.

.

© Il Blog di Giacomo Palumbo - Home ufficiale

Visualizzazione post con etichetta Conoscenze politiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Conoscenze politiche. Mostra tutti i post

mercoledì 15 novembre 2017

La politica di coesione investe nel meridione

L'UE ha investito più di 124 milioni di EUR provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale in due progetti di linee ferroviarie e un progetto di infrastrutture per la gestione delle risorse idriche nel meridione, in Sicilia, Campania e Puglia.

La Commissaria per la politica regionale Corina Crețu ha dichiarato: "Questi tre progetti della politica di coesione rappresentano altrettanti esempi di un'Europa che ha a cuore il benessere dei propri cittadini e la protezione dell'ambiente." Per la costruzione e il rinnovo della rete fognaria attorno ai Campi Flegrei lungo la costa campana sono stati inizialmente stanziati 38,3 milioni di EUR. I Campi Flegrei sono una zona vulcanica del golfo di Pozzuoli, a nord-est di Napoli. I comuni in prossimità di questo parco naturale beneficeranno di una rete fognaria migliorata, accessibile a ulteriori 9 000 persone. Il progetto include anche la decontaminazione dei laghi della costa. Altri 72,7 milioni di EUR saranno investiti in Puglia per ammodernare il collegamento ferroviario verso la città di Bari. Il progetto include dei lavori nella stazione dell'aeroporto di Bari-Palese nonché la costruzione di collegamenti stradali che serviranno a raggiungere la linea ferroviaria dai comuni limitrofi. Infine, 13,4 milioni di EUR finanzieranno in Sicilia dei lavori sulla tratta ferroviaria che collega la città di Palermo al suo aeroporto, in modo da aumentare la capacità della linea, ridurre i tempi di percorrenza e decongestionare la periferia della città. Per ulteriori informazioni sulla politica di coesione in Italia è possibile consultare la Piattaforma Open Data.

ec.europa.eu

lunedì 14 luglio 2014

REFIT: "Snellire e semplificare la legislazione EU"


La comunicazione adottata oggi dalla Commissione europea, dimostra che è in piena fase attuativa il programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT).
Pochi giorni prima del Consiglio europeo la Commissione dà nuovo slancio al programma dell'UE per una normativa intelligente. La comunicazione adottata oggi dimostra che è in piena fase attuativa il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT) e che la legislazione dell’UE sta diventando più snella, più semplice e meno costosa. La Commissione rafforza inoltre la dinamica di una normativa intelligente con la presentazione di diverse nuove iniziative di semplificazione, di ritiro di proposte pendenti e di abrogazione della normativa vigente. La prima edizione di un quadro di valutazione annuale valuta i progressi compiuti in tutti i settori politici e per ogni singola iniziativa, anche da parte del Consiglio e del Parlamento.
"La Commissione sta ampliando il suo programma per una normativa intelligente. Il programma REFIT è importante per la cresci-ta economica e per l’occupazione in Europa." - ha dichiarato il Presidente della Commissione europea Barroso"Vogliamo semplifi-care la vita dei cittadini e delle imprese concentrando la legislazione dell’UE sugli aspetti che è meglio affrontare a livello europeo, rendendola al tempo stesso più snella, più semplice e meno costosa. Stiamo facendo notevoli progressi, ma i risultati non sono immediati. Per riuscire nell'impresa è necessario un impegno costante, una definizione chiara delle priorità e l'assunzione di re-sponsabilità da parte di tutte le istituzioni dell’UE e, soprattutto, degli Stati membri. È essenziale proseguire quest'opera nel corso della prossima legislatura.
Misure adottate della Commissione
La maggior parte delle proposte legislative di semplificazione e di riduzione degli oneri presentate nell'ottobre 2013 è già stata adottata o sta per essere adottata quest’anno. La Commissione ha formalmente approvato e pubblicato, previa consultazione del Parlamento e del Consiglio, 53 ritiri di proposte pendenti, comprese tutte le nove iniziative REFIT. Ha inoltre deciso di non presen-tare diverse proposte, ad esempio quelle in materia di salute e sicurezza sul lavoro per i parrucchieri. La Commissione sta prepa-rando, come previsto, l'abrogazione di alcune normative dell'UE vigenti e ha iniziato a lavorare sulle valutazioni e sui "check-up" in settori quali i rifiuti, la sicurezza e la salute dei lavoratori e i principi generali della legislazione alimentare.
Misure adottate dal Consiglio e dal Parlamento europeo
Da ottobre 2013 il legislatore (Parlamento e Consiglio) ha adottato una serie di importanti proposte di semplificazione e di riduzio-ne degli oneri, in particolare norme sul riconoscimento delle qualifiche professionali, sugli appalti e sul tachigrafo digitale.
Misure adottate dagli Stati membri
Secondo le stime, fino a un terzo degli oneri amministrativi connessi alla normativa UE scaturisce da misure nazionali di attuazio-ne. Gli Stati membri hanno quindi l'importante responsabilità non soltanto di dare attuazione tempestiva e integrale alla legislazio-ne dell'UE, ma anche di farlo nel modo meno oneroso. A tale proposito, spetta alle autorità degli Stati membri prendere in consi-derazione le possibilità di semplificazione offerte dalla legislazione dell'UE e garantire che quest'ultima sia applicata a livello na-zionale, regionale e locale nella maniera più efficace ed efficiente possibile.

Inoltre la Commissione ha annunciato nuovi interventi REFIT, elaborati sulla base anche dei commenti e dei sugerimenti al pro-gramma REFIT che la Commissione ha ricevuto a partire da ottobre 2013. Sulla base di questa analisi la Commissione ritiene che siano opportune in diversi settori nuove iniziative di semplificazione e di riduzione degli oneri, tra cui la semplificazione della legislazione dell’UE in materia di documenti d’identità e di viaggio, l'elaborazione di un nuovo impianto generale delle statistiche sulle imprese, l’estensione dello sportello unico dell’IVA a tutte le prestazioni di servizi ai privati, accompagnata dallo sviluppo di un portale web UE sull’IVA per informare le imprese sulle norme nazionali e dell’Unione in materia di IVA, nonché la codificazione della legislazione che stabilisce gli elenchi dei paesi terzi i cui cittadini sono soggetti agli obblighi in materia di visti.
La Commissione preparerà l'abrogazione della normativa in altri settori: l'etichettatura energetica, i prezzi e le condizioni di tra-sporto, la politica agricola comune e la standardizzazione delle notifiche in materia ambientale. Sta inoltre passando in rassegna l’acquis nei settori della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale, al fine di individuare gli atti che potrebbero essere abrogati in previsione della scadenza del periodo transitorio stabilito dai trattati.

La Commissione ritiene che ritirare le proposte il cui iter legislativo è in stallo sia una prassi di buona gestione legislativa, che consente un nuovo inizio o la ricerca di soluzioni alternative che permettano di conseguire gli obiettivi legislativi previsti. Un atten-to esame di tutte le proposte pendenti dinanzi al legislatore ha portato all’individuazione di altre proposte che dovrebbero essere ritirate in quanto superate o prive di sostegno da parte del colegislatore. Tra queste ultime si annoverano le proposte sui sistemi di indennizzo degli investitori, sulle lavoratrici gestanti, sui diritti per le misure di sicurezza dell’aviazione e su un fondo di risarci-mento dei danni dovuti all’inquinamento da idrocarburi. Si suggerirà altresì il ritiro della proposta, pendente dal 2007, di esentare le microimprese da alcune disposizioni in materia di igiene alimentare.

Soltanto con un impegno congiunto delle istituzioni europee, degli Stati membri e delle parti interessate del mondo imprenditoriale e della società civile è possibile raggiungere l'adeguatezza della regolamentazione, che dovrebbe essere prioritaria; è opportuno che tutte le istituzioni dell’UE valutino l’incidenza delle loro scelte politiche, sia nella fase di preparazione che nel corso dell'iter legislativo. Oggi una normativa intelligente è ancora costantemente ostacolata dalla mancanza di impegno e di responsabilità da parte delle altre istituzioni, degli Stati membri e delle parti interessate delle imprese e della società civile.

La Commissione sorveglierà le prassi attuative di queste e di tutte le altre azioni REFIT da parte degli Stati membri e riferirà dello stato di avanzamento nella prossima edizione del quadro di valutazione, prevista per il 2015. La Commissione continua a collabo-rare con gli Stati membri e con i soggetti interessati per produrre un maggior numero di dati affidabili sull’incidenza della normati-va dell'UE. I risultati di questo lavoro confluiranno nella prossima valutazione REFIT.

Fonte.


martedì 13 maggio 2014

Chi è la Troika? "Che cos'è la Troika?"

