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giovedì 12 marzo 2020

COVID-19: L'Italia deve ripartire! Coraggio.



In questa fase di profondo sconforto, dato da un'inarrestabile avanzare del virus COVID-19, le lamentele che ognuno intende avanzare sui social e altrove sono nel diritto sacrosanto di ognuno ma non accettate dai più per tante ragioni, una di tutte la salute pubblica.
E' vero che si è presi dal dramma di non poter uscire di casa ma è anche vero che in questo momento così delicato lo Stato unitario e la politica amministrativa entra in scena laddove è possibile e laddove è necessario.
La politica e L'Italia possono ripartire se dalle macerie del Coronavirus si acquisisce la piena conoscenza della sua intera forza, da Nord a Sud, uniti, sul piano infrastrutturale, dei servizi e dell'industria. Ribadisco che le ragioni della solidarietà reciproca coincidono con le ragioni della sopravvivenza collettiva.
Questa "crisi" epidemiologica più che economica è l'ennesima sfida per L'Italia di risalire dal profondo mare nero. Qualsiasi intervento di Cassa depositi e Prestiti e l'utilizzo di ogni fondo disponibile a favore dell'intero territorio nazionale sono solo l'inizio, il resto lo faremo noi cittadini.
E in questo frangente la mossa più rilevante deve farla la Banca centrale Europea che dovrà potenziare le sue politiche di intervento, non solo nel fatto di permetterci di sforare il deficit.
Coraggio e buon lavoro o telelavoro da casa a tutti quelli che se lo possono permettere!


mercoledì 21 febbraio 2018

Le società di social media "devono obbedire" alle norme UE a tutela dei consumatori

Le società di social media devono fare di più per ottemperare alle richieste presentate lo scorso marzo dalla Commissione europea e dalle autorità nazionali di tutela dei consumatori per garantire il rispetto delle norme UE a tutela dei consumatori. Sono state pubblicate le modifiche apportate da Facebook, Twitter e Google+ per allineare le rispettive clausole contrattuali alle norme dell'UE a tutela dei consumatori. Queste modifiche andranno a beneficio di oltre 250 milioni di consumatori dell'UE che utilizzano i social media: i consumatori non saranno costretti a rinunciare ai diritti inderogabili che l'UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online; potranno presentare reclamo in Europa anziché in California; e le piattaforme si assumeranno le loro responsabilità verso i consumatori dell'Unione, analogamente ai prestatori di servizi offline. Tuttavia, le modifiche soddisfano solo in parte i requisiti della normativa UE in materia di consumatori.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Poiché sono usate come piattaforme pubblicitarie e commerciali, le reti di social media devono osservare pienamente le norme a tutela dei consumatori. Mi compiaccio che l'azione intrapresa dalle autorità nazionali per far rispettare tali norme stia dando i suoi frutti e che alcune società stiano rendendo le loro piattaforme più sicure per i consumatori; è tuttavia inaccettabile che questo processo non si sia ancora concluso e richieda così tanto tempo. Ciò conferma la necessità di un "New deal per i consumatori": le norme UE a tutela dei consumatori devono essere rispettate e le società che non lo fanno devono essere soggette a sanzioni.". Mentre le ultime proposte di Google sembrano in linea con le richieste formulate dalle autorità di tutela dei consu-matori, Facebook e, più significativamente, Twitter hanno rimediato solo in parte a importanti aspetti riguardanti le loro responsabilità e il modo in cui gli utenti sono informati della possibilità di rimuovere i contenuti o recedere dal contratto. Per quanto riguarda la procedura di "notifica e azione" usata dalle autorità di tutela dei consumatori per segnalare con-tenuti illeciti e richiederne la rimozione, le modifiche apportate da alcune società sono insufficienti. Mentre Google+ ha istituito un protocollo che prevede, tra l'altro, termini per il trattamento delle richieste, Facebook e Twitter hanno con-cordato solo di mettere a disposizione delle autorità nazionali un apposito indirizzo di posta elettronica per la notifica delle violazioni, senza impegnarsi a trattare le richieste entro termini precisi. A seguito di varie denunce di consumatori dell'UE che sono stati vittime di frodi o truffe durante la consultazione di siti di social media e ai quali sono state imposte clausole contrattuali non conformi alle norme UE a tutela dei consumatori, nel marzo 2016 è stata avviata un'azione per far rispettare la normativa UE. Gli operatori di social media hanno quindi convenuto di modificare:
  1. le clausole che limitano o escludono integralmente la responsabilità della rete di social media in relazione alla presta-zione del servizio;
  2. e clausole che impongono ai consumatori di rinunciare ai diritti inderogabili che l'UE riconosce loro, come il diritto di recedere da un acquisto online;
  3. le clausole che privano il consumatore del diritto di rivolgersi a un organo giurisdizionale dello Stato membro di resi-denza e che prevedono l'applicazione della legge della California;
  4. le clausole che liberano la piattaforma dall'obbligo di individuare le comunicazioni commerciali e i contenuti sponso-rizzati.
Le società si sono impegnate ad attuare le modifiche delle clausole contrattuali in tutte le versioni linguistiche nel primo trimestre del 2018.

