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mercoledì 15 novembre 2017

La politica di coesione investe nel meridione

L'UE ha investito più di 124 milioni di EUR provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale in due progetti di linee ferroviarie e un progetto di infrastrutture per la gestione delle risorse idriche nel meridione, in Sicilia, Campania e Puglia.

La Commissaria per la politica regionale Corina Crețu ha dichiarato: "Questi tre progetti della politica di coesione rappresentano altrettanti esempi di un'Europa che ha a cuore il benessere dei propri cittadini e la protezione dell'ambiente." Per la costruzione e il rinnovo della rete fognaria attorno ai Campi Flegrei lungo la costa campana sono stati inizialmente stanziati 38,3 milioni di EUR. I Campi Flegrei sono una zona vulcanica del golfo di Pozzuoli, a nord-est di Napoli. I comuni in prossimità di questo parco naturale beneficeranno di una rete fognaria migliorata, accessibile a ulteriori 9 000 persone. Il progetto include anche la decontaminazione dei laghi della costa. Altri 72,7 milioni di EUR saranno investiti in Puglia per ammodernare il collegamento ferroviario verso la città di Bari. Il progetto include dei lavori nella stazione dell'aeroporto di Bari-Palese nonché la costruzione di collegamenti stradali che serviranno a raggiungere la linea ferroviaria dai comuni limitrofi. Infine, 13,4 milioni di EUR finanzieranno in Sicilia dei lavori sulla tratta ferroviaria che collega la città di Palermo al suo aeroporto, in modo da aumentare la capacità della linea, ridurre i tempi di percorrenza e decongestionare la periferia della città. Per ulteriori informazioni sulla politica di coesione in Italia è possibile consultare la Piattaforma Open Data.

ec.europa.eu

mercoledì 13 settembre 2017

Che cos'è e che cosa fa il Movimento 5 stelle?

Per info generale a chi ancora getta del fango mediatico: Il Movimento 5 Stelle è un’idea buona e nuova, non un volto che deve rendere conto alle lobbies (gruppi di pressione/banche) che lo finanziano. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle è stato scelto già parecchio tempo fa e si chiama Programma a 5 stelle. E’ scritto dagli iscritti sul portale Rousseau e non di notte tempo o dopo accordi, inciuci, scambi di favori e promesse di poltrone, vedi presunta poltrona a Crocetta. Nell’universo dei 5 stelle non interessa votare un nome, perché la persona dovrebbe incarnare una leadership, al movimento interessa solo che il nome di quella persona sia quello di una persona onesta, incensurata, che non faccia accordi sottobanco e che abbia come punto di riferimento il Programma 5 stelle ed i cittadini che glielo hanno affidato. Che si scelga Cancelleri o Di Maio o Di Battista nulla della precondizione cambia, questa è la differenza con gli altri partiti, ad personam. Ed a nessuno deve rendere conto se non a chi gli ha affidato il compito di portare avanti le idee. Questo è un meccanismo nuovo che mette davanti un’idea e non più i presunti cavalieri. Oltremodo per questo motivo il mandato viene ridotto a due legislature. Per esempio anche tu che mi leggi che sei una/o qualunque, con il requisito dell'onestà morale ed intellettuale, soprattutto giudiziaria e ti senti di poter rappresentare i cittadini sul Programma 5 stelle, nessuno ti vieta di candidarti a Premier. It’s very easy.

martedì 22 agosto 2017

In Sicilia...l'ombra del gattopardo

Non sto qui a sottolineare il fatto che in Sicilia ci possa essere un cambiamento, con le votazioni regionali, perchè sarebbe un pò troppo un cambiamento per chi ha visto cosa non è la Sicilia e cosa non riesce a sbloccare in sè stessa la Sicilia e i siciliani. Tuttavia un esempio lampante di cosa è la Sicilia lo so benissimo, ci sono nato e c'ho vissuto, ed è l'assenza di senso civico, il sole e il mare "picciotti" danno emozioni sì, ma il senso civico? E Il modo di pensare della gente, parlo anche dei giovani "vecchi", rimasti indietro nel tempo? Non vi offendete ragazzi, ma chi si sottomette ai ricatti del sistema lavoro siciliano è obbligato a incazzarsi. Probabilmente, e me lo immagino, alcuni si chiederanno e vorranno delle condizioni "speciali" per tornare, ma queste condizioni si possono avere prima del voto? Assolutamente No! Dall'altro canto c'è la rabbia di chi vede comparire un movimento nuovo e pieno di energia, gli animi si sconquassano. Così che alcuni giovani vecchi, infinocchiati da vecchi discorsi patriarcali, continueranno a sostenere correnti politiche incastonate in gerarchie "millenarie" dei vecchi partiti, oramai stramorti, e il "mio" bel mito gattopardesco risusciterà come non mai. Io spero che questo messaggio possa essere smontato con i fatti, cioè andando a votare. Con la complicità di andare a votare per il bene comune e non con il senso civico tipico siciliano: "ma tantu cu acchiana acchiana si fanno i fatti sò".. La speranza è l'ultima a morire ragazzi e infine morale della favola a cosa penso? Penso che in Emilia Romagna regione in cui voto il M5S funziona, nel Parlamento si fanno un mazzo così e dulcis in fundo, perchè non dovrebbe funzionare anche nella mia splendida isola? La Sicilia.

martedì 16 maggio 2017

Come riorganizzare le periferie urbane?