Colpiti dalla Crisi, Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro, hanno accettato i programmi internazionali di salvataggio seguiti da un'autorità definita Troika e composta da Commissione europea, BCE e FMI. Guarda le due infografiche per conoscere meglio da cosa è composta la Troika e come ha agito negli anni della crisi.
La prima infografica permette di conoscere meglio le tre istituzio-ni che compongono la cosiddetta Troika. La linea del tempo per-mette di seguire gli eventi dalla prima richiesta di aiuto al ritorno al mercato di Grecia e Portogallo. In marzo 2014, le relazioni del Parlamento sull'inchiesta relativa all'operato della Troika sono state votate in Parlamento. Una relazione si è concentrata sull'impatto economico della Troika nei paesi in cui è intervenu-ta, ma sottolinea anche il deficit democratico delle decisioni pre-se. La seconda ha analizzato l'impatto sociale delle misure di salvataggio.

mercoledì 23 aprile 2014

I motivi perchè "L'Italicum è incostituzionale"

Lo scorso gennaio (sembra un'epoca fa) i partiti e l'informazione di regime spiegavano agli italiani che senza una nuova legge elettorale il Paese sarebbe andato allo sfascio. Andava fatta subito, anzi prima, non importa con chi, anche con un pregiudicato espulso dal Parlamento come Berlusconi. Il M5S per le solite anime belle (ma dove vivono? ci sono o ci fanno?) doveva andare a vedere le carte. Sono passati quasi quattro mesi e la legge elettorale è morta e sepolta. Il Prregiudicatellum di Renzusconi non ha visto la luce e forse non la vedrà mai. Era stato pensato per escludere il M5S dalla possibilità di andare al Governo. Una legge disegnata per far vincere Forza Italia o il Pdexmenoelle, che alla fine sono la stessa identica faccia dell'ipocrisia del Potere. Una legge peggiore del Porcellum, più incostituzionale del Porcellum, il tutto nel silenzio di Napolitano che dovrebbe, il condizionale è più che d'obbligo nel suo caso, tutelare la Costituzione. Qualcosa è però andato storto. Renzie e il pregiudicato si sono accorti che, anche con questa legge elettorale, avrebbe potuto vincere il M5S perchè ormai supera Forza Italia di parecchie lunghezze e che i due compari avrebbero potuto fare la fine dei pifferai che partirono per suonare e furono suonati. La voce dal sen fuggita è dell'ex ministro della Difesa "Non è vero che è una legge contro i piccoli partiti, questa è una legge impostata contro un grande partito. E' una legge nata per far fuori Grillo" che ha aggiunto "Se il secondo partito sarà quello di Grillo, l'Italicum salta. Lo dico da tempi non sospetti: quando hai una realtà tripolare e fai una legge dove alla fine si rimane in due, significa che uno lo si vuol far fuori. Ma mentre tutti pensavano che quella legge potesse servire per far fuori Grillo, adesso farebbe fuori Berlusconi e i conti non tornano". Nel frattempo il M5S ha discusso on line con più di 100.000 iscritti e l'aiuto del professor Giannulli la sua legge elettorale che presenterà nel mese di maggio in Parlamento. Tutto il resto è noia.

"La legge elettorale "Renzusconi" e' la porcata bis. Probabilmente incostituzionale, sicuramente contraria allo spirito della democrazia. E' un fatto grave, che riguarda tutti, non solo gli elettori di questo o quel partito. Ecco perche' ho realizzato per il Blog questa intervista con uno che ne capisce: l'avvocato Besostri. E propongo di diffonderla il piu' possibile." Piero Ricca

Avv. Besostri- Sono Felice Besostri, un avvocato milanese, uno dei tre che ha ottenuto di ammazzare il Porcellum, Però. come si dice, del maiale non si butta mai via niente e grossi pezzi sono rimasti nella nuova legge, l’Italicum.
È una legge che presenta gli stessi difetti e in alcuni punti è addirittura peggiorativa, rispetto al Porcellum, specialmente quando le liste coalizzate, che non raggiungono il 4.5%, non eleggono nessuno, ma i loro voti vanno a favore della lista che supera il 4,5%, con l’assurdo che questa lista può prendere il premio da maggioranza da sola, senza averne i voti.
Se mettiamo insieme questa legge elettorale e l'abolizione delle elezioni per il Senato abbiamo una democrazia plebiscitaria che non ha niente a che fare con la Costituzione Republicana.

Blog- Avvocato stiamo cercando di fare capire a più persone possibile il perché lìItalicum non vada bene, è contro la Costituzione o comunque politicamente inopportuno, ci aiuti a capire.

Avv. Besostri- Innanzitutto c’è una distorsione nell’uguaglianza dei voti, perché c’è un premio di maggioranza, l’unica differenza è che questa volta è prevista una soglia, ma è una soglia bassa, del 37% e soprattutto non è vincolata a nessun tasso di partecipazione elettorale. Tutti possono capire che il 37% se va a votare l'80% è un cosa, se va a votare il 50% è un’altra! Questo è uno dei primi punti.
Secondo c’è la questione delle soglie di sbarramento alte, che addirittura per le coalizioni sono il 12%. Il 12% che supera il 10%, che la Corte europea dei diritti europei dell’uomo di Strasburgo ha posto come limite massimo per fare delle soglie di accesso. Si riferiva alle singole liste, ma in questo caso si può anche applicare a questo.
Ma la cosa soprattutto grave è quella che le liste che raggiungono il 37% e prendono, perciò, un premio di maggioranza che può arrivare fino da un minimo di 321 a un massimo di 340 seggi lo possono conquistare non vampirizzando i loro alleati, perché dal 2%, che era il limite che ci voleva prima per una lista alleata per eleggere si passa al 4,5%. Perciò, guardando le forze attualmente in campo, sono molto poche quelle che hanno la sicurezza, allora vai da solo e devi raggiungere l’8%. Se ti metti in coalizione devi raggiungere il 4,5%, ma se i voti che dai venissero annullati nessun problema, uno non elegge nessuno, i suoi voti non contano né per raggiungere il 37% né per individuare le due liste più votate che vanno al ballottaggio. Invece qui è il trucco, quei voti dati non servono a eleggere candidati della lista, ma servono a dare il premio di maggioranza a un’altra lista della coalizione.

Blog- Ma le liste bloccate rimangono?

Avv. Besostri- Rimangono, e questo è l’altro elemento dove non hanno cambiato nulla ed è sicuramente incostituzionale! Perché non c’entra che adesso le liste sono più corte.
Le liste lunghe si diceva che incidevano sul voto perché non potendo conoscere i candidati non era un voto cosciente, perciò non era un voto libero, ma se mi fanno le liste più corte che le posso conoscere, se valuto che il primo in lista vale di meno di quello che è al terzo o sesto posto, devo poter scegliere, questa è la democrazia, a meno che si facciano dei collegi uninominali facciano il maggioritario. Quello che è inconcepibile è che la Corte costituzionale gli ha detto se fate un sistema proporzionale questi sono i paletti. Loro vogliono fare un sistema proporzionale, ma non osservare i paletti e la Corte dice "Se non vuoi osservare questi paletti ti fai un bel sistema maggioritario o all’inglese o alla francese, e così hai risolto questi problemi".
Le liste bloccate poi sono la via per poter fare accordi con altri partiti che vengono messi nella lista del partito maggiore, perché sono garantiti, perché se ti pongono al primo posto, secondo o terzo hai qualche probabilità di essere eletto. La legge è fatta per non consentire di allearsi liberamente a un altro partito, perché a chi è al limite del 4,5% conviene mandare dei suoi esponenti ospiti della lista del partito maggiore.

Blog- Ma l’elettore almeno ha la certezza di votare il primo della lista che vede sulla scheda?

Avv. Besostri- No, assolutamente no, non ha questa certezza! Perché i seggi possono trasmigrare, se in un collegio plurinominale, specialmente se è piccolo, cioè quello con tre candidati, non quello con sei, gli elettori di quel collegio votano in modo massiccio per partiti che restano sotto soglia, sia dell’otto o per coalizioni che restano sotto il 12, o per una lista alleata che resta sotto il 4,5, quel collegio può non eleggere nessuno, perché i migliori coefficienti elettorali vanno in quei collegi dove sono votati i partiti che superano le soglie.
È vero che vanno distribuiti all’interno della stessa circoscrizione, cioè la stessa regione, ma fa una bella differenza se io sono in Valtellina di dovere eleggere uno del Mantovano, che mi interessa?

Blog- Ma resta pure la possibilità di candidature plurime? È così?

Avv. Besostri- Sì, certamente! Inizialmente si doveva proibire le candidature plurime, come è nella maggioranza dei sistemi elettorali europei, dove è vietato candidarsi in più posti, alla fine hanno trovato un compromesso rispetto a candidarsi in tutte, che era quello che voleva Berlusconi, di candidarsi in otto circoscrizioni, ma anche così vuole dire che il candidato dovendo scegliere per un collegio, in realtà sette deputati sono eletti da lui e ancora una volta non dagli elettori.

Blog- E neppure è previsto un quorum per la lista principale della coalizione…

Avv. Besostri- Certamente, qui c’è un problema che fa sì che una soglia esiste per le coalizioni, il 37%, ma non c’è una soglia effettiva per il partito più grosso all’interno di una coalizione, paradossalmente uno può prendere l’intero premio di maggioranza, con una percentuale inferiore a quella che era necessaria per il premio di maggioranza con il Porcellum.