Prossime tappe

Come indicato nella comunicazione sulla lotta contro i contenuti illeciti online pubblicata nel settembre 2017, la Com-missione si aspetta che le piattaforme online individuino e rimuovano rapidamente e proattivamente i contenuti illeciti e ne prevengano la ricomparsa. La Commissione sta lavorando alle azioni che daranno seguito a questa comunicazione. Le autorità nazionali di tutela dei consumatori e la Commissione monitoreranno l'attuazione delle modifiche promesse e si avvarranno attivamente della procedura di "notifica e azione" offerta dalle società. Si concentreranno sui contenuti commerciali illeciti riguardanti abbonamenti non desiderati e altre truffe. Inoltre potranno prendere le misure del caso, comprese quelle per far rispettare la normativa. In aprile la Commissione presenterà un "New deal per i consumatori". Tale riforma proporrà di ammodernare l'attuale diritto dei consumatori e ne garantirà la corretta applicazione.

Contesto 

 Il 16 marzo 2017 le autorità dell'UE di tutela dei consumatori e la Commissione europea hanno incontrato le società in questione per ascoltare e discutere le soluzioni proposte. A seguito di tale riunione, le società hanno apportato alcune modifiche alle loro clausole contrattuali. Tuttavia, la Commissione e le autorità di tutela dei consumatori ritengono che urgano altre modifiche (cfr. comunicato stampa). Nel novembre 2016 le autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, sotto la guida della direzione generale francese per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi, hanno inviato a Facebook, Twitter e Google + una posizione comune chiedendo di migliorare una serie di clausole contrattuali e istituire un sistema per contrastare, su notifica, i contenuti commerciali illeciti . Il regolamento UE sulla cooperazione per la tutela dei consumatori riunisce le autorità nazionali di tutela dei consumatori in un'apposita rete paneuropea grazie alla quale un'autorità nazionale di uno Stato membro può chiedere alla propria omologa di un altro Stato membro di intervenire in caso di violazione transfrontaliera di una norma UE a tutela dei consumatori.
La cooperazione è comune per vari atti legislativi che tutelano i consumatori, ad esempio la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, la direttiva sul commercio elettronico, la direttiva sui diritti dei consumatori e la direttiva sulle clausole abusive nei contratti. Nell'ambito della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori le autorità riesaminano regolarmente le questioni di interesse comune per la tutela dei consumatori nel mercato unico e coordinano la loro vigi-lanza del mercato e le potenziali azioni per far rispettare la normativa. La Commissione agevola lo scambio di informazioni fra le autorità e il loro coordinamento. Le piattaforme online devono assumersi maggiori responsabilità per quanto riguarda la gestione dei contenuti. La comunicazione fornisce strumenti comuni per individuare e rimuovere rapidamente e proattivamente i contenuti illeciti e prevenirne la ricomparsa.

Fonte Link

lunedì 19 giugno 2017

Gestire e curare la relazione con i clienti

Alla luce del fatto che le aziende, esposte on-line, devono far fronte a nuovi rischi informatici, alla violazione di dati e privacy, al furto di proprietà intellettuale e a guasti tecnici, c'è qualcosa di più da fare sul campo relazionale con il cliente.
Oggi la relazione con i clienti è a 360° e cioè significa capire al più non posso le loro difficoltà. E non è una cosa semplice. Eppure nella vasta gamma di quesiti capire i clienti per personalizzare l’offerta sta prendendo nuove strade e nuovi percorsi.
E’ questa la sfida che hanno di fronte le aziende, e per vincere sono chiamate ad aggiornare gli strumenti in uso. Le nuove strade del cambiamento si esprimono con nuovi linguaggi e scegliendo nuovi strumenti per affrontarli.
E’ certo che questo cambiamento è dettato dalla trasformazione digitale e dai continui cambiamenti tecnologici che “aiutano” il benessere lavorativo e personale.

