La lista dei candidati impresentabili, stilata dall'Antimafia, non ha niente a che vedere con gli affari della Giustizia. Qui c'è in atto un'interpretazione distorta e una presa di posizione dei partiti a dir poco "interessante" e da riconsiderare visto il "pasticcio" dei candidati alle regionali della Campania e Puglia. Renzi rischia di vedere eletto uno dei "suoi" in Campania cioè De Luca Vincenzo al quale pende un giudizio per il reato di concussione continuata, che risale al '98 e altri delitti quali abuso di ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere.
A parte questo "piccolo" errore, al centro del dibattito c'è il presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. La Bindi, come giusto che sia, espone il suo punto di vista dicendo che si applica solamente la legge Severino votata dagli stessi partiti.
La quale afferma: "Che cosa vogliono da me? E che c'entro io con la battaglia tra la minoranza interna del PD e Renzi? Queste sono tutte domande la cui risposta dovrà rispondere lo stesso partito "democratico". Tanto è vero che la sfida vedrà tanti cambi di passo e colpi di scena.
Chi ne ha subìto di più le conseguenze è il centro destra che arriva spaccato sia per quanto riguarda il caso Fitto, in Puglia, che ha lasciato Forza Italia, e spinta anche dal nuovo outsider "piglia tutto" Matteo Salvini. Il quale ha dimostrato coraggio, con varie presentazioni Tv e con ancora stampato sulle felpe il logo leghista: "Lega Nord" davanti a milioni di telespettatori. Lo stesso Salvini dovrebbe farsi voce anche di alcune liste create "per il sud".
Mentre il M5S sta in guardia, non demorde, e risulta fuori da ogni accusa di impresentabilità stilata dalla commissione Antimafia. La novità è che Grillo torna nella piazza di Genova con la stessa grinta dopo sette mesi di assenza con la candidata pentastellata Alice Salvatore, giovane ricercatrice universitaria la quale grida ad alta voce: "gli stiamo facendo una paura pazzesca".
Forse la paura ce l'hanno già avuta quelli che pochi giorni fa, al Nazareno hanno siglato un disegno di legge che "vorrebbe" escludere il movimento 5 stelle dalle scene politiche, perchè non ritenuta un soggetto politico. Vorrei sapere chi pensa che non lo sia?
Infine la questione di oggi vuole smuovere le coscienze, la questione morale sociale. E penso: ci sarà mai in Italia un'elezione politica regionale e/o nazionale dove i candidati vengono scelti dal popolo? Con la possibilità magari che gli stessi candidati non abbiano la fedina penale sporca?
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sabato 30 maggio 2015
La lista degli impresentabili servirà a qualcosa?
mercoledì 20 agosto 2014
Condonati 98 miliardi slot machine?
mercoledì 6 agosto 2014
"Pil negativo Italia in recessione"
Continuo a chiedermi se la politica c'è o ci fa?
E' Agosto sento parlare di mega pensioni erogate in prepensionamento, cioè a 50 anni per consiglieri regionali, mentre poveri "cristi" martoriati dalle tasse e da un salario da sopravvivenza aspettano la buona sorte.
Aspettando che in Italia cambi qualcosa, sul serio.
Buone vacanze a tutti.
E' Agosto sento parlare di mega pensioni erogate in prepensionamento, cioè a 50 anni per consiglieri regionali, mentre poveri "cristi" martoriati dalle tasse e da un salario da sopravvivenza aspettano la buona sorte.
Aspettando che in Italia cambi qualcosa, sul serio.
Buone vacanze a tutti.
mercoledì 30 luglio 2014
Sicilia: "Grandi sprechi all'Ars"
Povera Italia!
Gente che non arriva a fine mese e questi qua cercano di rubare sul pubblico spudoratamente.
Questi rubano pubblicamente!
Ma il presidente della Repubblica, le autorità competenti dove sono?
NO COMMENT.
venerdì 25 luglio 2014
"Tagliola nella sostanza più che nella forma"
La Camera e il Senato hanno dato il via al taglio degli stipendi dei dipendenti. E' un punto di vista altrettanto dolente per chi a fine mese guadagna cinquecento euro lordi. Ma andiamo avanti con i numeri per stringerci verso l'indignazione "populistica".E' vero che gli uffici di presidenza hanno approvato le linee guida sui tetti salariali. Il massimo, per i consiglieri parlamentari, non potrà superare i duecentoquaranta mila (240.000) euro al netto della contribuzione previdenziale. Vi rendete conto? Mentre gli altri sono ancora da definire.
E proseguendo c'è chi dice: "E' un atto, spiega la presidente della Camera Boldrini, che mette l'istituzione in sintonia con la realtà difficile che sta vivendo il Paese."
Mentre all'inizio dei lavori dell'Ufficio di presidenza funzionari, commessi e consiglieri parlamentari avevano inscenato un sit in silenzioso di protesta. La tensione gia' calda, diventa rovente al Senato. La decisione di scaglionare i tempi di discussione sulla riforma del Senato, presa a maggioranza, è contestata legittimamente dalle opposizioni.
"E' una "tagliola" nella sostanza, piu' che nella forma", accusano le opposizioni.
"Il contingentamento molto grave e insopportabile per una revisione della Costituzione", dice Loredana De Petris (di Sinistra ecologia e libertà).
"Ghiglliottina e tagliola: il governo blocca la discussione delle riforme" e "la democrazia è ferita", sostiene il gruppo Movimento 5 Stelle del Senato.
"Non siamo schiavi di Renzi che vuole andare in vacanza entro l'8 agosto", osserva Centinaio (della Lega Nord).
Tuttavia proseguono sempre a rilento i lavori del Senato sulla riforma del bicameralismo perfetto. Per la terza giornata nell'aula di Palazzo Madama si susseguono gli interventi dei senatori di Sel, M5S ed ex cinquestelle per illustrare gli emendamenti.
Gli emendamenti sono quasi 8.000 in tutto. Si è così concluso l'esposizione dei primi 2.100 emendamenti. Urla, grida, proteste. Dai banchi delle opposizioni nell'aula del Senato partono "scintille" e scoppia una ressa generale.
"Fate carta straccia delle Costituzione!", si urla. Il presidente del Senato, Grasso, piu' volte interviene per invitare alla calma e per far parlare tutti. La protesta è contro la decisione della maggioranza di contingentare i tempi della discussione sulla riforma del Senato.
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, come precisa Gasparri (di Forza Italia). Sul progetto di riforma del governo sono stati presentati quasi 8 mila emendamenti e finora ne sono stati votati tre. Sono stati chiesti oltre 900 voti segreti. Le opposizioni criticano soprattutto l'elezione indiretta dei senatori e chiedono quella diretta da parte dei cittadini.
Il governo punta a far approvare la riforma prima delle ferie estive, ma ancora il Senato non ha cominciato a votare. Da lunedi' i lavori procederanno ad oltranza, anche con sedute notturne. Ma è stata evitata la "ghigliottina", cioe' il contingentamento (cioè l'imposizione della fine del dibattito) dei tempi di discussione.
Centinaio, capogruppo della Lega, annuncia: il Carroccio andrà da Napolitano. Petrocelli, capogruppo del M5S, dice: "Anche noi saliremo al Colle".
I deputati del M5S hanno lasciato la Camera per raggiungere il Senato e salire al Quirinale con i colleghi.
Così riassumendo salta ogni ipotesi di mediazione. Ci sarà il contingentamento dei tempi sul progetto di riforma del Senato e il voto finale dovrà arrivare entro l'8 agosto. Viene applicata la cosiddetta "tagliola". Quindi la decisione è stata presa a maggioranza. Ed è così che ci sono e ci saranno scontri frontali. Mentre Napolitano sta a guardare dal colle.
Il premier Renzi, in un'intervista su La7, anticipata nei contenuti dal sito del Corriere, ribadisce la posizione del governo sulle riforme: "Piaccia o non piaccia le faremo".
"Non mollo. In Italia c'è un gruppo di persone che dice no da sempre", sottolinea Renzi. "E noi, senza urlare, diciamo sì", aggiunge. L'ostruzionismo al Senato? "Noi siamo contro la dittatura della maggioranza ma anche contro la dittatura della minoranza. Io vado avanti", conclude.
lunedì 14 luglio 2014
REFIT: "Snellire e semplificare la legislazione EU"
La comunicazione adottata oggi dalla Commissione europea, dimostra che è in piena fase attuativa il programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT).
