda è il braccio esecutivo del governo invisibile. Il filosofo ebreo e tedesco Günther Siegmund Stern, più noto con lo pseudonimo di Günther Anders nel saggio del 1956 “L’uomo è antiquato” ha svelato come funziona la fabbrica del consenso. Quanto più totale è un potere, tanto è più muto il suo comando, quanto più muto è il suo comando tanto più naturale è la nostra obbedienza e quanto più è naturale la nostra obbedienza tanto è più assicurata l’illusione di libertà, quanto è più assicurata l’illusione di libertà tanto è più totale il potere. Mediante raffinati metodi di persuasione occulta è insomma possibile alterare la percezione, il giudizio, i comportamenti, la coscienza, nel perseguire il traguardo della omologazione mondialista, i laboratori di scienze sociali, istituto Tavistock in testa, fabbricano cavalli di Troia per sovvertire tradizioni millenari, scardinare consuetudini, annacquare civiltà, sciogliere il nucleo etico della società, i cavaliere dell’apocalisse agiscono con perizia, lucidità, tenacia, e risorse quasi illimitate, hanno introdotto il consumismo, l’aborto e il divorzio, gli Erasmus studenteschi, il nomadismo aziendale utili a spezzare i legami familiari. Hanno puntato su droghe, industria pornografica, dissoluzione del principio di autorità, e adesso ci bombardano con armi subdole, come il politicamente corretto, la Cancel Culture, la rivoluzione Woke, l’ideologia gender, strumenti atti ad annientare l’istinto di procreazione il buonsenso avito l’orgoglio della stirpe, l’anelito verso la spiritualità, veleni ideologici che inducono angoscia frustrazione, smarrimento, dissonanza cognitiva al punto di minare compattezza, l’armonia, la sopravvivenza stessa di una collettività. Il nostro nemico è vile, è astutissimo, da quasi ottant’anni ci tende trappole insidiose che però noi potremmo evitare se solo la smettessimo di credere a tutte le sporche menzogne che i politicanti ci rifilano senza tregua, né vergogna. 


Trascrizione di Giacomo Palumbo

Della grande scrittrice Lidia Sella 

  




giovedì 23 aprile 2020

Emozioni: Paura, Coraggio e Sopravvivere.


La paura è un albero con tanti rami da cui germogliano molti semi ma ascoltare la paura ci rivela cosa ci manca veramente.

L'emotività non è il contrario della razionalità anzi gli esseri umani sono indotti a ragionare dalle emozioni.
Le emozioni spiacevoli spingono a trovare rimedi ed evolvere o ad accettare le condizioni di vita e farsene una ragione.
Le emozioni piacevoli spingono a trovare il modo per progettare la propria esistenza cercando di reiterare ciò che rende felici.

Il primo coraggio è quello di guardarsi dentro con l'aiuto degli altri per scoprire dove stanno le nostre debolezze.
Non per criticarci o rimproverarci, ma per trovare il gesto interrotto, quello che non essendo compiuto fino in fondo, un tempo, ha impedito alle nostre risorse di svilupparsi fino a ora.
Il secondo coraggio è quello di sviluppare le risorse.

L'ansia e la paura sono una gioia proibita, una nostra inclinazione naturale rimasta senza nutrimento.

In fondo chi ha paura rivela una propria mancanza, una propria debolezza in un'area importante della vita e questa può essere il seme da cui germoglia nuova vita: Amare, sopravvivere, evolvere, realizzare noi stessi.




lunedì 18 giugno 2012

Laurea magistrale/ specialistica in scienze della politica


Pubblico la notizia forse un poco in ritardo, non ho acceso il computer dopo la proclamazione, e perché mi sono "riposato" giusto un poco.  
Rendo pubblico e ufficiale la mia laurea magistrale/specialistica in scienze della politica all'Università di Bologna polo di Forlì - Facoltà di scienze politiche "Roberto Ruffilli".
Giorno 14/06/2012, dopo aver discusso alla prova finale la mia tesi di laurea magistrale con il seguente titolo: "Performance e manipolazione delle identità e dei corpi nel virtuale", mi hanno proclamato dottore magistrale. Mizzica!
Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini. 
Grazie a tutti coloro che credono in me e che lo fanno malgrado la lontananza, proseguiremo nelle lotte politiche quotidiane ora forse non più quelle legate all'ambiente universitario, ora staremo accanto alla gente e non più solo vicino agli studenti, aiuteremo con il nostro contributo politico di rappresentanza e trasparenza quelle persone che soffrono per via del lavoro, per la mancanza di esso e che vogliono un sostegno da noi, da me. 
Proseguirò nel mio cammino politico rendendo possibile un percorso puro, leale e soprattutto adatto ai tempi che corrono. 
Renderò e renderemo possibile un nuovo cambiamento, con l'aiuto reciproco di tutti noi adempiendo alla possibilità di avere più fiducia e più speranza in noi giovani e a coloro i quali vogliono intraprendere la via del lavoro seguendo il loro istinto, quello sano, quello pulito e soprattutto quello onesto verso il superamento di questa fase di stallo, che non chiamerei più con il nome di "crisi".
Pronto a rimboccarmi le maniche. 
Pronto ad approfondire temi e proposte innovative per il nostro futuro. 
Grazie di cuore a tutti per l'affetto.
Giacomo.


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