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martedì 16 marzo 2021
venerdì 17 aprile 2020
Coronavirus: La fase due la troviamo dentro di noi.
In
ordine sparso e a macchia di leopardo L'Italia si è sempre dimostrata
campanilistica e a decidere se un'azienda può riaprire o meno in tempo di Coronavirus sono i prefetti. I criteri sulla carta
rigidissimi variano nella realtà, in base alla sensibilità dei
singoli funzionari prefettizi, delle pressioni e del peso politico. Adesso immaginatevi Mauro, nome di fantasia, che si è appena svegliato, sono le sei di mattina, sua moglie gli ha appena preparato il caffè, sono svegli entrambi da un pezzo, dopo aver bevuto il suo caffè Mauro è uscito fuori per andare a lavorare, come ogni santo giorno nella sua "vecchia" vita, ma oggi è un giorno diverso. Ha messo in moto la sua vecchia auto, dopo parecchie settimane, è
ripartita a stento, forse la batteria.
Mauro oggi si sente più libero, scorrazza per le
strade semi deserte, con un'autorizzazione in tasca, e visto che c'è poco
traffico va a lavorare e arriva puntuale.
A
Mauro gli mancava il suo lavoro, diciamolo, la libertà di stare
fuori, gli mancavano i suoi colleghi non ne poteva più di starsene a
casa. Dopo la chiusura della sua azienda a causa del Coronavirus, adesso si sente più libero, non riesce a capire che tipo di situazione si sta creando.
Fuori un'autorizzazione prefettizia, per cui prima era in pericolo ora non lo è più, può lavorare, per così dire, ma è proprio così? Il suo mestiere gli permette di uscire di casa, in piena emergenza sanitaria, in fase calante, però in piena emergenza sanitaria da Coronavirus.
Fuori un'autorizzazione prefettizia, per cui prima era in pericolo ora non lo è più, può lavorare, per così dire, ma è proprio così? Il suo mestiere gli permette di uscire di casa, in piena emergenza sanitaria, in fase calante, però in piena emergenza sanitaria da Coronavirus.
Adesso è a lavoro!
Grazie alle loro funzioni alcuni operai sono considerati parte della catena produttiva essenziale e questo è vero, come supermercati, panifici, dentisti, medici di base. Sono i nostri nuovi eroi.
Adesso Mauro è a lavoro e non è più lo stesso nel suo lavoro, la cosa è più difficile che mai, mascherine, guanti, tuta protettiva.
Grazie alle loro funzioni alcuni operai sono considerati parte della catena produttiva essenziale e questo è vero, come supermercati, panifici, dentisti, medici di base. Sono i nostri nuovi eroi.
Adesso Mauro è a lavoro e non è più lo stesso nel suo lavoro, la cosa è più difficile che mai, mascherine, guanti, tuta protettiva.
A Mauro gli manca non poter chiacchierare liberamente con i suoi
colleghi, se non a debita distanza, almeno a rimanere a una distanza
adeguata, si fa fatica a essere rilassati e nella piena normalità.
Di
parole confortanti se ne dicono e se ne urlano in ufficio, ma a fatti concreti fisicamente c'è
ancora quella sensazione sgradevole di doversi controllare a vista.
Non è come lo era prima, ma è chiaro, siamo in emergenza sanitaria straordinaria, per cui dobbiamo stare a debita distanza.
Non è come lo era prima, ma è chiaro, siamo in emergenza sanitaria straordinaria, per cui dobbiamo stare a debita distanza.
In
azienda i locali sono abbastanza puliti, sanificati, le nostre sedie,
i nostri tavoli, sono a distanza debita per non stare vicini.
La nostra linea di produzione sembra una serie di film già visti degli anni 20.
Forse siamo diventati delle nuove macchine sociali, un'autorizzazione ci ha liberati da una schiavitù chiamata “restare a casa” e ancor di più ci siamo alienati a questo meccanismo lavorativo fulminante, ma a causa di un nemico forse peggiore della prima vita.
La nostra linea di produzione sembra una serie di film già visti degli anni 20.
Forse siamo diventati delle nuove macchine sociali, un'autorizzazione ci ha liberati da una schiavitù chiamata “restare a casa” e ancor di più ci siamo alienati a questo meccanismo lavorativo fulminante, ma a causa di un nemico forse peggiore della prima vita.
E' sera e Mauro
è stremato dal suo primo giorno di lavoro!
Mauro è tornato a casa e ha abbracciato sua moglie.
Mauro è tornato a casa e ha abbracciato sua moglie.
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mercoledì 14 febbraio 2018
lunedì 19 giugno 2017
Gestire e curare la relazione con i clienti
Alla luce
del fatto che le aziende, esposte on-line, devono far fronte a nuovi rischi
informatici, alla violazione di dati e privacy, al furto di proprietà
intellettuale e a guasti tecnici, c'è qualcosa di più da fare sul campo relazionale con il cliente.