Pochi giorni prima del Consiglio europeo la Commissione dà nuovo slancio al programma dell'UE per una normativa intelligente. La comunicazione adottata oggi dimostra che è in piena fase attuativa il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT) e che la legislazione dell’UE sta diventando più snella, più semplice e meno costosa. La Commissione rafforza inoltre la dinamica di una normativa intelligente con la presentazione di diverse nuove iniziative di semplificazione, di ritiro di proposte pendenti e di abrogazione della normativa vigente. La prima edizione di un quadro di valutazione annuale valuta i progressi compiuti in tutti i settori politici e per ogni singola iniziativa, anche da parte del Consiglio e del Parlamento.
"La Commissione sta ampliando il suo programma per una normativa intelligente. Il programma REFIT è importante per la cresci-ta economica e per l’occupazione in Europa." - ha dichiarato il Presidente della Commissione europea Barroso"Vogliamo semplifi-care la vita dei cittadini e delle imprese concentrando la legislazione dell’UE sugli aspetti che è meglio affrontare a livello europeo, rendendola al tempo stesso più snella, più semplice e meno costosa. Stiamo facendo notevoli progressi, ma i risultati non sono immediati. Per riuscire nell'impresa è necessario un impegno costante, una definizione chiara delle priorità e l'assunzione di re-sponsabilità da parte di tutte le istituzioni dell’UE e, soprattutto, degli Stati membri. È essenziale proseguire quest'opera nel corso della prossima legislatura.
Misure adottate della Commissione
La maggior parte delle proposte legislative di semplificazione e di riduzione degli oneri presentate nell'ottobre 2013 è già stata adottata o sta per essere adottata quest’anno. La Commissione ha formalmente approvato e pubblicato, previa consultazione del Parlamento e del Consiglio, 53 ritiri di proposte pendenti, comprese tutte le nove iniziative REFIT. Ha inoltre deciso di non presen-tare diverse proposte, ad esempio quelle in materia di salute e sicurezza sul lavoro per i parrucchieri. La Commissione sta prepa-rando, come previsto, l'abrogazione di alcune normative dell'UE vigenti e ha iniziato a lavorare sulle valutazioni e sui "check-up" in settori quali i rifiuti, la sicurezza e la salute dei lavoratori e i principi generali della legislazione alimentare.
Misure adottate dal Consiglio e dal Parlamento europeo
Da ottobre 2013 il legislatore (Parlamento e Consiglio) ha adottato una serie di importanti proposte di semplificazione e di riduzio-ne degli oneri, in particolare norme sul riconoscimento delle qualifiche professionali, sugli appalti e sul tachigrafo digitale.
Misure adottate dagli Stati membri
Secondo le stime, fino a un terzo degli oneri amministrativi connessi alla normativa UE scaturisce da misure nazionali di attuazio-ne. Gli Stati membri hanno quindi l'importante responsabilità non soltanto di dare attuazione tempestiva e integrale alla legislazio-ne dell'UE, ma anche di farlo nel modo meno oneroso. A tale proposito, spetta alle autorità degli Stati membri prendere in consi-derazione le possibilità di semplificazione offerte dalla legislazione dell'UE e garantire che quest'ultima sia applicata a livello na-zionale, regionale e locale nella maniera più efficace ed efficiente possibile.
Inoltre la Commissione ha annunciato nuovi interventi REFIT, elaborati sulla base anche dei commenti e dei sugerimenti al pro-gramma REFIT che la Commissione ha ricevuto a partire da ottobre 2013. Sulla base di questa analisi la Commissione ritiene che siano opportune in diversi settori nuove iniziative di semplificazione e di riduzione degli oneri, tra cui la semplificazione della legislazione dell’UE in materia di documenti d’identità e di viaggio, l'elaborazione di un nuovo impianto generale delle statistiche sulle imprese, l’estensione dello sportello unico dell’IVA a tutte le prestazioni di servizi ai privati, accompagnata dallo sviluppo di un portale web UE sull’IVA per informare le imprese sulle norme nazionali e dell’Unione in materia di IVA, nonché la codificazione della legislazione che stabilisce gli elenchi dei paesi terzi i cui cittadini sono soggetti agli obblighi in materia di visti.
La Commissione preparerà l'abrogazione della normativa in altri settori: l'etichettatura energetica, i prezzi e le condizioni di tra-sporto, la politica agricola comune e la standardizzazione delle notifiche in materia ambientale. Sta inoltre passando in rassegna l’acquis nei settori della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale, al fine di individuare gli atti che potrebbero essere abrogati in previsione della scadenza del periodo transitorio stabilito dai trattati.
La Commissione ritiene che ritirare le proposte il cui iter legislativo è in stallo sia una prassi di buona gestione legislativa, che consente un nuovo inizio o la ricerca di soluzioni alternative che permettano di conseguire gli obiettivi legislativi previsti. Un atten-to esame di tutte le proposte pendenti dinanzi al legislatore ha portato all’individuazione di altre proposte che dovrebbero essere ritirate in quanto superate o prive di sostegno da parte del colegislatore. Tra queste ultime si annoverano le proposte sui sistemi di indennizzo degli investitori, sulle lavoratrici gestanti, sui diritti per le misure di sicurezza dell’aviazione e su un fondo di risarci-mento dei danni dovuti all’inquinamento da idrocarburi. Si suggerirà altresì il ritiro della proposta, pendente dal 2007, di esentare le microimprese da alcune disposizioni in materia di igiene alimentare.
Soltanto con un impegno congiunto delle istituzioni europee, degli Stati membri e delle parti interessate del mondo imprenditoriale e della società civile è possibile raggiungere l'adeguatezza della regolamentazione, che dovrebbe essere prioritaria; è opportuno che tutte le istituzioni dell’UE valutino l’incidenza delle loro scelte politiche, sia nella fase di preparazione che nel corso dell'iter legislativo. Oggi una normativa intelligente è ancora costantemente ostacolata dalla mancanza di impegno e di responsabilità da parte delle altre istituzioni, degli Stati membri e delle parti interessate delle imprese e della società civile.
La Commissione sorveglierà le prassi attuative di queste e di tutte le altre azioni REFIT da parte degli Stati membri e riferirà dello stato di avanzamento nella prossima edizione del quadro di valutazione, prevista per il 2015. La Commissione continua a collabo-rare con gli Stati membri e con i soggetti interessati per produrre un maggior numero di dati affidabili sull’incidenza della normati-va dell'UE. I risultati di questo lavoro confluiranno nella prossima valutazione REFIT.
Fonte.
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Ambiente: "un'economia circolare con più occupazione e crescita sostenibile"
"Oggi" la Commissione ha adottato
alcune proposte intese a sviluppare un'economia più circolare in Europa e
a promuovere il riciclaggio negli Stati membri. Il conseguimento dei
nuovi obiettivi in materia di rifiuti creerebbe 580 000 nuovi posti di
lavoro, rendendo l'Europa più competitiva e riducendo la domanda di
risorse scarse e costose. Le misure proposte, che consentirebbero
peraltro di ridurre l'impatto ambientale e le emissioni di gas a effetto
serra, prevedono il riciclaggio del 70% dei rifiuti urbani e dell'80%
dei rifiuti di imballaggio entro il 2030 e, a partire dal 2025, il
divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili. Tra gli
obiettivi figura anche la riduzione dei rifiuti marini e alimentari.
L'innalzamento
degli obiettivi in materia di rifiuti nelle direttive esistenti rientra
nell'ambizioso sforzo di realizzare una transizione fondamentale da
un'economia lineare a una più circolare. La nuova visione propone un
modello economico diverso, dove le materie prime non vengono più
estratte, utilizzate una sola volta e gettate via. In un'economia
circolare i rifiuti spariscono e il riutilizzo, la riparazione e il
riciclaggio diventano la norma. Prolungare l'uso produttivo dei
materiali, riutilizzarli e aumentarne l'efficienza servono anche a
rafforzare la competitività dell'UE sulla scena mondiale. Tale approccio
è delineato in una comunicazione che spiega come l'innovazione nei
mercati dei materiali riciclati, nuovi modelli imprenditoriali, la
progettazione ecocompatibile e la simbiosi industriale possano
permetterci di passare a una società e a un'economia a "rifiuti zero".