Blog- Cioè quindi chi aggrega più liste ha più possibilità di vincere.

Avv. Besostri- Ha più possibilità di vincere e di arrivare al 37%, ma se aggrega delle liste piccole questi non eleggono nessuno e lui vampirizza i voti dei suoi alleati…

Blog- Dando qualche posto nella lista principale magari agli alleati..

Avv. Besostri- Sì, qualche capo, che come al solito non viene eletto dai suoi, ma dal Partito principale, che tra l’altro decide chi, quanti e dove candidarli, e sempre lontano da dove questi vivono, in modo che non si facciano un radicamento.

Blog- Quindi è probabile che con l’Italicum si vada al ballottaggio, e poi che cosa accade al secondo turno?

Avv. Besostri- Che si vada al ballottaggio è altamente probabile, stando alla situazione attuale delle proiezioni, nessuna delle due coalizioni, centrosinistra o centrodestra, ha più del 37%.
Non è previsto nessun quorum di partecipazione di elettori al ballottaggio, se paradossalmente vanno a votare addirittura meno persone di quelle che hanno votato per le due liste portato al ballottaggio, per esempio chi non ha eletto nessuno non è certo invogliato a andarsene, queste due liste una delle due si prende l’intero premio di maggioranza, ma se la partecipazione è stata bassa possiamo tranquillamente pensare che il 53% dei seggi possa andare a chi non ha neanche il venti per cento dei voti degli elettori iscritti.

Blog- Quindi anche l’Italicum andrà dritto alla Consulta?

Avv. Besostri- Cercheremo di mandarcelo il più rapidamente possibile, ma il vero pericolo è un altro, con questa Corte costituzionale il destino dell’Italicum è segnato, deve essere annullato come il Porcellum, ma si stanno già dando da fare, perché quest'anno scadono ben quattro giudici della Corte costituzionale, due eletti dal Parlamento in seduta comune e due nominati dal Presidente della Repubblica. Non sapremo chi sarà il Presidente al momento della nomina, però è chiaro che i favorevoli dell’Italicum gli faranno l’esame del sangue.
Chi non è preventivamente favorevole all’italicum non ha speranza di diventare giudice della corte costituzionale.

Blog- Ma in sostanza con questa legge elettorale nel contesto di una riforma istituzionale più ampia, quale Italia politica viene disegnata?

Avv. Besostri- Una che non ha niente a che fare con quella disegnata dalla Costituzione repubblicana.
Un'Italia di una democrazia plebiscitaria, specialmente con questa legge elettorale per la Camera dei Deputati e l'abolizione del Senato o la sua non più elezione da parte degli elettori. Abbiamo di fatto un Parlamento che potrebbe escludere, con queste soglie alte di accesso, da un 20 a un 25 per cento del corpo elettorale, una cosa che è una ferita alla democrazia rappresentativa.

Fonte: Blog di Beppe Grillo - Link diretto dell'articolo


martedì 15 aprile 2014

"Interpretazioni comunicative" i Se

In Tv, sui giornali...
Se parli di Levi sei Antisemita;
Se parli della Boldrini sei Sessista e Stupratore;

Se parli di Napolitano sei Eversore;
Se parli di Slot Machines, F35, Pensioni D'oro, Soldi Pubblici Regalati alle Banche Private sei Populista;

Se parli di Berlusconi sei Comunista;
Se parli del PD sei del Ventennio Fascista;
Poi vi Lamentate che gli italiani parlano solo di Calcio?
Quello che ti dicono i Media, i giornali, gli psico-moralisti-intellettuali sembra normale! 
Sulla nostra pelle appare diversamente!
Voi la realtà la conoscete bene a voi il giudizio!

#fuorilamafiadallostato
Politica Made in italy

sabato 15 marzo 2014

Lection 1 - Diritto dell'Unione Europea

Perchè dar vita all'Europa? Perché alcuni stati nel 1950 vogliono dar vita ad un organismo ultrastatale chiamato Unione Europea?
Ci chiediamo questo per capire in modo funzionale il diritto dell'Unione Europea, per valutarlo in modo critico. Vogliamo qui capire l'Unione Europea in alcune delle sue fasi.

Come possiamo capire L'Europa?
- facendo un esame cronologico, ossia guardandone l'evoluzione nel tempo, vedere l'evoluzione dei fini dell'UE;
- interpellando le fonti, in particolare i trattati, perché sono la fonte cronologicamente primaria. La storia dell'Unione Europea nasce con un trattato, poi modificato da altri trattati. In particolare fonti sono i primi articoli (I principi fondamentali) e soprattutto il preambolo (firmato dai paesi aderenti), che contiene principi ed aspirazioni principali (il preambolo dà il senso complessivo). I principali trattati che studieremo man mano sono:
    - 1957: Trattato di Roma 25 marzo 1957
    - 1992: Trattato di Maastricht
    - 2003-2007: Trattato di Lisbona (entrato in vigore il 1/12/2009)

Il Preambolo del Trattato CEE (1957)

-    Quali sono gli obiettivi del progetto di integrazione dell'Europa?
Gli stati firmatari dicono che sono “risoluti a rafforzare le difese della pace e della libertà” facendo appello agli altri popoli d'Europa, animati dagli stessi ideali, di unirsi a loro.
In altre parole pace e libertà sono gli obiettivi primari della Comunità Economica Europea, dunque gli obiettivi non sono il mercato, la protezione dell'ambiente o simile, ma soprattutto la pace e la libertà.
Il preambolo ha un punto di avvio nel 1950. Afferma l'interesse di ribadire la pace e la libertà dopo la seconda guerra mondiale, in particolare fra Francia e Germania, e di lasciarsi alle spalle il totalitarismo.
C'è stato un interesse di avere come obiettivo primario e ideale la pace e la libertà. Ciò significa non poter compiere scelte che non siano immediatamente in relazione con questi valori.
Inoltre la carta delle Nazioni Unite mette tra i suoi obiettivi principali la pace e la libertà, ma li vede come obiettivi, non come ideali.
L'ONU e la CEE rispondono alle stesse esigenze.

Dichiarazione di Schuman (ministro degli esteri francese) del 9 maggio 1950: invita tutti gli stati dell'Europa occidentale a dare vita ad un organismo ultranazionale, ad una conferenza intergovernativa, per dar vita ad una Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio.
L'idea è di unire la gestione dei territori e delle risorse di carbone e acciaio delle ex nemiche Francia e Germania. E' una idea economica ma soprattutto Politica. Significa mettere insieme, su un problema definito, i due paesi più contrapposti durante la seconda guerra mondiale.

Questa idea, concordata con altri politici di altri stati, non è stata scritta da Schuman, ma da Jean Monnet (vice segretario generale della società delle Nazioni).
In un passaggio, di una conferenza, dice:
“ ogni guerra deve diventare materialmente impossibile e impensabile”
Impensabile: culturalmente non più concepibile.
L’elemento culturale alla base di ciò era la morale cristiana (cultura del perdono reciproco, appello alla riconciliazione).

Finalità ulteriore dell’integrazione europea: la prosperità.
Le Nazioni sottoscriventi erano: “decise ad assicurare, mediante una azione comune, il progresso economico e sociale dei loro paesi, assegnando ai loro sforzi per scopo essenziale il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei loro popoli”.

Art.2: Le Nazioni si impegnano a “promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità, un’espansione continua ed equilibrata”.
L'Europa è la terra in cui tutti potremo essere liberi, in pace e prosperità.
Qui entra la morale cristiana: la terra promessa, la vigna biblica.
Si parla di una prosperità Comune. Cioè si cresce insieme. E' in prosperità futura come progetto sociale.
Le barriere sono ostacoli alla libera circolazione delle persone e quindi eliminare le barriere vuol dire eliminare i dazi doganali. Bisognava rafforzare l'unità delle economie era il passo successivo all'eliminazione delle barriere.
Cioè la costruzione di uno spazio economico comunitario voleva dire integrazione economica.

Di che tipo vi chiederete?
Art. 2 Trattato comunitario: instaurazione di un mercato comune. Cioè uno spazio in cui sono garantite 4 libertà di circolazione:
1. merci
2. lavoratori
3. servizi (gli imprenditori)
4. capitali

Questo però poneva un problema: come si fa a realizzare un mercato comune? Quali ostacoli devo superare? Devo eliminare i dazi doganali (tasse che pago per esportare un prodotto); vietare i monopoli; restrizioni quantitative. Queste tre cose hanno in comune il fatto che sono divieti.(integrazione negativa).

C'è anche una integrazione positiva (obblighi), per esempio adattare delle regole (direttive, regolamenti) le normative di ravvicinamento, cioè normative di armonizzazione. Che era quello di sostituire le normative nazionali diverse tra loro.

Il principio alla base delle 4 libertà di circolazione è il Principio di non discriminazione, che ha come parametro specifico la nazionalità. Le merci, i servizi, i lavoratori e i capitali non devono essere trattati in modo diverso da paese a paese.