Un esempio: al livello informatico per garantire la sicurezza alle aziende è fondamentale approcciare nella sua totalità i problemi, sapendo individuare le migliori tecnologie, per dare la giusta consulenza globale e gestendo il rischio analizzando le vulnerabilità.
Quello per cui tutti si dovrebbero spendere è per il cliente soddisfatto, questo implica anche che questo è il miglior rappresentante del proprio marchio o brand, il testimonial più credibile e ascoltato dalla sua cerchia di conoscenze. In poche parole è il nostro "pane quotidiano".
Una conquista che viene affrontata giorno dopo giorno.

Non mancano di certo le azioni di marketing e customer care necessarie e programmate per avvicinarsi al cliente, altresì c’è la necessità di dirigersi verso azioni sempre più personalizzate e avvincenti.
Il fulcro di ogni relazione con i propri clienti nuovi e “vecchi” è la seguente: bisogna emozionarli. Il customer experience si dovrebbe basare sull'interazione del rapporto con la gestione delle richieste di cambiamento e innovazione, agendo con affidabilità e precisione sull'intera catena dei valori che il cliente richiede. Significa anche vivere ogni giorno e in prima persona tutte le evoluzioni di ogni progetto e soprattutto fidelizzarlo e aumentare l’appagamento del cliente “fino alla fine”. Ogni cliente vive e si muove in una realtà particolare e ha una sua specifica personalità.

Ogni proposta avanzata deve dimostrare di tenerne conto, facendo tesoro delle esperienze vincenti per riadattarle al nuovo contesto in cui si trova ed adoperare nuove strategie per affrontare “collassi” e nuovi rischi.
Poiché le aziende dovrebbero dotarsi di strumenti in grado di soddisfare le esigenze per coordinare e governare i processi in maniera proporzionata agli attacchi dall'esterno, in ambito informatico, nel tempo, è la qualità che viene apprezzata di più.

Nel mondo del digitale molte aziende hanno accompagnato i propri clienti, che più delle volte sono anch'esse aziende, nel loro percorso di crescita e sviluppo fornendo soluzioni software e hardware per aiutarli a lavorare meglio, in modo efficace ed efficiente. Partendo da una attenta analisi delle loro esigenze di “gestione dati” a delle proposte di "pianificazione delle risorse d'impresa" (ERP) di ultima generazione.

La forza motrice del ciclo azienda- cliente sta nell'approccio di mercato che da un punto di vista funzionale, e lo vediamo nella telefonia e non solo, adotta la necessità di utilizzare nuovi modelli organizzativi e culturali basati sulla collaborazione e la condivisione delle informazioni.
Per esempio per aiutare chi legge a capirne di più sugli aspetti della sicurezza informatica dovrebbe aver chiaro che un’azienda fornitrice di cyber-sicurezza, per fornire alle aziende un supporto adeguato, deve avere alcuni elementi fondamentali da tenere presente: è determinante essere aggiornati sulle normative e sui processi di supporto per poter definire azioni successive. Deve avere grande esperienza sulle tecnologie e una linea di servizi, tra cui la cura del cliente, come valore aggiunto dei servizi professionali erogati. Poi immediatamente dopo ogni azione prende forma di uno o più progetti dove la tecnologia rappresenta uno strumento idoneo, e pertanto in un mercato così ricco di soluzioni è necessario avere una conoscenza approfondita (know-how) delle singole capacità di ogni strumento che le aziende informatiche in questo caso ci propinano.

Nel momento in cui la priorità è quella di instaurare relazioni durature con i clienti, la prima cosa da fare è conoscerli. Non si tratta solo di raccogliere dati e basta, ma di trarne un valore reale e di condividere ogni fase del processo della relazione, per riuscire a prevedere comportamenti ed esigenze future.
Grazie e buone vacanze.

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