Janez Potočnik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Nel
XXI secolo, caratterizzato da economie emergenti, milioni di
consumatori appartenenti alla nuova classe media e mercati
interconnessi, utilizziamo ancora sistemi economici lineari ereditati
dal XIX secolo. Se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il
massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece
di collocarle in discarica come rifiuti. Il passaggio
a un'economia circolare, oltre ad essere possibile, è redditizio, ma
non avverrà senza le politiche giuste. Per realizzare gli obiettivi
proposti per il 2030 bisogna agire da subito per accelerare la
transizione verso un'economia circolare e sfruttare le opportunità
commerciali e occupazionali che offre."
Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza, ha dichiarato:
"La ricerca e l'innovazione sono essenziali per il successo
dell'economia circolare, ed è per questo che oggi proponiamo un
approccio coerente. Oltre a fornire un quadro normativo di sostegno, il
nuovo programma Orizzonte 2020 apporterà il know-how necessario per dar
vita nell'UE a un'economia a basse emissioni di carbonio efficiente
nell'impiego delle risorse, verde e competitiva."
La
comunicazione indica come da un uso più efficiente delle risorse
deriveranno nuove opportunità di crescita e occupazione. Una
progettazione innovativa, prodotti migliori e più resistenti, processi
produttivi più efficienti e sostenibili, modelli imprenditoriali
lungimiranti e i progressi tecnici per trasformare i rifiuti in una
risorsa concorreranno ad accrescere l'efficienza. Il pacchetto che
accompagna la comunicazione intende creare il contesto che consentirà di
trasformare in realtà l'economia circolare, con politiche meglio
interconnesse, una regolamentazione intelligente e il sostegno attivo
delle attività di ricerca e innovazione. Ciò permetterà di sbloccare gli
investimenti e attrarre i finanziamenti, incentivando nel contempo la
partecipazione dei consumatori e il coinvolgimento più intenso delle
imprese. Il pacchetto suggerisce inoltre di misurare la produttività
delle risorse in base al rapporto tra PIL e consumo di materie prime,
proponendo di individuare nell'aumento del 30% di tale produttività
entro il 2030 un possibile obiettivo principale da inserire nella
prossima revisione della strategia Europa 2020.
Queste iniziative sono accompagnate dalle rispettive comunicazioni che riguardano:
- un'iniziativa sull'occupazione verde;
- un piano d'azione verde per le PMI;
- le opportunità per un uso efficiente delle risorse nel settore edilizio.
Tutte queste iniziative consentiranno di rinnovare l'agenda sull'impiego efficiente delle risorse per i prossimi anni.
Prossime tappe
Le proposte legislative passeranno ora al Consiglio e al Parlamento europeo.
I
progressi nel conseguimento dell'obiettivo relativo alla produttività
delle risorse saranno monitorati nell'ambito del semestre europeo per la
governance economica. Tale obiettivo va considerato nel contesto della
revisione intermedia della strategia Europa 2020. Gli sforzi in materia
di ricerca e innovazione nel campo dell'economia circolare saranno
intensificati. Il quadro politico per la promozione dell'economia
circolare sarà ulteriormente sviluppato nel corso dei prossimi anni.
martedì 1 luglio 2014
"Al via il semestre italiano in Europa"
Si apre domani il
semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea.
Il nuovo Europarlamento
uscito dalle elezioni del 25 maggio si insedierà a Strasburgo.
Dopodomani il premier
Matteo Renzi presenterà in sessione plenaria il programma del
semestre italiano. Dopo l'accordo su Juncker alla presidenza della
Commissione Ue, alla presidenza dell'Europarlamento dovrebbe essere
riconfermato il socialdemocratico tedesco Schulz.
“Il tema dell'Europa è
dire ai nostri figli, noi che siamo la generazione Erasmus, che è
possibile che l'Europa oggi sia il luogo in cui è possibile la
speranza”, ha detto Renzi.
La nomina di Juncker, il
successo del processo degli 'Spitzenkandidaten' per la presidenza
della Commissione Ue, sono “un passo in avanti fondamentale per il
parlamentarismo europeo” ed “un passo di cui dobbiamo essere
fieri”.
Lo afferma Schulz, appena
rieletto presidente dell'Europarlamento, aggiungendo che tale
processo “porterà un enorme cambiamento nella democrazia europea”.
Tra le priorità di
legislatura indica poi la lotta alla disoccupazione giovanile e le
politiche per l'immigrazione “più umane”. Schulz ha quindi
rimarcato che esiste “un'ampia maggioranza nel Parlamento Ue” in
merito “alla flessibilità prevista dal Patto di stabilità”.
Il
socialdemocratico tedesco Martin Schulz è stato rieletto alla prima
votazione presidente dell'Europarlamento con 409 voti, ben superiori
alla maggioranza necessaria.
111
le schede bianche e nulle. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto.
Schulz
era stato presidente dell'Europarlamento negli ultimi due anni e
mezzo della precedente legislatura. Gli altri candidati erano il
conservatore britannico Karim a cui sono andati 101 voti, lo spagnolo
Iglesias (51 voti) e l'austriaca Lunacek (Verdi) con 51 voti.
English version
The Social Democrat Martin Schulz was elected president of the European Parliament with 409 votes on 612 but expressed on a total of 751 deputies.
Supported by a large majority consisting of the EPP, S & D and Alde, Schulz scored 70 fewer votes than expected for defections occurred among both socialist (English Labour) that among the popular (Hungary's Orban).
Schulz, candidate for president of the European Commission for the S&D at the last consultation on 25 May, he could not beat the Conservatives and thus folded over leadership of the European Parliament who have mastered being an MEP for over 20 years. To do this at the beginning of June he took the presidency of the Socialist Group to better drive the negotiations with other political formations.
English version
The Social Democrat Martin Schulz was elected president of the European Parliament with 409 votes on 612 but expressed on a total of 751 deputies.
Supported by a large majority consisting of the EPP, S & D and Alde, Schulz scored 70 fewer votes than expected for defections occurred among both socialist (English Labour) that among the popular (Hungary's Orban).
Schulz, candidate for president of the European Commission for the S&D at the last consultation on 25 May, he could not beat the Conservatives and thus folded over leadership of the European Parliament who have mastered being an MEP for over 20 years. To do this at the beginning of June he took the presidency of the Socialist Group to better drive the negotiations with other political formations.
sabato 28 giugno 2014
UE: "Chi è Jean-Claude Juncker"
Fautore della costruzione europea in visione
federalista è stato primo ministro del Lussemburgo per 19 anni e per 8
ha guidato l'Eurogruppo.
Il democristiano Jean-Claude Juncker è un veterano dell’Europa delle istituzioni e un federalista ostile a molte delle esenzioni chieste dagli inglesi. Juncker, che è stato nominato oggi presidente della Commissione dal Consiglio Ue, è fautore della costruzione europea in visione federalista che gli è valso nel 2006 il prestigioso premio Carlo Magno per l’unificazione europea.
«Per me l’Europa – ha avuto spesso modo di dire – è un insieme di azioni concrete e di convinzioni forti» anche se «le convinzioni forti non aggiungono niente quando non si dà prova di pragmatismo».
Primo ministro del Lussemburgo per ben 19 anni dal 1995 al 2013, Juncker ha conosciuto tutti i dirigenti europei dai tempi di François Mitterand e Helmut Kohl. Ha dunque vissuto le profonde trasformazioni che in questi anni ha avuto l’Unione europea, il fallimento del trattato costituzionale nel 2005 e l’entrata in vigore del trattato di Lisbona 4 anni più tardi, ma anche la nascita della moneta unica, la crisi del debito sovrano e il salvataggio dell’euro, un obiettivo a cui si è dedicato con grande impegno negli 8 anni passati alla testa dell’Eurogruppo.
Nato il 9 dicembre del 1954 in uno dei sei Stati fondatori dell’Unione, un piccolo paese situato tra la Francia e la Germania, cristiano sociale abituato alle coalizioni con i socialisti con i quali ha sempre governato, ha dato prova in tutti questi anni delle sue abilità di mediatore e negoziatore attento al compromesso.