Ci sono state delle alternative al mercato comune:
Il libero scambio di prodotti industriali; le zone di libero scambio (EFTA, NAFTA, prive di una dimensione esterna, concentrate sulla libertà di circolazione delle merci).
C'è da considerare anche il contesto internazionale: creazione del GATT (1947), che ha come obiettivo la riduzione degli ostacoli alla circolazione delle merci.

In conclusione, l'ideologia del mercato comune (che ha una logica interna) comprende:
spazio concorrenziale, in cui vi è:
1.  un'area neutrale (obiettivo era la concorrenza ad armi pari tra imprenditori)
2.  una decisione dei soggetti che determinano il mercato (ruolo sovrano dei consumatori)
3.  un ruolo del potere pubblico molto limitato.
4. spazio sociale (si riconosce il fatto che il mercato comune può favorire un processo di arricchimento, un pluralismo; inoltre si riconosce il fatto che il mercato comune svolge uno sforzo cooperativo; infine il mercato fa un'impresa comune).

Nei fatti, questo non funzionava così bene come è descritto nel preambolo e rimaneva un pò controverso.



martedì 11 marzo 2014

“La riallocazione delle tasse”

L'Italia vuole puntare su crescita e occupazione. Su questo punto tutti sono sulla stessa scia.
Il commissario Rehn ha presentato il testo degli squilibri macroeconomici, a causa dei quali l'italia è stata retrocessa nel gruppo da tenere sotto monitoraggio.
E inconsuete sono considerate le riforme che possono fare recuparare al paese la capacità perduta.
E la riduzione dell'alto debito e il modo di farlo scendere già quest'anno è in prospettiva degli incontri europei in consiglio. Dati alla mano mancherebbero circa otto miliardi nell'anno in corso proprio sul deficit. Ma il governo che ha smentito dice che bisogna agire sulla crescita e riducendo le tasse sul lavoro. Sempre in Europa, nella riunione dell'Euro-gruppo, Padoan ha presentato un quadro alquanto impreciso e a grandi linee del piano del governo Renzi. E' stata considerata una strada stretta che non è facile da percorrere. Ed è sempre l'unione bancaria a tenere il pugno duro sul tavolo, vincendo così il braccio di ferro sull'idea che bisogna salvare le banche in difficoltà.

Da dove prenderà i soldi Padoan? Domanda a cui ha risposto a grandi linee parlando di “riallocazione”, di spending review, e di un intervento una tantum ricorrendo alla cassa deposito e prestiti. Nell'ultimo caso si parla di gioco delle tre carte, poiché se si prendono i soldi da lì e poi mancano per le infrastrutture, da qualche altra parte si devono pur riallocare. Situazione che destabilizza le grandi lobby come Confindustria, i sindacati e le parti sociali tutte. I quali considerano tutta questa azione, questioni, problemi proclami, di Renzi dal punto di vista mediatico uno scossone. E precisa Padoan: “ci saranno riduzioni delle tasse, coperti dai tagli della spesa pubblica”. La partita si gioca in Parlamento e non è detto che con il decreto legge, del rientro dei capitali, del gioco forza del cuneo fiscale o i tagli alla spesa possano poi alla fine essere approvati in sede di discussione parlamentare. Il cammino parlamentare può sempre stravolgere il testo approvato dal governo. Quali saranno le scelte del governo? 

Mentre Giorgio Squinzi domanda agli italiani, sul Sole 24 ore, se preferiscono un lavoro o una decina di euro in più.
Cioè la possibilità che sia toccata l'IRAP anzichè dell'IRPEF. Cioè sulla possibilità per cui è doveroso intervenire o su una o sull'altra tassazione. E' ovvio che gli italiani preferirebbero lavorare, no? Perchè ci sono molti disoccupati, vedi dati ALMALAUREA, ci sono aziende in crisi, c'è un problema di rischio e di declino che deve essere affrontato in maniera urgente. L'IRAP è una tassazione “ingiusta” e bisognerebbe arrivare alla totale abolizione. Ovviamente è una scelta da fare nel tempo, trovando le coperture, tagliando le spese, perchè altrimenti si fanno dei vuoti proclami. La questione dell'IRAP è una strozzatura reale ai processi produttivi e alle dinamiche delle imprese. Perchè senza lavoro non c'è reddito. E se non c'è reddito non c'è consumo.

Il 25 Maggio 2014 si vota per le Europee e c'è una forte critica da tutti i paesi del continente. Perchè una politica di rigore, di risanamento dei conti, forse virtuoso e saggia, sta comprimendo troppo i popoli. Si veda l'aumento che ci sarà con il pagamento della TASI: nuova IMU. La riallocazione significa prendere una cosa da una parte e rimetterla da un'altra. Quindi se io il cuneo fiscale lo levo dalla tasca della famiglia e glielo metto in un altra tasca, vedi la TASI, questo non mi permette di sistemare i conti, in questo caso si parla di riallocazione delle tasse. E i sindacati non ci stanno e nemmeno le imprese.

Come deve cambiare questo rapporto tra sindacato e potere politico? Bisogna che il governo ascolti le parti sociali. In effetti decidere senza ascoltare nessuno, è totalmente sbagliato, anche perchè sappiamo bene cosa è successo con la legge fornero. Legge emanata senza ascoltare le parti sociali, considerato un disastro per le assunzioni, facilitando così i licenziamenti.
Legge Fornero che ha portato gli esodati, e i disquilibri con i lavoratori.

La ricetta economica manca da troppo tempo. Come manca da troppo tempo la crescita.
Si vedano le difficoltà riscontrate nella società italiane. Perchè non vengono pagate dalla catena di creditori? Se mettiamo in moto gli investimenti, possiamo usare meglio i fondi strutturali, ci sono degli investimenti che si auto pagano. Se rimettiamo in moto l'economia, si può lavorare sul livello di sviluppo guardando un po' più lontano.
Le opportunità sono importanti e oggi bisogna togliere l'Italia da una situazione difficilissima. E un modo c'è. Il lavoro del governo bisogna puntarlo sul breve termine poichè le famiglie e le imprese stanno finendo le riserve. E quindi mettere i soldi in tasca alle famiglie e alle imprese senza mettere in difficoltà i conti pubblici è possibile.
Trovare i novanta miliardi per ripagare il grande debito “commerciale-amministrativo”, che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese e farlo velocemente, è lì.
Altri paesi come la Spagna lo hanno dimostrato. Bisognerebbe applicare quel modello con alcuni correttivi. Le famiglie possono trovarsi in tasca, se lo vogliono, fino a quasi venticinque miliardi all'anno, dando loro la possibilità di incassare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) fin da subito. Parte del TFR va nei fondi previdenziali e a sua volta attraverso un sistema di investimento arrivano al sistema economico. Mettere davanti a una scelta che per tante famiglie cambia e come, non è da poco. Uno stipendio in più in tasca subito, senza oneri fiscale, può fare la differenza.

Bisogna si, tenere conto delle parti sociali ma anche la posizione delle imprese. Delle PMI che poche settimane fa sono scesi in piazza per dichiarare tutto il loro disagio per la chiusura di molte attività. Siccome abbiamo il debito al 130% del PIL, con molta inconsapevolezza abbiamo firmato dei trattati che ci hanno vincolato delle regole molto severe. Tra cui il pareggio di bilancio in “costituzione”. Dobbiamo pensare qual'è la soluzione per liberare l'economia.
In italia si pagano troppe tasse sul lavoro, ci sono troppe tasse in busta paga, e troppe poche sui patrimoni. Perchè non pensare alla riforma fiscale? Perchè non si sconfiggono i poteri forti?

L'Europa ci dà pochi margini e vogliono vedere Matteo Renzi in azione. In sintesi la nostra crescita quest'anno è molto più bassa dei documenti presentati a Bruxelles. Noi scriviamo 1,1 mentre nelle “carte” dell'Europa prevedono uno 0,6/0,7. Abbiamo un deficit che deve essere sotto a un 3% e non è detto che ci rimanga. L'Europa è disposta a darci flessibilità dopo la forte austerità imposta. C'è sempre la questione della fiducia che bisogna conquistare in sede europea e noi quella fiducia non l'abbiamo ancora conquistata. 


di Giacomo Palumbo
@palgiac

mercoledì 26 febbraio 2014

"La transizione politica necessaria?"

Il disastro sociale nel quale stiamo precipitando è un fatto oggettivo e nessuno lo nega.
Vuol dire che la gente non ha più i soldi per comprare le medicine, significa un costo sociale elevatissimo, quindi disoccupazione. A novembre 2013 gli occupati erano 22 milioni 292 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e del 2,0% su base annua (-448 mila). Vuol dire che il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 254 mila, aumenta dell’1,8% rispetto al mese precedente (+57 mila) e del 12,1% su base annua (+351 mila). La crescita tendenziale della disoccupazione è più forte per gli uomini (+17,2%) che per le donne (+6,1%). Vuol dire che il tasso di disoccupazione oggi è pari al 12,9%, in aumento in termini congiunturali.

