Per info generale a chi ancora getta del fango mediatico: Il Movimento 5 Stelle è un’idea buona e nuova, non un volto che deve rendere conto alle lobbies (gruppi di pressione/banche) che lo finanziano. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle è stato scelto già parecchio tempo fa e si chiama Programma a 5 stelle. E’ scritto dagli iscritti sul portale Rousseau e non di notte tempo o dopo accordi, inciuci, scambi di favori e promesse di poltrone, vedi presunta poltrona a Crocetta. Nell’universo dei 5 stelle non interessa votare un nome, perché la persona dovrebbe incarnare una leadership, al movimento interessa solo che il nome di quella persona sia quello di una persona onesta, incensurata, che non faccia accordi sottobanco e che abbia come punto di riferimento il Programma 5 stelle ed i cittadini che glielo hanno affidato. Che si scelga Cancelleri o Di Maio o Di Battista nulla della precondizione cambia, questa è la differenza con gli altri partiti, ad personam. Ed a nessuno deve rendere conto se non a chi gli ha affidato il compito di portare avanti le idee. Questo è un meccanismo nuovo che mette davanti un’idea e non più i presunti cavalieri. Oltremodo per questo motivo il mandato viene ridotto a due legislature. Per esempio anche tu che mi leggi che sei una/o qualunque, con il requisito dell'onestà morale ed intellettuale, soprattutto giudiziaria e ti senti di poter rappresentare i cittadini sul Programma 5 stelle, nessuno ti vieta di candidarti a Premier. It’s very easy.
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mercoledì 13 settembre 2017
mercoledì 3 maggio 2017
Positiva l’appartenenza all’UE per gran parte degli europei
Gli italiani chiedono più interventi dell'UE. La maggioranza degli europei vuole una risposta comune alle sfide globali; 3 su 4 vogliono di più nella lotta al terrorismo, contro la disoccupazione e l’evasione fiscale e per la protezione dell’ambiente.
Secondo un numero crescente di cittadini europei, appartenere all'Ue è una cosa positiva. Questo il dato che emerge dall'ultimo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo. In pratica, l’attaccamento all'Unione europea ha raggiunto nuovamente i livelli pre-crisi registrati nel 2007.
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato: “I risultati dell’ultimo sondaggio sull'attitudine dei cittadini europei nei confronti dell'Ue sono, per la prima volta dall'inizio della crisi economica nel 2007, molto incoraggianti.
Tali risultati dimostrano che gli europei vogliono che l'Ue risponda con una voce sola ai timori e alle turbolenze internazionali che hanno reso il mondo in cui viviamo più incerto e pericoloso.
Sta a noi leader politici dimostrare che hanno ragione a riporre in noi la loro fiducia. Dobbiamo, con il nostro lavoro quotidiano e con le nostre decisioni, convincerli che l’Unione europea può sia proteggerli che rendere la loro vita migliore”.
Per l’Italia, pur sotto la media UE, si registra un aumento di risposte positive sull'attaccamento all'Unione, con 7 punti percentuali in più rispetto all'anno scorso (48%).
L'Eurobarometro, commissionato dal Parlamento europeo e pubblicato giovedì, mostra come essere membri dell’Ue sia una cosa positiva per il 57% degli europei (+4% rispetto all'ultimo sondaggio di settembre 2016 e quasi allo stesso livello del 2007, quando a esprimersi positivamente erano stati il 58% degli intervistati).
Le percentuali variano significativamente da paese a paese.
Più Europa per combattere terrorismo, disoccupazione ed evasione fiscale
Fra gli elementi chiave per definire l’identità europea, il 50% degli intervistati cita la democrazia e la libertà, mentre solo il 33% indica l’Euro (nel 2015 era il 39%). Per quasi la metà degli intervistati a livello Ue (il 46%) avere un sistema di welfare armonizzato per tutti gli Stati membri contribuirebbe a rafforzare il sentimento di cittadinanza europea.
Ascoltare di più i cittadini in Europa e nei loro paesi
Reagire con una risposta comune europea ai recenti eventi geopolitici globali come la crescente instabilità nei paesi arabi, la sempre maggiore influenza della Russia e della Cina, la Brexit e l’elezione di Donald Trump è più auspicabile che avere una reazione paese per paese per una percentuale di intervistati che, in alcuni casi, si attesta fino al 73%.
La maggioranza dei cittadini europei vuole che l'Ue faccia di più per rispondere a sfide quali la lotta al terrorismo (80%) e alla disoccupazione (78%), la protezione dell’ambiente (75%) e il contrasto all'evasione fiscale (74%).
Secondo una larga maggioranza degli intervistati italiani, invece, ci sarebbe bisogno di un maggior intervento da parte dell’Unione europea su migrazione (80%), politica di sicurezza e difesa (74%), politica economica (68%), agricoltura (65%) e politica industriale (64%).
Maggiore ascolto a livello europeo e nazionale
Il 43% degli europei pensa che la propria voce conti a livello di Ue, un record dal 2007 a oggi, e 6 punti percentuali in più rispetto al 2016. Se invece si analizza quanto gli intervistati pensino che la propria voce conti nel proprio paese, sei europei su dieci rispondono positivamente (più 10% rispetto allo scorso anno).
In Italia, solo il 36% degli intervistati ha risposto positivamente, al di sotto della media EU, ma con 11 punti percentuali in più rispetto all'anno passato.
Disuguaglianza sociale
Infine, la stragrande maggioranza degli europei pensa che le diseguaglianze fra classi sociali siano significative e un terzo degli intervistati dubita che riusciremo a lasciarci la crisi alle spalle nei prossimi anni.
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