Figlio di un operaio siderurgico, ha lasciato la guida del governo in Lussemburgo alla fine del 2013, quando uno scandalo legato ai servizi segreti lo ha costretto ad uscire di scena, non è chiaro con quanti rimpianti visto che la sua attività europea eclissava di gran lunga quella nel Granducato.
Sono molti i politici europei che gli riconoscono non solo un’approfondita conoscenza dei meccanismi comunitari ma anche il fatto che non ci sia persona che Juncker non conosca tanto più che è l’unico in questo momento a poter fare una sintesi tra la destra sociale e la sinistra social democratica e ha una doppia cultura sia francese che tedesca.
Il primo ministro inglese David Cameron, che ha condotto una vera crociata contro la sua candidatura, lo accusa di essere un uomo del passato e la peggior persona per guidare l’esecutivo europeo. Oltre manica Juncker è stato al centro di una violenta campagna di stampa: è stato accusato di avere un debole per l’alcool e alcuni tabloids inglesisono arrivati persino a trattare suo padre, arruolato a forza nella Wermacht durante la seconda guerra mondiale, come un nazista.
Rilanciato sulla scena europea dopo la sua esclusione dal potere nel suo paese, Jean-Claude Juncker è apparso all’inizio della campagna come il candidato alla presidenza del consiglio europeo, che nel 2009 non era riuscito a conquistare, piuttosto che della Commissione con i suoi ritmi sfrenati.
Durante la campagna elettorale per le europee Juncker, che era il candidato del Ppe e che compirà 60 anni alla fine dell’anno, ha avuto difficoltà ad entusiasmare nei suoi discorsi. Nel corso degli anni è stato spesso giudicato per il suo umorismo spigoloso e per il suo parlare franco al punto da non esitare di usarlo contro le grandi capitali quando rifiutò il dictat franco-tedesco sull’Europa chiedendo a Parigi di rispettare i suoi impegni in tema di deficit o invitando Berlino a una maggiore solidarietà nei confronti dei paesi in crisi.
Nel giugno del 2005 denunciò «gli interessi meschini e sordidi» che si nascondevano dietro l’opposizione britannica al progetto del suo super Stato europeo, nel corso di un discorso al parlamento europeo considerato come un violento attacco anti britannico.
Tuttavia questo navigato uomo politico europeo ha dato prova di saper coniugare il suo idealismo con un solido senso di realismo, anche se per molti alla guida dell’Eurogruppo ha contribuito a elaborare e a mettere in pratica le politiche di austerità imputate in seguito alla Commissione.
English version.
European Union leaders have chosen former Luxembourg Prime Minister Jean-Claude Juncker to become the 28-nation bloc's new chief executive.
EU Council President Herman Van Rompuy said Friday in a Twitter message that leaders nominated Juncker as the next President of the European Commission, the bloc's powerful executive arm.
Juncker's nomination is breaking with a decades-old tradition of choosing the Commission president by consensus because Britain opposed him.
Juncker still needs to be confirmed by the European Parliament before starting his term later in the year, taking over from Jose Manuel Barroso.
British Prime Minister David Cameron said earlier Friday he would vote against Juncker because he views the 59-year-old as the embodiment of a pro-integration, consensus-favoring, empire-building Brussels clique that won't return power to member nations.
Europaquotidiano.com
Il democristiano Jean-Claude Juncker è un veterano dell’Europa delle istituzioni e un federalista ostile a molte delle esenzioni chieste dagli inglesi. Juncker, che è stato nominato oggi presidente della Commissione dal Consiglio Ue, è fautore della costruzione europea in visione federalista che gli è valso nel 2006 il prestigioso premio Carlo Magno per l’unificazione europea.
«Per me l’Europa – ha avuto spesso modo di dire – è un insieme di azioni concrete e di convinzioni forti» anche se «le convinzioni forti non aggiungono niente quando non si dà prova di pragmatismo».
Primo ministro del Lussemburgo per ben 19 anni dal 1995 al 2013, Juncker ha conosciuto tutti i dirigenti europei dai tempi di François Mitterand e Helmut Kohl. Ha dunque vissuto le profonde trasformazioni che in questi anni ha avuto l’Unione europea, il fallimento del trattato costituzionale nel 2005 e l’entrata in vigore del trattato di Lisbona 4 anni più tardi, ma anche la nascita della moneta unica, la crisi del debito sovrano e il salvataggio dell’euro, un obiettivo a cui si è dedicato con grande impegno negli 8 anni passati alla testa dell’Eurogruppo.
Nato il 9 dicembre del 1954 in uno dei sei Stati fondatori dell’Unione, un piccolo paese situato tra la Francia e la Germania, cristiano sociale abituato alle coalizioni con i socialisti con i quali ha sempre governato, ha dato prova in tutti questi anni delle sue abilità di mediatore e negoziatore attento al compromesso.
Figlio di un operaio siderurgico, ha lasciato la guida del governo in Lussemburgo alla fine del 2013, quando uno scandalo legato ai servizi segreti lo ha costretto ad uscire di scena, non è chiaro con quanti rimpianti visto che la sua attività europea eclissava di gran lunga quella nel Granducato.
Sono molti i politici europei che gli riconoscono non solo un’approfondita conoscenza dei meccanismi comunitari ma anche il fatto che non ci sia persona che Juncker non conosca tanto più che è l’unico in questo momento a poter fare una sintesi tra la destra sociale e la sinistra social democratica e ha una doppia cultura sia francese che tedesca.
Il primo ministro inglese David Cameron, che ha condotto una vera crociata contro la sua candidatura, lo accusa di essere un uomo del passato e la peggior persona per guidare l’esecutivo europeo. Oltre manica Juncker è stato al centro di una violenta campagna di stampa: è stato accusato di avere un debole per l’alcool e alcuni tabloids inglesisono arrivati persino a trattare suo padre, arruolato a forza nella Wermacht durante la seconda guerra mondiale, come un nazista.
Rilanciato sulla scena europea dopo la sua esclusione dal potere nel suo paese, Jean-Claude Juncker è apparso all’inizio della campagna come il candidato alla presidenza del consiglio europeo, che nel 2009 non era riuscito a conquistare, piuttosto che della Commissione con i suoi ritmi sfrenati.
Durante la campagna elettorale per le europee Juncker, che era il candidato del Ppe e che compirà 60 anni alla fine dell’anno, ha avuto difficoltà ad entusiasmare nei suoi discorsi. Nel corso degli anni è stato spesso giudicato per il suo umorismo spigoloso e per il suo parlare franco al punto da non esitare di usarlo contro le grandi capitali quando rifiutò il dictat franco-tedesco sull’Europa chiedendo a Parigi di rispettare i suoi impegni in tema di deficit o invitando Berlino a una maggiore solidarietà nei confronti dei paesi in crisi.
Nel giugno del 2005 denunciò «gli interessi meschini e sordidi» che si nascondevano dietro l’opposizione britannica al progetto del suo super Stato europeo, nel corso di un discorso al parlamento europeo considerato come un violento attacco anti britannico.
Tuttavia questo navigato uomo politico europeo ha dato prova di saper coniugare il suo idealismo con un solido senso di realismo, anche se per molti alla guida dell’Eurogruppo ha contribuito a elaborare e a mettere in pratica le politiche di austerità imputate in seguito alla Commissione.
English version.
European Union leaders have chosen former Luxembourg Prime Minister Jean-Claude Juncker to become the 28-nation bloc's new chief executive.
EU Council President Herman Van Rompuy said Friday in a Twitter message that leaders nominated Juncker as the next President of the European Commission, the bloc's powerful executive arm.
Juncker's nomination is breaking with a decades-old tradition of choosing the Commission president by consensus because Britain opposed him.
Juncker still needs to be confirmed by the European Parliament before starting his term later in the year, taking over from Jose Manuel Barroso.
British Prime Minister David Cameron said earlier Friday he would vote against Juncker because he views the 59-year-old as the embodiment of a pro-integration, consensus-favoring, empire-building Brussels clique that won't return power to member nations.