Nelle periferie degradate dei paesi e delle città non sembra per niente smorzato il problema della questione sociale. Per questione sociale intendo riferirmi all'estensione dalle disparità sociali. Molto spesso, come accade anche in altre città europee, le aree di esclusione sociale combaciano con i quartieri di edilizia residenziale pubblica.

… “Le città svolgono un ruolo fondamentale nell'attuazione delle politiche dell'UE, compresa la strategia Europa 2020. L'attuale processo di elaborazione delle politiche a livello nazionale e dell'UE non sfrutta sempre pienamente le competenze disponibili a livello di città o non riconosce il ruolo fondamentale che le amministrazioni locali potrebbero rivestire in vista del conseguimento degli obiettivi fissati ad altri livelli di governance.”...

Prima di ogni altra cosa, la causa del degrado è riconducibile alla “spending review” locale, la quale ha indebolito il benessere sociale, ricreando una situazione difficile di gestione amministrativa. I tagli onnicomprensivi passano dai progetti a sfondo culturale, a quelli di riordino degli immigrati richiedenti asilo politico e a quelle spese di fattispecie ordinaria necessarie. Il rischio di scarsa integrazione con strategie più ampie, demoliscono la rispondenza ai processi di sviluppo sul territorio locale.  

Rinnovare le situazioni di ordine sociale non è una questione di poco conto. Visto che ancora oggi, sulla continua stagnazione della crisi del 2008, sembra essersi affievolita parte dell’aggregazione sociale, intrinseca nella cultura familiare italiana. Oggigiorno conformazioni varie di povertà distribuita, vedi caso della zona di Bolognina o San Donato a Bologna,  o i quartieri Spagnoli o Scampia a Napoli, oltrepassano zone limitrofe al vivere civile. Oltremodo in alcune zone della città si enunciano chiare forme di isolamento sociale. Un esempio sono i campi di accoglienza degli immigrati in Sicilia o svariati campi rom limitrofe nella capitale romana.

Far ripartire le periferie, nel loro nuovo contesto urbano, porta a ridefinire ciò che da anni si è cercato di valicare solo a parole. Questa ultima nota di pessimismo è accentuata dai molteplici fallimenti delle precedenti amministrazioni politiche che hanno dimenticato questa questione importante che ricade tassativamente nella nuova luna dell’ “estensione metropolitana”. 
Il concetto principale, che sta alla base della rinascita della periferia, accentua ancor di più l’urgenza dei problemi sociali di circostanza da affrontare. Il soggetto principale che ricopre un ruolo fondamentale in questa “edificazione sociale” è rappresentata dall’Unione europea.

A luglio del 2014 la Commissione europea si è espressa con una “La dimensione urbana delle politiche dell’UE – elementi fondanti di una agenda urbana UE”.

La compattezza sociale diviene proposito chiave della politica urbana dell’Unione Europea.
Come viene riportato sul documento… “La creazione di reti di contatti e gli scambi tra città continueranno ad essere promossi dal programma URBACT di prossima generazione. Lo sviluppo urbano, comunque, non è promosso soltanto dalla politica regionale dell'UE e dai Fondi strutturali. Un numero crescente di politiche settoriali dell'UE è incentrato esplicitamente sulle zone urbane: politica dell'energia, della società dell'informazione, dell'ambiente, dell'istruzione e della cultura, dei trasporti…”

Con il tempo ci si è scordati nella sua essenza della rielaborazione della politica civica urbana. E i progetti di riqualificazione urbana oggigiorno non sono così forti e concreti a sostegno della questione sociale. Nondimeno l’assenza di un’agenda comune nazionale sulle questioni urbane hanno prodotto in Italia generalmente un ammontare di singoli casi che stentano tra di loro a risolvere i casi. Non c’era e forse non c’è una vera visione di lungo periodo.
Qui si vuole sottolineare la divergenza che ha contribuito a diffondere disagio, e in alcuni casi questo disagio si è trasformato anche in qualcos’altro di più pericoloso e grave. Escludendo dal discorso ogni malumore civico verso gruppi etnici sul territorio.

In ogni modo un elemento di definizione e di sostegno nel margine dell’intervento istituzionale l'ha posto la presidenza del consiglio dei ministri che ha stipulato l’anno scorso il  “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle cittàmetropolitane e dei comuni capoluogo di provincia” con le seguenti risposte alle domande poco chiare che erano saltate fuori dal bando in questione. Sottolineo che non c’è stato un’efficiente presenza delle amministrazioni, con lo scopo di facilitare il pensiero politico su un progetto urbano dell'Unione Europea. Comunque qualcosa per iscritto esiste ma siamo ben lontani.