Non è un solo un dramma per chi perde il lavoro, è anche un costo aggiuntivo anche per la comunità. Perchè con il disoccupato aumenta la povertà e diminuisce il consumo. Si determina un quadro recessivo. Come si fa a creare occupazione? Con gli investimenti e producendo un nuovo circuito virtuoso in cui lo Stato individui le competenze, e le utilizzi per il proprio sistema economico.

Innanzitutto prima il governo Renzi e il Parlamento metterà mano alla contro riforma Bassanini, e cioè riporterà alla politica delle responsabilità, togliendole ad una burocrazia che ora decide da sé l'ottanta per cento i provvedimenti sui tavoli della politica. Prima si riapproprierà dell'azione vera e proprio della burocrazia. Tuttavia sarò curioso di vedere, per quanto riguarda il governo Renzi, chi saranno i capi di gabinetto dei ministri, i consiglieri di Stato, e se saranno scelti dal Quirinale, se saranno scelti da Palazzo Chigi, o se sarà il solito giro di Walzer.
Ci sono due casi: o il ministro si insedia e decide di fare il salto nel vuoto, dicendo arrivo io e cerco di fare da solo, o si affida a qualcuno che già le cose le sa. E per anni in questo Paese, e per un motivo ben preciso per cui accade i contratti vengono presi in carico dai magistrati amministrativi, gli stessi che fanno il doppio incarico.

Per anni il Paese è sempre stato lontano dall'idea di cambiamento. I nuovi insediamenti, i nuovi ministri hanno avuto idee politiche che non riuscivano ad essere applicate poiché si affiancavano a consigliari di Stato oramai rodati e il passaggio al vero “politicismo tattico” non avveniva o se avveniva riusciva ad incidere poco sui fatti. E poiché oramai la rottura a destra, il congresso del partito democratico, gli scenari politici si sono modificati. Non c'è via di uscita la strada la si fa costruendola.

Il sistema politico italiano dovrà ancora assestarsi e prevede una fine legislatura cioè il 2018, a differenza di quanto si pronosticava con Enrico Letta. Non di meno non sappiamo alla fine di questa transizione cosa succederà. E' certo che con la crisi del governo Berlusconi, al di là di come la si pensi ha segnato la fine di un ventennio. Così che si apre una nuova fase politica. E ciò lo si verificherà alla fine dell'azione politica renziana. Allo stesso tempo dobbiamo fare qualcosa di concreto per l'Italia. Perchè ci siamo “impantanati”, punto molto familiare all'interno dei dibattiti dei consigli dei ministri del governo Letta.


Lo sforzo di Renzi sarà non solo quello di affrontare la questione della scuola, merito che non glielo si nega, ma anche la ricostruzione del futuro. Questo è il tema a partire di qui bisogna segnare le priorità centrali. E in questo senso Renzi ha fatto un grande sforzo, per la nascita del governo. Cercando di costruire un consenso più largo. Ora Renzi ha voluto bruciare le tappe, con un comportamento contradditorio. Ora è al momento della verifica.

Quello che si sta facendo, con la fiducia, è un atto di fede verso il governo Renzi?
Renzi reggerà? Per un più ampio progetto di cambiamento di questo paese?
E davanti al dibattito con i sindacati sul caso Elettrolux di rivedere i contratti?
Farà niente per la delocalizzazione delle imprese che vanno all'estero, lasciando il loro paese? Vedendosi sottratti quei diritti dovuti con la concorrenza sleale?
Perchè le norme da noi sono troppo rigide?
E il progetto di legge del conflitto di interessi che non vuole andare in porto in Parlamento?

di Giacomo Palumbo
@palgiac

venerdì 6 dicembre 2013

"Smantellato" finalmente il Porcellum

La Corte Costituzionale “impartisce” finalmente lezioni di costituzionalità bocciando il Porcellum.
La sentenza è arrivata quasi a sorpresa, al termine di una lunga camera di consiglio che sembrava preannunciare un rinvio al giudizio finale. La Consulta non solo ha giudicato ammissibile il ricorso, ma ne ha pure accolto in pieno le istanze, lasciando il “Porcellum” privo delle sue parti importanti, motivando l'incostituzionalità dei due punti cardine della legge operativa da quasi sette anni, cioè il premio di maggioranza, senza soglia minima di accesso e le liste bloccate.

La legge n. 270 del 21 dicembre 2005 è la legge che ha modificato il sistema elettorale italiano e ha delineato la disciplina attualmente in vigore. È stata formulata principalmente dall'allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che tuttavia la definì “una porcata” in un'intervista televisiva, durante il programma Matrix, allora condotto da Enrico Mentana. Per questo venne definita porcellum, termine che ebbe molta fortuna e diffusione, dal politologo Giovanni Sartori.

L'esito della riforma elettorale è per intero nelle mani del Parlamento. Sono protagonisti coloro che sono stati eletti in base al premio maggioritario, dunque ora Cuperlo e i suoi colleghi potrebbero decadere se dovesse realizzarsi l’ipotesi che la sentenza della Consulta delegittima le ultime elezioni dal momento che abolisce il premio di maggioranza.

La distribuzione dei seggi alla Camera dei Deputati secondo i voti ottenuti il 24 febbraio scorso escluso la circoscrizione Estero e la Val d'Aosta e simulazione senza premio di maggioranza è la seguente: Centrosinistra da 340 deputati con il Porcellum diventerebbero 193 senza premio di maggioranza.
Nel centrodestra da 124 deputati con il Porcellum diventerebbero 190 senza premio di maggioranza.
Nel Movimento Cinque Stelle avrebbe la meglio poiché da 108 cittadini a cinque stelle con il Porcellum diventerebbero 165. E infine nelle liste Monti da 45 deputati diventerebbero 69.

Nell’ipotesi si potrebbero far saltare anche tutte le giunte regionali, elette con premio senza soglia minima. Ci penseranno le motivazioni della sentenza della Consulta a toglierli di mezzo. E malgrado ciò il rischio perdura anche perché la Camera dei Deputati ancora non ha solennemente convalidato l’elezione di ben 617 deputati su 630.
In una partita politica che incrocia chiaramente la durata della legislatura.

Nel frattempo, i giudici costituzionali tengono a precisare che “il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte, e nel rispetto dei principi costituzionali”. Questo significa che la maggioranza di centrodestra, autrice della legge di Calderoli, nel 2005 ratificò una riforma in contrasto con la Carta fondamentale, e che qualsiasi intervento politico, d’ora in avanti, non potrà ripresentare normative analoghe a quelle bocciate.

Dario Franceschini, Ministro per i Rapporti con il Parlamento afferma: “Dopo la sentenza della Consulta i tempi sono obbligati, bisogna mettere in atto Due ddl, l’altro per abolire il Senato e ridurre i parlamentari” Due disegni di legge cioè il primo, di modifica costituzionale, per introdurre il monocameralismo e la riduzione dei parlamentari. Il secondo per introdurre una nuova legge elettorale, bipolare, maggioritaria, a doppio turno: di collegio o di coalizione.

Tuttavia la sentenza non avrà valore retroattivo. Ora, dopo la decisione della Consulta il quadro politico sembra destinato a dispiegarsi. E a dissestare anche gli assetti interni di alcuni partiti, Partito democratico al top. Ma qualche cambiamento potrebbe aver luogo pure nel Nuovo centro destra a fronte di Alfano che giudica “ottima” la sentenza e invita a “procedere con urgenza alla riforma”.

Ha detto Angelino Alfano: “Da oggi in poi la nostra squadra gioca con il blu”, presentando a Roma il simbolo del Nuovo Centro Destra: “Il blu dà forza. E' il colore che serve all'Italia”. Ma il blu è anche “il colore del Ppe della famiglia politica che raggruppa i cristiano-democratici e i moderati in Europa.

Quel che è certo è che sulla riforma elettorale si giocherà buona parte della stabilità del governo.
Il patto programmatico su cui il premier, Enrico Letta, dovrà ottenere la fiducia della nuova maggioranza, mercoledì prossimo, sarà incentrato proprio sul capitolo delle riforme “basilari” della legge elettorale.
Per cui sobbalzerà in cima alle priorità del discorso con cui il premier, Enrico Letta, chiederà mercoledì prossimo la fiducia alle Camere sulla nuova maggioranza. Prima di pronunciarsi formalmente, Letta aspetterà le motivazioni della Corte, ma la convinzione è che a questo punto la politica non abbia più giustificazioni per riformare la legge elettorale.
Nella possibilità di discolpare il governo Letta-Alfano in un vuoto che, secondo alcune fonti di maggioranza, è una garanzia sulla vita del governo visto che senza una legge organica non si può tornare al voto.

di Giacomo Palumbo
@palgiac (twitter)

sabato 5 ottobre 2013

Decadenza del Cavaliere con il via della Giunta

In seguito alla bocciatura della tesi del relatore Augello del Pdl, che aveva chiesto un parere della Consulta sulla presunta non retroattività della legge Severino, il Decreto Legislativo del 31 dicembre 2012, n. 235, vale a dire il testo unico in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, la Giunta si è riunita esprimendosi a favore del “decadimento”.