Europaquotidiano.com
lunedì 16 giugno 2014
"Lettera aperta a Matteo Renzi" = Apertura del M5S
Volevo spiegare ai miei lettori più attenti che il Movimento 5 Stelle
apre al Presidente del Consiglio Matteo Renzi: proponendo il
"Democratellum".
Il M5S presenta, con una
lettera aperta a Renzi pubblicata sul blog di Grillo, il
“Democratellum”, la proposta di legge elettorale su cui cercare
un accordo con il governo.
Con questa lettera,
pubblicata di sotto, il Movimento chiede un incontro in streaming con
il premier Matteo Renzi. La proposta prevede un sistema
proporzionale, voto di preferenza e la garanzia sulla governabilità.
La proposta “garantirebbe a una forza che ottiene il 40% dei voti
di avere oltre il 50% dei seggi in Parlamento”. “Noi facciamo sul
serio”, ha detto Grillo su Facebook.
Il M5S annuncia: dialogo
con Renzi? Per evitare limbo “Non ci impicchiamo alla presenza di
uno o di un altro. Aspettiamo la risposta alla lettera inviata alla
presidenza del Consiglio”.
Così il vice presidente
della Camera, Di Maio (nella conferenza stampa sulla proposta di
riforma elettorale del M5S), sulla presenza di Renzi e Grillo al
confronto col governo “Prima eravamo convinti che avremmo potuto
far cadere il governo Renzi. Ora, dopo il risultato delle europee, si
prospetta una vita più lunga delle forze politiche”.
La scelta di dialogare è,
dice Di Maio, per evitare “il limbo”.
Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi
sono passati ormai sei mesi da quando la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità delle principali disposizioni della legge per l’elezione della Camera e del Senato. A seguito di tale sentenza, risulta oggi in vigore una legge elettorale marcatamente proporzionale che prevede la possibilità di esprimere un voto di preferenza.
Lei ha più volte manifestato la volontà di modificarla, perché essa non sarebbe in grado di garantire la governabilità. Per raggiungere questo obiettivo, Lei ha concordato con Forza Italia una proposta di riforma, l’Italicum, che ripropone i profili di incostituzionalità del Porcellum: premio di maggioranza abnorme e impossibilità per i cittadini di esprimere la propria preferenza.
Il MoVimento 5 Stelle nei giorni scorsi ha depositato alla Camera e al Senato la propria proposta di legge elettorale, che per semplicità riferiremo come Democratellum. È il frutto di un intenso lavoro portato avanti da decine di migliaia di cittadini che per mesi hanno contribuito direttamente a determinarne le caratteristiche. La nostra proposta assicura la rappresentatività del Parlamento e rafforza il rapporto tra eletti ed elettori. Infatti, si tratta di un sistema proporzionale in circoscrizioni di dimensioni intermedie che, pur essendo sensibilmente selettivo, grazie alla formula del divisore corretta, consente l’accesso al Parlamento anche alle forze politiche piccole. Inoltre, prevede la possibilità per gli elettori non solo di esprimere un voto di preferenza, ma anche di penalizzare i candidati sgraditi, favorendo in questo modo una più diretta responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori.
Il Democratellum favorisce la governabilità, senza presentare profili di incostituzionalità. Il suo impianto limita la frammentazione dei partiti e avvantaggia le forze politiche maggiori. Il sistema non richiede coalizioni preelettorali e così evita che i partiti debbano annacquare la propria proposta elettorale a causa di alleanze tattiche obbligate, che, nell’esperienza italiana, si sono rivelate meri espedienti elettorali incapaci di reggere alla prova del governo del Paese. Sulla base della nostra proposta, inoltre, una forza politica che ottenga un deciso consenso elettorale potrà governare anche da sola, senza che sia necessario raggiungere la maggioranza assoluta dei voti.
In estrema sintesi sono questi gli obiettivi cui il Democratellum è diretto. Esso non è avanzato per favorire il MoVimento 5 Stelle ma per perseguire una democrazia compiuta ed un sistema politico più utile ai cittadini. Non si tratta infatti di un proporzionale puro, bensì di un sistema che consente a una forza politica che ottenga attorno al 40% dei consensi di avere oltre il 50% dei seggi.
Per queste ragioni, constatando la necessità di avere in Italia una legge elettorale in tempi brevi come auspicato da anni dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Le chiediamo di fissare un incontro, naturalmente in streaming per ragioni di trasparenza, così da poterne discutere direttamente.
In attesa di un gentile riscontro, Le porgiamo i nostri migliori saluti."
M5S Camera e Senato
venerdì 13 giugno 2014
"Diktat bulgaro per l'uomo Civatiano del PD Mineo"
"A Palazzo Chigi al
lavoro sul Consiglio dei Ministri di oggi #buongiorno".
Così Matteo Renzi,
rientrato nella notte a Roma dopo la missione in Vietnam e in Cina,
twitta in vista del Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio, che approverà la riforma
della pubblica amministrazione e i poteri al commissario
anti-corruzione Raffaele Cantone.
L'ufficio di presidenza
dei senatori Pd a Palazzo Madama ha deciso ieri di sostituire Mineo
in Commissione Affari Costituzionali con il capogruppo Zanda.
La decisione è giunta
dopo il rifiuto più volte manifestato dal 'civatiano' Mineo di
votare il ddl di riforma istituzionale. Il commento di Mineo: "E'
un autogol per il governo e il partito far passare le riforme con un
muro contro muro". Secondo fonti Pd, Mineo non era membro
permanente: aveva sostituito Minniti andato al governo. Entrano anche
Cociancich e Migliavacca, per Pizzetti e Chiti. Analoga sostituzione
nel gruppo. Per l'Italia, con il 'dissidente' Mauro sostituito dal
capogruppo Lucio Romano. Mineo critica e accusa: "Ritengo la mia
rimozione, insieme a quella di altri colleghi, un clamoroso autogol
di Renzi". Mineo, senatore del Pd, contesta la sua sostituzione
come componente della commissione affari costituzionali del Senato.
"Se nel Pd non c'è
la possibilità di parlare e neppure in Parlamento, allora io non ci
sto", sostiene. Chiti, altro senatore sostituito in Commissione,
dice: "Io sto bene nel Pd, se vogliono mi cacciano", si
rischia "un partito autoritario". Critica il voto della
Camera sulla responsabilità civile dei magistrati. "Meno male
che il Senato c'è!", osserva.
Civati, esponente della
minoranza del Pd, solidarizza con il senatore Mineo, che contesta il
progetto di riforma istituzionale del governo e si è autosospeso con
altri quattordici colleghi. Civati critica la sostituzione di Mineo nella
commissione affari costituzionali del Senato dice che “è un editto
bulgaro tipo ex cav.”: "E' una decisione di Renzi perché oggi
lo stesso premier l'ha rivendicata dalla Cina". Fa un parallelo
tre Renzi e Berlusconi: "A volte queste cose venivano dalla
Bulgaria, ma evidentemente siamo ancora più esotici". Slitta
l'incontro Zanda-dissidenti del Pd.
Mentre Renzi risponde
dalla Cina: "Le riforme non si annunciano, si fanno, e non
lasciamo a nessuno il diritto di veto. Contano più i voti degli
italiani che il diritto di veto di qualche politico". Così il
premier Renzi, incontrando la comunità d'affari italiana a Pechino.
"Noi non molliamo di mezzo centimetro, siamo convinti nel
cambiare il paese", ha sottolineato.
"Non ne possiamo più
di un'Italia rannicchiata, impaurita, c'è fame di Italia nel mondo,
dobbiamo smettere di dividerci e fare finalmente gioco di squadra,
andremo avanti a testa alta", ha detto Renzi prima di lasciare
Pechino alla volta di Astana, in Kazakhstan, ultima tappa del suo
tour asiatico.
Tuttavia il Presidente
del Consiglio Matteo Renzi si prepara a dare battaglia ai senatori
dissidenti del Pd che criticano il progetto del governo sulle riforme
istituzionali. Il Pd è davanti a un bivio,"non ho preso il 41%
dei voti per lasciare il futuro del Paese a Mineo",
dice il presidente del
Consiglio rientrando in Italia dall'Asia e ricordando il successo
alle elezioni europee. E' stupefacente che Mineo parli di epurazione,
osserva il segretario del Pd. Un partito non è un taxi che uno
prende per farsi eleggere, sostiene.