Oggi la
relazione con i clienti è a 360° e cioè significa capire al più non posso le loro difficoltà. E non è una cosa semplice. Eppure nella vasta gamma di quesiti capire i clienti per
personalizzare l’offerta sta prendendo nuove strade e nuovi percorsi.
E’ questa la
sfida che hanno di fronte le aziende, e per vincere sono chiamate ad
aggiornare gli strumenti in uso. Le nuove strade del cambiamento si esprimono
con nuovi linguaggi e scegliendo nuovi strumenti per affrontarli.
E’ certo che
questo cambiamento è dettato dalla trasformazione digitale e dai continui
cambiamenti tecnologici che “aiutano” il benessere lavorativo e personale.
Un esempio: al livello informatico per garantire la sicurezza alle aziende è fondamentale approcciare nella sua totalità i problemi, sapendo individuare le migliori tecnologie, per dare la giusta consulenza globale e gestendo il rischio analizzando le vulnerabilità.
Un esempio: al livello informatico per garantire la sicurezza alle aziende è fondamentale approcciare nella sua totalità i problemi, sapendo individuare le migliori tecnologie, per dare la giusta consulenza globale e gestendo il rischio analizzando le vulnerabilità.
Quello per
cui tutti si dovrebbero spendere è per il cliente
soddisfatto, questo implica anche che questo è il miglior rappresentante del proprio marchio o brand, il
testimonial più credibile e ascoltato dalla sua cerchia di conoscenze. In poche parole è il nostro "pane quotidiano".
Una conquista che viene affrontata giorno dopo giorno.
Una conquista che viene affrontata giorno dopo giorno.
Non mancano di certo le azioni di marketing e customer care necessarie e programmate per avvicinarsi al cliente, altresì c’è la necessità di dirigersi verso azioni sempre più personalizzate e avvincenti.
Il fulcro di
ogni relazione con i propri clienti nuovi e “vecchi” è la seguente: bisogna
emozionarli. Il customer experience si dovrebbe basare sull'interazione del
rapporto con la gestione delle richieste di cambiamento e innovazione, agendo
con affidabilità e precisione sull'intera catena dei valori che il cliente richiede.
Significa anche vivere ogni giorno e in prima persona tutte le evoluzioni di
ogni progetto e soprattutto fidelizzarlo e aumentare l’appagamento del cliente “fino
alla fine”. Ogni cliente
vive e si muove in una realtà particolare e ha una sua specifica personalità.
Ogni proposta
avanzata deve dimostrare di tenerne conto, facendo tesoro delle esperienze
vincenti per riadattarle al nuovo contesto in cui si trova ed adoperare nuove
strategie per affrontare “collassi” e nuovi rischi.
Poiché le aziende
dovrebbero dotarsi di strumenti in grado di soddisfare le esigenze per
coordinare e governare i processi in maniera proporzionata agli attacchi dall'esterno,
in ambito informatico, nel tempo, è la qualità che viene apprezzata di più.
Nel mondo
del digitale molte aziende hanno accompagnato i propri clienti, che più delle
volte sono anch'esse aziende, nel loro percorso di crescita e sviluppo fornendo
soluzioni software e hardware per aiutarli a lavorare meglio, in modo efficace
ed efficiente. Partendo da una attenta analisi delle loro esigenze di “gestione
dati” a delle proposte di "pianificazione
delle risorse d'impresa" (ERP) di ultima generazione.
La forza motrice del ciclo azienda-
cliente sta nell'approccio di mercato che da un punto di vista funzionale, e lo
vediamo nella telefonia e non solo, adotta la necessità di utilizzare nuovi
modelli organizzativi e culturali basati sulla collaborazione e la condivisione
delle informazioni.
Per esempio per aiutare chi legge a
capirne di più sugli aspetti della sicurezza informatica dovrebbe aver chiaro
che un’azienda fornitrice di cyber-sicurezza, per fornire alle aziende un
supporto adeguato, deve avere alcuni elementi fondamentali da tenere presente:
è determinante essere aggiornati sulle normative e sui processi di supporto per
poter definire azioni successive. Deve avere grande esperienza sulle tecnologie
e una linea di servizi, tra cui la cura del cliente, come valore aggiunto dei
servizi professionali erogati. Poi immediatamente dopo ogni azione prende forma
di uno o più progetti dove la tecnologia rappresenta uno strumento idoneo, e
pertanto in un mercato così ricco di soluzioni è necessario avere una
conoscenza approfondita (know-how) delle singole capacità di ogni strumento che
le aziende informatiche in questo caso ci propinano.
Nel momento in cui la priorità è quella
di instaurare relazioni durature con i clienti, la prima cosa da fare è
conoscerli. Non si tratta solo di raccogliere dati e basta, ma di trarne un
valore reale e di condividere ogni fase del processo della relazione, per
riuscire a prevedere comportamenti ed esigenze future.
Grazie e buone vacanze.
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