Berlusconi, dopo i “si” dei senatori, 15 Si e 8 No, della Giunta del Senato, guarda oltre la “trappola” giuridica. Entro due settimane a partire da ieri, da regolamento, l'aula del Senato dovrà pronunciarsi con un giudizio definitivo, i quali lo priveranno del rango di parlamentare, nonchè di senatore.

Quasi in coincidenza con il termine del 15 ottobre 2013 entro cui Berlusconi dovrà decidere se scontare la condanna ai domiciliari e in affidamento ai servizi sociali. Quattro giorni dopo la vicenda giudiziaria si spostera a Milano, dove la Corte d’appello dovrà riformare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Il cavaliere continua a replicare: “E’ una sentenza politica”, continuando a dissentire su tutta la linea la condanna in Cassazione per frode fiscale.
“Questi giudici sono irresponsabili insiste nelle interviste, in riferimento ai componenti della Giunta hanno obiettivi politici mentre l’organo ha poteri solo giurisdizionali”.
E continua dicendo “sono convinto che otterrò dalla Corte di giustizia europea la revisione del processo e l’annullamento della sentenza”. Infatti il Cavaliere ha chiarito che ormai ripone speranza solo sulla Corte di giustizia europea.

mercoledì 25 settembre 2013

La Große Koalition (grande coalizione) Germania come l’Italia?

Angela Merkel è al bivio della storia europea.

Dopo la strepitosa vittoria conseguita domenica dalla sua Cdu-Csu alle urne si è messa subito alla ricerca di un alleato per formare il nuovo governo del suo terzo mandato.
La caccia, però, potrebbe rivelarsi non facile: l’opzione più probabile è una grande coalizione con la Spd, ma i socialdemocratici potrebbero voler “osteggiare” la grande coalizione.

Altri quattro anni al potere a Berlino, come la “Lady di ferro” hanno la possibilità di incidere in profondità sui destini economici e politici europei.

La Merkel ha la possibilità ora di tracciare, insieme agli alleati europei, la strada nuova per l’Ue, una strada di coraggio e di ambizione, di solidarietà e di apertura. Certo, una strada diversa da quella a cui la Germania ha costretto l’Europa fino ad oggi. E' l’unico capo di governo a sedere al tavolo del Justus Lipsius a Bruxelles sin da prima della crisi, ben dodici anni. E saranno dodici, proprio come l’altra grande donna che ha attraversato la politica europea, la Thatcher, amata o odiata senza mezze misure e che dal 1979 al 1990 stravolse il tessuto economico e sociale del suo Paese, tirò fuori definitivamente la Gran Bretagna dal consesso europeo e aprì la strada, insieme a Ronald Reagan, alla deregulation finanziaria che ha certo contribuito a portare poi il mondo alla devastante crisi attuale.

Ce da precisare che ci sono molte differenze tra Margaret Thatcher e Angela Merkel.
Per esempio è dura e spigolosa la prima, più flessibile e riflessiva la seconda, ma non per questa più debole. Antieuropea nell’anima la Thatcher: «I want my money back» è una frase (riferita ai contributi britannici all’Ue) che rimarrà nella storia come molte altre del primo ministro britannico, al quale va dato atto di non aver mai avuto paura di seguire fino in fondo le sue idee e convinzioni, contro tutti e contro tutto.
Europeista convinta la Merkel, anche se negli ultimi anni la crisi economica e la ricerca di consenso interno hanno offuscato la sua immagine. La Merkel sa muoversi su più fronti strappando consensi grazie a una diplomazia innata, più nei modi che nella sostanza. Le sue idee, in realtà, sono molto chiare e nette.

Entrambe hanno avuto un punto in comune: nei lunghi anni al potere entrambe hanno avuto in mano le chiavi delle decisioni sul futuro europeo.

La prima donna cancelliera della Bundesrepublik viene confermata per un terzo mandato ed entra così nella ristretta galleria dei “grandi” cristiano democratici che vantano lo stesso primato: Konrad Adenauer e Helmut Kohl. Tutti gli altri, dal francese Nicolas Sarkozy al britannico Gordon Brown, ma anche lo spagnolo José Luis Zapatero e Silvio Berlusconi, non sono più stati riconfermati. E nemmeno sono “rimasti in vita”, anzi, sono stati i primi a cadere, i premier dei Paesi crollati sotto la crisi del debito, da Grecia a Irlanda e Portogallo, e infine la Spagna.

La riconferma di Angela Merkel era attesa a Bruxelles, ma non la valanga di voti con cui la cancelliera, unico leader politico europeo a essere sopravvissuto alla crisi, è stata rieletta. E le reazioni dei leader Ue arrivano con il contagocce, e con toni laconici fiduciosi nell’«impegno europeo» di Berlino. Di fronte hanno infatti la conferma della popolarità dell’approccio “pugno di ferro” finora seguito dalla Germania nella gestione della tempesta economico-finanziaria che ha colpito l’eurozona. E ciò vuol dire che, a prescindere da quella che sarà la composizione del futuro governo tedesco, la linea politica di Berlino sui temi europei - dall’Unione bancaria alle politiche per l’occupazione e la crescita - non subirà modifiche sostanziali.

mercoledì 18 settembre 2013

I neolaureati e il primo impiego. Gli errori, le chance e le imprese.

Quello che i giovani non dovrebbero mai fare quando entrano per la prima volta in azienda. E quello che le aziende dovrebbero invece fare quando li accolgono. Le figure professionali che risentiranno di meno della flessione economica. Le potenzialità dei nuovi strumenti di selezione e i consigli a chi si mette alla ricerca di un lavoro nell'intervista a Isabella Covili Faggioli vice Presidente AIDP, associazione italiana della direzione del personale.

Qual è secondo lei l’errore che fanno più di frequente i neolaureati quando si avvicinano al mondo delle imprese?
Studiare non è un esercizio banale, è duro e faticoso, e quando si arriva alla laurea si pensa di aver raggiunto la soglia del paradiso. Il primo errore è non mettere in preventivo che si ricomincia da capo. Tutto quello che è stato imparato sarà importante più avanti. Il primo passo è entrare in un’azienda con umiltà, capirne le dinamiche, capire che chi è lì da anni può essere un patrimonio di conoscenze da acquisire e che un tutor è il bene più prezioso che si possa trovare e utilizzarlo può fare felice lui e molto pro ai giovani.
C’è secondo lei invece un errore che le imprese fanno più di frequente quando accolgono un neolaureato tra la propria forza lavoro?
Tutti in azienda, purtroppo, lottano con il tempo e molte volte si abbandonano, per questo, i giovani che entrano a loro stessi. Questo è l’errore più grande perché non si ottimizzano le risorse. Con un piccolo investimento di tempo si può avere un ritorno più veloce e più motivato. Occorre anche parlare di più con i giovani che entrano in azienda anche perché parlando con loro si scoprono loro potenzialità non dichiarate.
 
Quali saranno secondo lei le figure professionali che nei prossimi mesi risentiranno di meno della flessione economica?
Penso che la flessione economica colpirà un po’ tutte le figure professionali. Ci saranno meno opportunità. Ma proprio perché parlo di un minor numero, significa che qualche opportunità ci sarà. E sarà diretta alle candidature eccellenti. L’Amministratore Delegato di una multinazionale mi confermava, pochi giorni fa, che dall'esterno oggi devono arrivare solo high performer o high potential per dare stimoli alle persone già presenti nella struttura. Se non si trovano queste caratteristiche nei candidati, allora vale la pena di far crescere chi in azienda è già presente in modo da avere riscontri positivi sul clima interno. Quindi significa che oggi oltre ad avere un’ottima preparazione di base e conoscenze linguistiche ed informatiche occorre avere conoscenza del mondo, aver diversificato le esperienze e mirato attentamente il proprio percorso. Queste figure difficilmente sentiranno la crisi soprattutto se sono nell'ambito commerciale o con specializzazioni specifiche. Chi, comunque, sente meno la crisi oggi è il tecnico in senso stretto di ogni settore merceologico: il manutentore per il metalmeccanico o il modellista per l’abbigliamento, per fare alcuni esempi.
Quali saranno invece le figure professionali che secondo lei avranno più difficoltà?
Ci sono molte aziende che sono nate nel dopoguerra e che sono cresciute o comunque hanno mantenuto fino ad oggi la loro posizione sul mercato, ma che dichiarano già difficoltà. Il personale di quelle aziende, che è magari in quel contesto da molti anni perché l’azienda ha privilegiato la fedeltà riconoscendola anche economicamente, avrà le difficoltà maggiori se si deve rimettere sul mercato. Ed oggi vediamo molti di questi esempi. Questo personale si deve riqualificare perché ha sempre visto un solo modo di operare e molte volte ha un ruolo costruito sulle capacità personali e sulla conoscenza acquisita più che sull'organizzazione in senso stretto. Occorre aiutare questi lavoratori a riadattare la professionalità alle esigenze di altre aziende in modo che queste nuove competenze unite a qualche agevolazione per l’azienda che assume possano essere la chiave di volta per la ricollocazione. 
 