Ieri, prima di partire
dalla Cina aveva sottolineato che "contano più i voti degli
italiani che il diritto di veto di qualche politico".
mercoledì 4 giugno 2014
"Venezia arrestati sindaco e politici"
M5S all'attacco: larghe intese in manette - "Il
Movimento 5 Stelle si occupa del Mose da quando è nato, su quell'opera
abbiamo sempre mostrato preoccupazioni in merito ad utilità e meccanismi
d'appalti. Come per l'Expo e la Tav. Cos'altro devono fare questi
partiti per non meritare più il voto dei cittadini italiani?", si chiede
Luigi Di Maio, deputato M5S, su Facebook. Il suo post è stato ripreso
anche dal blog di Grillo. "Auspicando che il Parlamento si esprima
quanto prima per dare l'autorizzazione a procedere all'arresto nei
confronti dell'ex ministro Galan chiediamo che il ministro Lupi
riferisca in tempi rapidi sull'attuale stato delle commesse degli
appalti veneti". Lo affermano i deputati M5S, commentando l'inchiesta
sui fondi neri per la realizzazione del Mose a Venezia.
Articolo intero su Ansa.it vai al link diretto
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martedì 3 giugno 2014
"Tasso di disoccupazione al massimo storico dal 1977"
Tasso di disoccupazione ad aprile al 12,6%, stabile su marzo, ma in aumento di 0,6 punti su base annua.Questi i dati provvisori e destagionalizzati Istat.
Nel 1° trimestre 2014 il dato raggiunge il 13,6%,in aumento di 0,8 punti sullo stesso periodo dell'anno. Si tratta di un massimo storico dal 1977.
Ed è record anche per il tasso di disoccupazione per i giovani tra i 15 e i 24 anni che sale nel 1° trimestre 2014 al 46%, il valore più alto dal 1977. Picco nel sud: nel 1à trim. il dato vola al 21,7%, per i giovani al 60,9%.
Lavoro, Poletti: cambio rotta entro 2014 "A fine anno l'obiettivo che abbiamo è procedere per produrre il cambio di segno". Così il ministro del Lavoro, Poletti, commentando i dati Istat sulla disoccupazione ancora in crescita. Il ministro spiega che comunque parliamo "degli esiti riferiti al trimestre in cui il Pil è sceso dello 0,1%". "E' chiaro che l'occupazione parte se c'è uno scatto forte nella capacità produttiva". Il piano 'Garanzia giovani'?"Sta andando bene", assicura. Mentre resta il nodo della cassa integazione in deroga: il governo integri le risorse.
lunedì 2 giugno 2014
Il taglio dei rimborsi e il rapporto Deficit/PIL
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martedì 27 maggio 2014
Intervista a Paolo Borsellino di Lamberto Sposini
« Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. »
lunedì 26 maggio 2014
"Scossone europeo 2014"
Onore a Renzi per la sua vittoria in una campagna elettorale piena di sussulti ed insulti. Non solo il Partito Democratico ha preso i voti dei così detti centristi ottenendo 31
seggi, ma adesso si carica di una responsabilità boomerang. Onestamente
sempre meglio il PD condotto dall'attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi che Silvio B.
Anche se calcolando i seggi del gruppo PPE italiano, cioè di forza italia e di NCD di Angelino Alfano, rispettivamente 16,8 + 4,4 arrivano allo stesso pari dei seggi del M5S cioè con 17 seggi al Parlamento EU. I Seggi del Movimento 5 Stelle si tolgono in mano ai "Berluschidioti". Mica cosa da niente. Non direi proprio che sia una straperdita per i 5 stelle. E' Sempre meglio avere elementi diversificati in un dibattito europeo acceso che non averli o averli bipolarizzati.
Tanto il lavoro da verificare in Europa sarà tantissimo e queste ultime elezioni europee hanno dato un forte scossone all'Austerity e alla Germania della cancelliera Angela Merkel.
Considerando i dati a disposizione dell'europarlamento di denota "vincitrice" il partito dell'astensionismo. Quindi gli europei sono tanto euroscettici? La cosa certa è che vince il PPE con 213 seggi e i S&D ottengono 191 seggi. In questa tornata elettorale alquanto disconnessa con il passato, si evince una perdita sostanziale dei liberal conservatori. I quali sono stati rimpiazzati da altrettanti "neo" partiti lontani dal conservatorismo democristiano. E si evince una certa distanza dall'iscrizione delle alleanze politiche anche un gran numero di neo eletti. A mio giudizio sarà una vera battaglia in Parlamento Europeo per il passaggio della così nominata Austerity. Ci si renderà conto che gli europei chiedono più flessibilità economica?
Partito Democratico
Nordovest: Alessia Mosca, Sergio Cofferati, Mercedes Bresso, Patrizia Toia, Antonio Panzeri, Renata Briano, Luigi Morgano, Brando Benifei, Daniele Viotti
Nordest: Alessandra Moretti, Flavio Zanonato, Cècile Kyenge, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Elly Schlein, Damiano Zoffoli
Centro: Simona Bonafè, David Sassoli, Enrico Gasbarra, Goffredo Bettini, Nicola Danti, Silvia Costa, Roberto Gualtieri
Sud: Gianni Pittella, Pina Picierno, Elena Gentile, Massimo Paolucci, Andrea Cozzolino, Nicola Caputo
Isole: Renato Soru, Caterina Chinnici
Movimento 5 stelle
Nordovest: Tiziana Beghin, Marco Valli, Eleonora Evi, Marco Zanni
Nordest: David Borrelli, Marco Affronte, Giulia Gibertoni
Centro: Laura Agea, Fabio Castaldo, Dario Tamburrano, Bianca Maria Zama
Sud: Isabella Adinolfi, Laura Ferrara, Rosa D’Amato, Daniela Aiuto
Isole:Ignazio Corrao, Giulia Moi
Forza Italia
Nordovest:Giovanni Toti, Lara Comi, Alberto Cirio, Stefano Maullo
Nordest:Elisabetta Gardini, Remo Sernagiotto
Centro:Antonio Tajani, Alessandra Mussolini
Sud:Raffaele Fitto, Aldo Patriciello, Fulvio Martusciello, Barbara Matera
Isole:Salvatore Domenico Pogliese
Lega nord
Nordovest:Matteo Salvini, Gianluca Buonanno, Angelo Ciocca
Nordest:Matteo Salvini, Flavio Tosi
Nuovo centrodestra
Nordovest:Maurizio Lupi
Centro:Beatrice Lorenzin
Sud:Lorenza Cesa
Anche se calcolando i seggi del gruppo PPE italiano, cioè di forza italia e di NCD di Angelino Alfano, rispettivamente 16,8 + 4,4 arrivano allo stesso pari dei seggi del M5S cioè con 17 seggi al Parlamento EU. I Seggi del Movimento 5 Stelle si tolgono in mano ai "Berluschidioti". Mica cosa da niente. Non direi proprio che sia una straperdita per i 5 stelle. E' Sempre meglio avere elementi diversificati in un dibattito europeo acceso che non averli o averli bipolarizzati.
Tanto il lavoro da verificare in Europa sarà tantissimo e queste ultime elezioni europee hanno dato un forte scossone all'Austerity e alla Germania della cancelliera Angela Merkel.
Considerando i dati a disposizione dell'europarlamento di denota "vincitrice" il partito dell'astensionismo. Quindi gli europei sono tanto euroscettici? La cosa certa è che vince il PPE con 213 seggi e i S&D ottengono 191 seggi. In questa tornata elettorale alquanto disconnessa con il passato, si evince una perdita sostanziale dei liberal conservatori. I quali sono stati rimpiazzati da altrettanti "neo" partiti lontani dal conservatorismo democristiano. E si evince una certa distanza dall'iscrizione delle alleanze politiche anche un gran numero di neo eletti. A mio giudizio sarà una vera battaglia in Parlamento Europeo per il passaggio della così nominata Austerity. Ci si renderà conto che gli europei chiedono più flessibilità economica?