La scarsa partecipazione, a mio avviso, non ha permesso dei grandi passi avanti. Bisognerebbe riconfigurare i frame mancanti per accelerare la ricerca di punti fissi, di punti sicuri da cui ripartire.

E probabilmente seguendo i passi della Commissione Europea… “Un'agenda urbana UE potrebbe permettere di conseguire numerosi obiettivi. Potrebbe servire ad accrescere la qualità, l'efficienza e l'efficacia delle politiche grazie a un miglior coordinamento delle politiche, dei soggetti e dei livelli di governance e a una migliore comprensione dei contesti di sviluppo urbano in sede di concezione e di attuazione delle politiche. Potrebbe accrescere l'impegno e il senso di partecipazione delle città nel processo di definizione e di realizzazione delle politiche a livello nazionale e dell'UE. Potrebbe rafforzare la capacità delle città di promuovere transizioni e cambiamenti strutturali al fine di garantire economie urbane sostenibili e uno sviluppo sostenibile sotto il profilo territoriale, ambientale e sociale delle zone urbane”…

lunedì 16 febbraio 2015

Tirichitolla (Accordi chitarra!)


Per ridere:
Tiram 'a ciolla ca sugnu malatu 

Testo: Tirichitolla    (Typical sicilian song)      
Accordi (chords) DO SOL7 FA

Tirichitolla e pani grattatu tiram 'a ciolla ca sugnu malatu. Aiu 'na fami, 'na siti e 'nu sonnu, 'na dibulizza chi staiu murennu, ma si mi sonu to soro pun ghiornu mi passa la fame la siti e lu sonnu. Tirichitolla e pani grattatu tiram 'a ciolla ca sugnu malatu.

lunedì 29 agosto 2011

Chi era Libero Grassi?


"Ricorrono oggi venti anni da quel tragico 29 agosto 1991, quando Libero Grassi, l'imprenditore onesto e coraggioso che si era pubblicamente ribellato alla mafia e al suo sistema estorsivo, fu ucciso in un agguato tragico e feroce". Lo scrive in un messaggio alla vedova, Pina Maisano Grassi, il presidente della Repubblica ricordando come Libero Grassi fosse "tornato in Sicilia per dare lavoro e prospettive di crescita agli uomini della sua terra e spronarli a reagire a inquinanti forme di taglieggiamento e ad ogni intimidazione".
"Il suo sacrificio - sottolinea il capo dello Stato - è divenuto nel tempo, anche grazie alla mobilitazione delle migliori energie della società e alla crescente determinazione dell'imprenditoria siciliana, un riferimento essenziale della rivolta contro il racket e la pressione mafiosa. Il ricordo della lotta di Libero Grassi per salvaguardare la dignità del lavoro e la libertà dell'attività economica da forme inammissibili di violenza deve costituire fecondo stimolo per una sempre più ampia mobilitazione della coscienza civile e per una sempre maggiore diffusione della cultura della legalità".
"Con questo auspicio - conclude Napolitano - e interpretando la gratitudine di ogni italiano, esprimo a lei e ai suoi figli sentimenti di affettuosa vicinanza e solidale partecipazione".

CHI ERA LIBERO GRASSI?
Era un imprenditore. Nato da una famiglia antifascista (gli fu dato il nome "Libero" in onore di Giacomo Matteotti), si trasferì prestissimo a Palermo ove crebbe gli anni dell'infanzia. Trasferitosi a Roma, nel 1942, entrò in seminario per evitare la leva. Alla fine della guerra tornò alla vita civile, continuò gli studi in giurisprudenza ed iniziò una attività politica che continuò anche dopo essere tornato a Palermo per continuare l'attività imprenditoriale del padre. Nel 1961 aprì uno stabilimento tessile (Sigma) e, parallelamente, continuò a scrivere molti articoli di politica per vari giornali. Infinè entrò a far parte attiva del Partito Repubblicano Italiano.
Verso la metà degli anni ottanta, la fabbrica di Libero Grassi fu, naturalmente, presa di mira da "Cosa Nostra" che chiedeva il "pizzo". Ma lui rifiutò, energicamente e pubblicamente, denunciando, alle autorità di polizia ed anche in TV e tramite i giornali, l'estorsione. Nel corso degli anni fu intervistato da famosi giornalisti italiani ed esteri, ma fu fondalmentalmente lasciato solo (in special modo dalle associazioni deglla imprenditoria) a combattere la sua battaglia. Nel 1991, il clima, per Libero Grassi, era diventato molto pericoloso, ma preferì ugualmente rifiutare la scorta che gli era stata proposta dalle autorità. Fu ucciso in in via Vittorio Alfieri, in un agguato di mafia alle 7:30 del mattino del 29 agosto 1991.
In seguito gli venne assegnata la Medaglia d'Oro al valor Civile.
Moltissime le piazze, le vie, le scuole e le associazioni che in seguito vennero a lui intitolate.
Nel 2004, a seguito dell'omicidio di Libero Grassi, vennero condannate molte persone tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pietro Aglieri.

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