Ritiene che in Italia i siti di social network possano svolgere già un ruolo significativo per la selezione di nuovo personale? E perché?
I siti di social networking stanno avendo un successo incredibile come strumento di conoscenza. In questo senso possono essere utilizzati, come strumento ulteriore, per conoscere eventuali opportunità od eventuali interessati ad una opportunità. Lasciatemi dire però che solo il colloquio reale e non virtuale e la conoscenza della persona porta a capire la coerenza tra quanto viene proposto dalle aziende e le attese e le esperienze del candidato.
Pensa che in futuro vedremo molto video-curriculum o interesseranno un piccolo segmento di professioni?
Se bastasse leggere le competenze per capire che ci sono e se bastasse leggere le attese ed i desiderata per capire quali sono, basterebbero i video curriculum. Opero da molti anni con le risorse umane, ho incontrato decine di migliaia di persone, candidati e dipendenti, e mi sento di dire che, la persona è ancora il soggetto più difficile. Possiamo utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione con grande efficacia, l’importante è che questi rimangano strumenti.
Qual è il consiglio che si sente di dare a un neolaureato che si mette alla ricerca di un impiego per la prima volta?
Per mettersi alla ricerca di un lavoro occorre, a mio avviso, avere chiaro un obiettivo, sapere dove si vuole andare ed in base a quello concentrare la ricerca sulle aziende che sono coerenti con il proprio obiettivo e nel momento in cui si contattano cercare di essere chiari e spiegare il perché si vorrebbe entrare in contatto con loro. E per fare questo è bene attivare tutte le conoscenze che si hanno per capire se il disegno che si ha in testa è corretto e tentare di inviare il curriculum alla persona più adeguata in azienda. Un errore da non fare è poi quello di sottovalutare le opportunità che capitano. Molte volte si snobbano per non conoscenza del tipo di attività e di contesto. Anche qui cercare di avere informazioni da chi ne sa di più è utile e tante volte illuminante.

 Il lavoro: quando è gratificante...

È scontato e semplicistico affermare che si lavora per far fronte alle proprie esigenze economiche. Ma il lavoro, perché sia gratificante, va visto con altri occhi. Spesso non ci fermiamo a riflettere sui ritorni positivi che il lavoro ha su ognuno di noi.

Dal mio punto di vista, chi vuole avere un giusto approccio col mondo del lavoro deve vedere in esso la realizzazione di una parte importante della propria persona e trovare nel lavoro un'auto-gratificazione, come persona inserita in un contesto produttivo e sociale. Ognuno di noi è un anello della catena della vita e deve dare il proprio contributo, cercando di mantenere un buon equilibrio interiore e un buon rapporto con gli altri.

Per stare bene una persona deve sentirsi soddisfatta del proprio lavoro e vedere riconosciute ed apprezzate le proprie capacità nel contesto in cui opera. L’autostima di ciascuno di noi è legata a diverse aree:

    la sfera affettiva

    la sfera lavorativa

    la sfera sociale

queste si intrecciano per formare l’immagine che ognuno di noi ha di se stesso. Anche chi per varie circostanze non ha “bisogno” di lavorare per vivere, vuole comunque essere parte attiva ed integrante della società e si fa promotore di attività utili a se stesso e a chi lo circonda. Chi viceversa si sente costretto a lavorare solo sulla base del bisogno o fa qualcosa che non lo gratifica in alcun modo, finisce per sentirsi frustrato e rendere il proprio lavoro sterile.

Un’altra parte importante della vita lavorativa è la socializzazione che avviene nel momento in cui si instaura un regime di interscambio tra le persone: dare e ricevere informazioni per un arricchimento reciproco. Non solo è importante continuare a ricercare nuove conoscenze per migliorarsi, ma lo è altrettanto trasmettere agli altri quanto si è appreso per creare valore aggiunto. Il coinvolgimento nella circolazione delle idee all’interno del gruppo di lavoro è la testimonianza principale di un buon funzionamento dello stesso.


Fonte: miojob.it e newjoblog.wordpress.com


lunedì 16 settembre 2013

"Stabilità politica e decadenza ad personam, aspettando i 101"

Può mai decidersi la “stabilità politica” in un giorno "fatidico"?
Cioè Mercoledì prossimo, 18 settembre. In quel giorno la Giunta per le elezioni e per le immunità del Senato, voterà la relazione di Augello (Pdl) sul caso Berlusconi. Ora, facciamoci le domande giuste.


Dunque quali margini di manovra bisogna utilizzare per evitare una crisi di governo?
Primo, il premier Enrico Letta dal palco di Scelta Civica, a Caorle, lancia un messaggio ai cittadini, «dietro le quinte, remano contro il governo: basta vergognarsi delle larghe intese perché in tutti i paesi europei le grandi coalizioni nascono con l’obiettivo di fare quelle riforme che nessun partito, da solo, può realizzare.» A cominciare dall’ammodernamento di quella Carta costituzionale che è certamente «la più bella del mondo» nella sua prima parte, ma non nella seconda visto che contiene alcune «follie» come ad esempio il bicameralismo perfetto.
Il premier rivendica il diritto-dovere di ammodernare la Costituzione, contro il «conservatorismo istituzionale».
Ribatte poi la necessità di cambiare la legge elettorale, sottolineando di non voler restare a palazzo Chigi unicamente perché non si può andare a votare con il “porcellum”. Promette che la Service Tax, che dall’anno prossimo sostituirà l’Imu, sarà più «equa» e «giusta».
E rassicura Mario Monti sul fatto che proseguirà sulla strada del risanamento, puntando però ad una maggiore crescita. Il cuore del suo intervento è sulla necessità di credere in quello che si sta facendo.
Un richiamo soprattutto a quelle componenti del Pd - renziani senz'altro, ma anche dalemiani e bersaniani, che mal digeriscono l’alleanza con il Pdl e che (forse è proprio questo il timore inconfessato di Letta) potrebbero decidere di puntare al voto a marzo spartendosi segreteria e governo.
«A volte - avvisa Letta in uno dei passaggi più applauditi - ho l’impressione di essere un campo di battaglia in cui se le danno di santa ragione. Così non funziona, non si va da nessuna parte». Bisognerebbe al contrario usare questo «percorso fino in fondo» per cercare di«trovare compromessi» cha facciano avanzare il Paese. «Nessuno - aggiunge ironico – si prenderà un virus o sarà contagiato: non dobbiamo vergognarci di quello che stiamo facendo» perchè stiamo lavorando per il cambiamento del Paese con «risultati potenzialmente rivoluzionari».
Che la situazione sia recuperabile e che vi siano ancora le condizioni per andare avanti, esce rafforzata, ma non a lungo.

Cosa fa il capo dello stato?
Secondo, Giorgio Napolitano, dal Quirinale, osserva attivamente l’evolvere della situazione pur mostrando la consueta serenità attraverso una serie di incontri istituzionali da tempo programmati. Ciò che è certo, riferiscono fonti parlamentari, è che il presidente non ha gradito l’accelerazione dei lavori in corso i lavori della Giunta, ritenendo che un tempo congruo alla tesi di Berlusconi andasse concesso.
C'è molta preoccupazione del Colle, condivisa anche a palazzo Chigi, è quella che si materializzi il peggiore degli scenari cioè la situazione si stringe al di là delle intenzioni dei singoli protagonisti. «È un po’ come quando il pilota, convinto di riuscire a riportare l’aereo in quota, all’ultimo momento perde il controllo e finisce per schiantarsi», spiega un deputato, attribuendo la metafora ai palazzi più alti della politica. Pareri che si ritrovano anche nel messaggio che Napolitano recapita ad una delegazione del comune di Barletta, per il 70esimo anniversario della ribellione all’occupazione nazista. «Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale tutto è a rischio, tutto può essere a rischio», rimarca il capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Nel cantone dell'economia?
Terzo, anche se direi "primo", la Bce arriva di nuovo interpellandoci sul deficit, visto come un avvertimento dell’Europa all’Italia: gli ultimi dati sulla crescita non piacciono (-0,2% nel secondo trimestre), preoccupa l’instabilità politica che potrebbe bloccare la ripresa e l’Eurogruppo chiede all’Italia chiarimenti anche sulle ultime misure come ad esempio l’abolizione dell’Imu. E il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni spiega, rassicura, illustra le coperture, ribadisce gli impegni assunti con l’Europa, il rispetto degli obiettivi di bilancio. In attesa del momento della verità che arriverà prima con l’aggiornamento del Def (documento economico finanziario) il 20 settembre e poi con le nuove previsioni economiche della Commissione Ue a novembre che terranno anche conto di tutte le ultime misure. Una considerazione condivisa anche dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem: «Per l’Italia la cosa più importante è la stabilità politica», avverte prima di entrare e ripete uguale anche al termine della riunione in cui la Commissione europea chiede all’Italia chiarimenti su vari aspetti.