I candidati che sono stati eletti alle europee 2014
Partito Democratico
Nordovest: Alessia Mosca, Sergio Cofferati, Mercedes Bresso, Patrizia Toia, Antonio Panzeri, Renata Briano, Luigi Morgano, Brando Benifei, Daniele Viotti
Nordest: Alessandra Moretti, Flavio Zanonato, Cècile Kyenge, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Elly Schlein, Damiano Zoffoli
Centro: Simona Bonafè, David Sassoli, Enrico Gasbarra, Goffredo Bettini, Nicola Danti, Silvia Costa, Roberto Gualtieri
Sud: Gianni Pittella, Pina Picierno, Elena Gentile, Massimo Paolucci, Andrea Cozzolino, Nicola Caputo
Isole: Renato Soru, Caterina Chinnici
Movimento 5 stelle
Nordovest: Tiziana Beghin, Marco Valli, Eleonora Evi, Marco Zanni
Nordest: David Borrelli, Marco Affronte, Giulia Gibertoni
Centro: Laura Agea, Fabio Castaldo, Dario Tamburrano, Bianca Maria Zama
Sud: Isabella Adinolfi, Laura Ferrara, Rosa D’Amato, Daniela Aiuto
Isole:Ignazio Corrao, Giulia Moi
Forza Italia
Nordovest:Giovanni Toti, Lara Comi, Alberto Cirio, Stefano Maullo
Nordest:Elisabetta Gardini, Remo Sernagiotto
Centro:Antonio Tajani, Alessandra Mussolini
Sud:Raffaele Fitto, Aldo Patriciello, Fulvio Martusciello, Barbara Matera
Isole:Salvatore Domenico Pogliese
Lega nord
Nordovest:Matteo Salvini, Gianluca Buonanno, Angelo Ciocca
Nordest:Matteo Salvini, Flavio Tosi
Nuovo centrodestra
Nordovest:Maurizio Lupi
Centro:Beatrice Lorenzin
Sud:Lorenza Cesa
Lista Tsipras
Nordovest:Moni Ovadia
Centro:Barbara Spinelli
Sud:Barbara Spinelli
Nordovest:Moni Ovadia
Centro:Barbara Spinelli
Sud:Barbara Spinelli
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sabato 17 maggio 2014
“Il M5S è l’erede della questione morale ”
La questione Morale è importante da considerare nell'attuale sistema politico.
Qui di seguito, tra le tante letture e interviste che mi hanno lasciato qualcosa dentro, l'intervista fatta a un esponente politico che obiettivamente ha dato spunto alla storicità dei fatti.
Intervista a Giuseppe Zupo, l’ex responsabile giustizia del Pci.
“A miei tempi l’onestà era un dna che andava preservato accuratamente, oggi è un optional fastidioso. Il pensiero di Berlinguer è attualissimo e l’unico erede della questione morale è il Movimento 5 Stelle”. E Renzi? “E’ il nulla e sul niente c’è poco da dire”. Mentre Vendola? “Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti”. A parlare né Grillo né altro attivista pentastellato ma l’avvocato Giuseppe Zupo, 73 anni, responsabile nazionale giustizia del Pci ai tempi di Berlinguer e del caso Moro.
Avvocato, Lei è stato dirigente ai tempi del Partito comunista di Berlinguer. Alla luce di questa esperienza come valuta i recenti casi - per l’ultimo l’Expo - di corruzione nella politica italiana?
Allora la corruzione non aveva il peso devastante che ha assunto negli anni successivi, il maggior problema da fronteggiare per noi era quel terrorismo che generava danni e apprensione. Serpeggiava grande tensione per la risposta dei partiti alle richieste sociali: il terrorismo trovava terreno fertile tra l’insoddisfazione dei giovani e delle masse popolari. E quindi il Pci di Berlinguer si è preoccupato di riguadagnare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato, da qui la questione morale e l’intransigenza sull’onestà delle Istituzioni.
Il Berlinguer della questione morale lo considera ancora attuale o superato?
E’ attualissimo. La questione morale non era ascrivibile solamente al “non rubare”, era la concezione che lo Stato e le istituzioni democratiche fossero un bene pubblico e quindi da preservare con attenzione essendo di proprietà di una comunità, frutto di sforzi di generazioni che nel passato hanno costruito le fondamenta per quelle future.
Ciò ispirava Berlinguer e il Pci: la questione morale era figlia di una grande tradizione liberale – che proviene dalla Rivoluzione francese, almeno prima che degenerasse – non relegabile al campo della sinistra ma a chiunque amasse lo Stato e le istituzioni democratiche. Come Berlinguer anche Natta, suo ultimo segretario di fiducia, si batté per tali principi. Lui fu defenestrato, mentre era in ospedale, dai vari D’Alema, Occhetto e Veltroni: lo dichiararono dimissionario – mentre era un falso - e lui apprese dal giornale radio di non essere più segretario del Pci. Prima di morire, nel 2001, ha rilasciato una bellissima intervista all’Unità in cui ha ricostruito quelle concitate giornate e si diceva preoccupato dalla degenerazione che si era creata con Occhetto.
Tra le forze politiche organizzate di oggi, vede qualcosa che abbia preso il testimone di Berlinguer sulla questione morale?
Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista semel semper berlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede. Ho votato il movimento alle ultime elezioni nazionali e – pur non essendo un uomo ricco – l’ho finanziato. Sono andato al comizio di San Giovanni a Roma, prima del voto, e sono rimasto colpito dall’enorme partecipazione e dalla composizione della piazza: cittadini, lavoratori, giovani. La rappresentanza come servizio nelle istituzioni, a termine, per poi ritornare al proprio status di prima. Senza fortune politiche come avviene per gli altri partiti. I parlamentari 5 stelle sono persone normalissime: casalinghe, ingegneri, impiegati, gente dalla porta accanto, non arruffoni di soldi e poltrone. Per questo sono del M5S e tornerò a votarlo. Dall’altra parte abbiamo quel Pd che, tra l’incostituzionale Porcellum e la nuova legge elettorale, ha abrogato le preferenze togliendo alle persone il diritto di poter selezionare la propria classe dirigente. Il nominare loro i parlamentari è solo l’ennesimo atto di autoreferenzialità di una politica ormai lontana dai cittadini.
Qualcuno le potrebbe fare l’obiezione che nella sinistra ci sono ancora personaggi come Renzi, Civati, Vendola… Lei come risponderebbe?
Berlinguer riteneva che Occhetto fosse solo un venditore di slogan e non un costruttore di politiche. Io penso lo stesso del premier Matteo Renzi, non aggiungo altro perché per me rappresenta il nulla e sul nulla c’è poco da dilungarsi. Civati è una persona simpatica ed educata ma è compatibile al sistema, ogni volta è lì lì per rompere e poi rientra nei ranghi: voto il M5S perché voglio una forza capace di ribaltare il tavolo su cui questi signori consumano la politica e non qualcuno che cambi loro le stoviglie. Per quanto riguarda Vendola… Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti.
Mi scusi, una curiosità. Negli anni ’90 prima del M5S cosa votava?
Per i Comunisti italiani. Non ho mai votato né il Pds né il Pd. Poi ho smesso di sostenere anche il Pdci perché oltre a testimonianze simpatiche e colorate ci vuole ben altro.
E così l’infatuazione per il M5S…
Al M5S sono stati tesi dei trabocchetti e sorprese, come da Bersani, e i neoparlamentari hanno commesso degli errori per inesperienza e ingenuità, invece il movimento va sostenuto e fatto crescere. Il Pd ha disperso un immenso patrimonio, quello del Pci. Come diceva Natta, non hanno tenuto conto che eravamo il punto di arrivo di una particolarità storica, significativa ed apprezzata a livello internazionale: un partito socialdemocratico, sul modello scandinavo, che aveva con sé la classe operaia. E penso che tutto ciò non deve essere per forza perduto, il M5S è un’occasione. In Europa il malcontento si sta riversando verso partiti reazionari, fascisti o addirittura neonazisti mente qui da noi prende le sembianze del M5S che è invece antifascista, democratico e progressista. Basta osservare come Grillo ha replicato al corteggiamento di Marine Le Pen. Questa specificità del M5S andava compresa e sostenuta e non osteggiata come fatto dal Pd. Anche le istituzioni che continuano ad accusare il movimento di populismo sbagliano in maniera grossolana.