Se si votasse per la decadenza di Silvio Berlusconi?
Quarto, dopo il voto sulla relazione di Augello, per la quale è effettivamente scontata la bocciatura visto che Pd, M5S, Sel e Sc sono per il rispetto della legge Severino che prevede la decadenza dal mandato di parlamentare, per chi venga colpito da condanna definitiva superiore a due anni, il lavoro della Giunta continuerà. Poichè ci sarà il così detto verdetto finale in aula ai primi di ottobre.


In quella sede (al Senato) si voterà o no con il voto palese? O continueranno a votare segretamente?
Io non lo so, so solamente che bisognerebbe evitare un altro caso di 101 franchi tiratori del Pd. Gli stessi  che “permisero” la non elezione di Romano Prodi finendo la sua aspettativa di diventare Presidente della Repubblica, franchi tiratori del Pd, cioè del suo stesso partito, così come era avvenuto il giorno prima per Franco Marini. Io domanderei a Pippo Civati, sostenitore degli stessi: cosa farebbero adesso quelli dei 101? Voterebbero a favore di Silvio?


venerdì 23 agosto 2013

L"agibilità politica" allontana la crisi di governo?

Dopo quasi tre ore di vertice, è quasi rottura tra Letta e il suo vice in un confronto descritto come «risoluto» da fonti interne al Pdl: per il premier ultimatum e ricatti non sono accettabili, anche perché non intende fare pressioni sul Pd in vista del voto in giunta e i piani del governo e delle vicende di Berlusconi dovrebbero rimanere separati.


Le notizie arrivate da Roma al termine del vertice tra Letta e Alfano non sono piaciute al segretario del Pd, Epifani, che alla festa “dem”, a Siena, ha confermato la linea dura del partito e rilanciato la difesa del principio di legalità: perché «in uno Stato democratico è un principio a cui tutti devono soggiacere, e davvero la giustizia deve essere uguale per tutti».
Parole forti che poi dal palco ribadisce ricordando che «le sentenze della magistratura possono non piacere, ma vanno rispettate e vanno fatte eseguire». Non solo: «Aprire una crisi al buio sarebbe paradossale»
Il Pd non intende andare «contro qualcuno», assicura il segretario, ma fare gli interessi del Paese: «Non è una battaglia contro Berlusconi, ma in favore dello Stato di diritto», ha aggiunto, guardando al Pdl, chiaramente: «Speriamo che nessuno voglia assumersi la responsabilità del tanto peggio, tanto meglio». Epifani è convinto che nel Pd non ci saranno defezioni, neppure col voto segreto, perché «nessuno può tirarci per la giacca, né può farci cambiare idea».

Alfano, stretto tra i “falchi” del suo partito e l’umore nero del “leader”, considera invece «inaccettabile» che il Pd, pur alleato di governo, non consideri neppure il nodo della non retroattività della legge Severino e tiri dritto per far decadere Berlusconi.
Il premier Enrico Letta, da Vienna, continua a ripetere che l’unica via di uscita dalla crisi è la «stabilità » di governo e, a fronte dell’ultimatum lanciato da Berlusconi, cerca di allontanare le nubi di una crisi politica, appellandosi alla «responsabilità e lungimiranza di tutti» e dicendosi certo che «le difficoltà siano superabili».

Il faccia a faccia tra Letta e Alfano conferma che il governo è in bilico. In attesa di capire se il Cavaliere farà saltare il banco, va avanti, come confermano i passi avanti su Imu e Iva registrati tra il premier e il suo vice in vista del Consiglio dei ministri prossimo. La soluzione per garantire l’“agibilità politica” di Berlusconi non c’è. «Io non posso dire al Pd di non votare per la decadenza perché la giunta decide secondo criteri giuridici, non politici. A questo punto, sta a voi decidere che cosa fare», avrebbe spiegato il premier, da sempre convinto che per tenere il governo al riparo vanno separati i piani.

Sempre da Vienna, l'attuale premier, trova immediata sponda nel cancelliere Austriaco Werner Faymann che senza troppi giri di parole risponde così ad una domanda su Berlusconi: «L’ho conosciuto e non ho mai pensato che sia un garante della stabilità, per cui sono contento di aver incontrato il presidente Letta che sta andando nella giusta direzione».
«Penso che il nostro Paese - ha detto Letta rispondendo ad una domanda sulla tenuta del governo - abbia davanti grandissime oppurtunità. Confido nella responsabilità e nella lungimiranza di tutti, sarebbe paradossale se ora, dopo che l’Italia ha tenuto duro nei momenti più difficili della crisi, finissimo per avvitarci su questioni di politica interna».

Continua dicendo «Il 2014 sarà un anno storico per l’Europa: sarebbe paradossale che l’Italia non cogliesse questa occasione» di rilancio, imbrigliata come al solito in beghe interne. Il 2014 sarà infatti «l’anno dell’Europa», sottolinea Letta, «con le elezioni, le nuove cariche e le nuove leadership». E un ruolo da leader l’Italia potrebbe anche averlo, ora che può rivendicare con «orgoglio» di aver messo i conti a posto, seppure al prezzo di «grandi sacrifici».

lunedì 19 agosto 2013

Una piccola nota sulle "certezze" politiche

Sull'onda delle amarezze e dell'incertezza politica, questo agosto è il prologo dell'autunno che verrà.
I personaggi sembrano recitare ad hoc, secondo un copione prestampato di giornata. 
Dal quale non si sa mai il finale.


I due protagonisti di questa estate sono: l'ex premier Silvio Berlusconi che non ci sta, e non molla.
Dichiara che rimane "il" leader di centrodestra. E Giorgio Napolitano, il deus ex machina, da tragedia greca.
Il Cavaliere nel "male" più che nel bene, da vent’anni detta i tempi della politica italiana.
Un ruolo difficile in un mondo, quello politico, più vicino agli inferi che al paradiso.


E’ come quando, durante la Messa, il parroco invita i presenti a scambiarsi un segno di pace.
Il gesto lo compiono tutti, però, fuori dalle mure della Chiesa, quanti si ricordano della sacra promessa? Il resto dei personaggi attendono che qualcosa succeda.
Incominciando da Enrico Letta, l'indulgente ottimista, e Matteo Renzi, il rottamatore costernato.

Tra l'altro gli impegni che attendono il sindaco di Firenze saranno lo studio delle mosse in vista dell'assemblea del partito democratico. Congresso che si terrà il 20 e 21 settembre sulle regole del congresso, ma anche la messa a punto della sua "successione" per la candidatura del centrosinistra. E da Angelino Alfano, il "conciliatore".

La miccia che farà saltare il governo sarà il voto “chiesto” per via delle larghe intese al PD a sostegno delle mosse del cavaliere. Ed è la condanna definitiva di Silvio Berlusconi che “ferirà” il governo. (In questo caso degno solo dei migliori fumetti fantascientifici, sottolineato dallo sdegno dei migliori giornali stranieri)

Da Rimini conversando con i giornalisti al Meeting di Cl il capogruppo al Senato, Renato Schifani, mette i paletti Pdl alle conseguenze di un voto Pd contro Berlusconi: «Per noi tutto si tiene: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune». 


In questo caso è la crisi di governo che farà di noi italiani fieri di “vivere” in questo splendido e soleggiato paese. Quelli del Pd e del Pdl ci pensano ma non lo dicono. Pronti, così, ad accusarsi a vicenda se Enrico Letta dovesse cadere. “La politica ha le sue regole”.

Io sono a favore di un centrodestra stabile e mi chiedo se il centrodestra perderà il suo leader o arriverà un sostituto, che sembra non appartenere alla famiglia del “magnate” di Milano2?

E poi il Pd cercherà di mettere una pietra tombale sul destino del Cavaliere, atteso, com’è, da altri processi? I democratici, compreso il “rivoluzionario” Peppe Civati, sono pronti a indicare pollice su? Forse temono, eliminando l’”avversario” storico, di rafforzare il leader del Movimento a cinque stelle, Beppe Grillo.

Forse hanno paura, soprattutto, di essere impreparati, divisi come sono, ad affrontare nuove elezioni?

In questa rappresentazione non abbiamo parlato del popolo, del “pubblico”, degli spettatori.
Cioè degli italiani. Ci vedremo o non ci vedremo cancellare l’Imu, il blocco dell’Iva?
E il piano casa, gli aiuti ai giovani, la sistemazione degli esodati? E una risposta ai tanti altri piccoli e grandi problemi della nostra quotidianità. Il copione è incerto, è tutto da scrivere. Le certezze, purtroppo, sono le aziende che chiudono e i disoccupati che aumentano: a fine anno saranno tre-
milioni e mezzo in più.

Lo spettacolo della politica estiva, per adesso, non merita nessun tipo di plauso.

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!

Impresa Edile e Stradale. Pronto Professionista!
Preventivi e computi metrici gratis! Ristruttura casa, ristruttura il tuo bagno. Hai un tetto da ristrutturare noi siamo i professionisti che cercavi.

Calcolo Tempo e Compenso Orario

Calcolo Ritenuta D'acconto

Calcolo Fattura Agente Enasarco

Calcolo Detrazione per Redditi da Lavoro Dipendente

Calcolo Detrazione Figli a Carico

Calcolo del TFR