(15 maggio 2014)
(Fonte www.micromega.net)
Qui di seguito, tra le tante letture e interviste che mi hanno lasciato qualcosa dentro, l'intervista fatta a un esponente politico che obiettivamente ha dato spunto alla storicità dei fatti.
Intervista a Giuseppe Zupo, l’ex responsabile giustizia del Pci.
“A miei tempi l’onestà era un dna che andava preservato accuratamente, oggi è un optional fastidioso. Il pensiero di Berlinguer è attualissimo e l’unico erede della questione morale è il Movimento 5 Stelle”. E Renzi? “E’ il nulla e sul niente c’è poco da dire”. Mentre Vendola? “Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti”. A parlare né Grillo né altro attivista pentastellato ma l’avvocato Giuseppe Zupo, 73 anni, responsabile nazionale giustizia del Pci ai tempi di Berlinguer e del caso Moro.
Avvocato, Lei è stato dirigente ai tempi del Partito comunista di Berlinguer. Alla luce di questa esperienza come valuta i recenti casi - per l’ultimo l’Expo - di corruzione nella politica italiana?
Allora la corruzione non aveva il peso devastante che ha assunto negli anni successivi, il maggior problema da fronteggiare per noi era quel terrorismo che generava danni e apprensione. Serpeggiava grande tensione per la risposta dei partiti alle richieste sociali: il terrorismo trovava terreno fertile tra l’insoddisfazione dei giovani e delle masse popolari. E quindi il Pci di Berlinguer si è preoccupato di riguadagnare la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato, da qui la questione morale e l’intransigenza sull’onestà delle Istituzioni.
Il Berlinguer della questione morale lo considera ancora attuale o superato?
E’ attualissimo. La questione morale non era ascrivibile solamente al “non rubare”, era la concezione che lo Stato e le istituzioni democratiche fossero un bene pubblico e quindi da preservare con attenzione essendo di proprietà di una comunità, frutto di sforzi di generazioni che nel passato hanno costruito le fondamenta per quelle future.
Ciò ispirava Berlinguer e il Pci: la questione morale era figlia di una grande tradizione liberale – che proviene dalla Rivoluzione francese, almeno prima che degenerasse – non relegabile al campo della sinistra ma a chiunque amasse lo Stato e le istituzioni democratiche. Come Berlinguer anche Natta, suo ultimo segretario di fiducia, si batté per tali principi. Lui fu defenestrato, mentre era in ospedale, dai vari D’Alema, Occhetto e Veltroni: lo dichiararono dimissionario – mentre era un falso - e lui apprese dal giornale radio di non essere più segretario del Pci. Prima di morire, nel 2001, ha rilasciato una bellissima intervista all’Unità in cui ha ricostruito quelle concitate giornate e si diceva preoccupato dalla degenerazione che si era creata con Occhetto.
Tra le forze politiche organizzate di oggi, vede qualcosa che abbia preso il testimone di Berlinguer sulla questione morale?
Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista semel semper berlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede. Ho votato il movimento alle ultime elezioni nazionali e – pur non essendo un uomo ricco – l’ho finanziato. Sono andato al comizio di San Giovanni a Roma, prima del voto, e sono rimasto colpito dall’enorme partecipazione e dalla composizione della piazza: cittadini, lavoratori, giovani. La rappresentanza come servizio nelle istituzioni, a termine, per poi ritornare al proprio status di prima. Senza fortune politiche come avviene per gli altri partiti. I parlamentari 5 stelle sono persone normalissime: casalinghe, ingegneri, impiegati, gente dalla porta accanto, non arruffoni di soldi e poltrone. Per questo sono del M5S e tornerò a votarlo. Dall’altra parte abbiamo quel Pd che, tra l’incostituzionale Porcellum e la nuova legge elettorale, ha abrogato le preferenze togliendo alle persone il diritto di poter selezionare la propria classe dirigente. Il nominare loro i parlamentari è solo l’ennesimo atto di autoreferenzialità di una politica ormai lontana dai cittadini.
Qualcuno le potrebbe fare l’obiezione che nella sinistra ci sono ancora personaggi come Renzi, Civati, Vendola… Lei come risponderebbe?
Berlinguer riteneva che Occhetto fosse solo un venditore di slogan e non un costruttore di politiche. Io penso lo stesso del premier Matteo Renzi, non aggiungo altro perché per me rappresenta il nulla e sul nulla c’è poco da dilungarsi. Civati è una persona simpatica ed educata ma è compatibile al sistema, ogni volta è lì lì per rompere e poi rientra nei ranghi: voto il M5S perché voglio una forza capace di ribaltare il tavolo su cui questi signori consumano la politica e non qualcuno che cambi loro le stoviglie. Per quanto riguarda Vendola… Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti.
Mi scusi, una curiosità. Negli anni ’90 prima del M5S cosa votava?
Per i Comunisti italiani. Non ho mai votato né il Pds né il Pd. Poi ho smesso di sostenere anche il Pdci perché oltre a testimonianze simpatiche e colorate ci vuole ben altro.
E così l’infatuazione per il M5S…
Al M5S sono stati tesi dei trabocchetti e sorprese, come da Bersani, e i neoparlamentari hanno commesso degli errori per inesperienza e ingenuità, invece il movimento va sostenuto e fatto crescere. Il Pd ha disperso un immenso patrimonio, quello del Pci. Come diceva Natta, non hanno tenuto conto che eravamo il punto di arrivo di una particolarità storica, significativa ed apprezzata a livello internazionale: un partito socialdemocratico, sul modello scandinavo, che aveva con sé la classe operaia. E penso che tutto ciò non deve essere per forza perduto, il M5S è un’occasione. In Europa il malcontento si sta riversando verso partiti reazionari, fascisti o addirittura neonazisti mente qui da noi prende le sembianze del M5S che è invece antifascista, democratico e progressista. Basta osservare come Grillo ha replicato al corteggiamento di Marine Le Pen. Questa specificità del M5S andava compresa e sostenuta e non osteggiata come fatto dal Pd. Anche le istituzioni che continuano ad accusare il movimento di populismo sbagliano in maniera grossolana.
(15 maggio 2014)
(Fonte www.micromega.net)
martedì 13 maggio 2014
Chi è la Troika? "Che cos'è la Troika?"
Colpiti dalla Crisi, Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro, hanno accettato i programmi internazionali di salvataggio seguiti da un'autorità definita Troika e composta da Commissione europea, BCE e FMI. Guarda le due infografiche per conoscere meglio da cosa è composta la Troika e come ha agito negli anni della crisi.
La prima infografica permette di conoscere meglio le tre istituzio-ni che compongono la cosiddetta Troika. La linea del tempo per-mette di seguire gli eventi dalla prima richiesta di aiuto al ritorno al mercato di Grecia e Portogallo. In marzo 2014, le relazioni del Parlamento sull'inchiesta relativa all'operato della Troika sono state votate in Parlamento. Una relazione si è concentrata sull'impatto economico della Troika nei paesi in cui è intervenu-ta, ma sottolinea anche il deficit democratico delle decisioni pre-se. La seconda ha analizzato l'impatto sociale delle misure di salvataggio.
La prima infografica permette di conoscere meglio le tre istituzio-ni che compongono la cosiddetta Troika. La linea del tempo per-mette di seguire gli eventi dalla prima richiesta di aiuto al ritorno al mercato di Grecia e Portogallo. In marzo 2014, le relazioni del Parlamento sull'inchiesta relativa all'operato della Troika sono state votate in Parlamento. Una relazione si è concentrata sull'impatto economico della Troika nei paesi in cui è intervenu-ta, ma sottolinea anche il deficit democratico delle decisioni pre-se. La seconda ha analizzato l'impatto sociale delle misure di salvataggio.
mercoledì 30 aprile 2014
"Napolitano si ritira insieme a quell'altro?"
Non è colpa dei giornalisti, dei media, della tv se
Se si permette a un condannato in via
definitiva di presentarsi nei vari talk show televisivi.
Se si permette a un'opinione pubblica
di credere ancora alle menzogne che continua a dire.
La colpa è di CiccioBello e di Spider Man.
mercoledì 23 aprile 2014
"Lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato"
Dal sito della Apple un messaggio che mi ricorda un motto che porto nel cuore!
Leave this world a little better than you found it!
(The personal motto of Robert Baden Powell)
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