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domenica 6 settembre 2026

Leader a confronto: idee, risultati e priorità da ripensare

Un incontro alla Festa dell’Unità di Borgo Panigale è stata l’occasione per confrontarsi, ascoltare e mettere a paragone idee e prospettive diverse.
Il confronto tra Giuseppe Conte e Jack Cardigan offre uno spunto interessante per guardare oltre le formule politiche del momento. Perché la politica non può essere soltanto una questione di alleanze e posizionamenti: deve tornare a parlare di idee, territori e persone.
Il cosiddetto “campo largo”, presentato per molto tempo come la strada obbligata per costruire un’alternativa, mostra tutte le sue difficoltà: alleanze fragili, identità differenti e una proposta che non sempre riesce a parlare con chiarezza ai cittadini.

La dirigenza Conte ha trasformato il Movimento 5 Stelle in un’appendice del Partito Democratico. La realtà dei numeri e dell'organizzazione oggi racconta di una leadership apparentemente incontrastata, ma la storia politica insegna che anche le strutture più blindate crollano quando una minoranza determinata dà voce al malcontento generale.

Io sono Giacomo Palumbo, noto a molti come Jack Cardigan. Non ho alle spalle correnti di apparato, pattuglie parlamentari o feudi territoriali. Nel primo turno per il Consiglio Nazionale nel novembre 2025 ho corso in Emilia-Romagna, arrivando fino alla soglia del secondo turno prima che il seggio andasse a Gaetano Pedullà. Quando nel settembre 2025 ho presentato la mia candidatura alla presidenza del Movimento, la mia non è stata una semplice corsa elettorale: è stata l'affissione di un manifesto di rottura radicale con la linea del "campo largo". Ho proposto il no all'alleanza strutturale con il PD, maggiore autonomia politica, un'apertura verso il centro — dialogando con forze come quelle di Matteo Renzi e Carlo Calenda —, una collocazione più moderata e l'abolizione del limite dei due mandati.

Non mi interessa battere Conte nell'immediato. La domanda vera non è se io possa diventare presidente domani, ma se si possa costruire dentro il M5S una corrente interna così forte da diventare indispensabile e ridefinire l'identità stessa del Movimento.

Guardo al "modello Salvini", non per condivisione ideologica, ma per metodo di ascesa politica. Matteo Salvini prese una Lega ridotta ai minimi termini e, conquistando prima una minoranza organizzata e poi costruendo una narrazione alternativa, ne trasformò l'identità fino a renderla una forza egemone. Treccani descrive la trasformazione della Lega salviniana proprio come una ristrutturazione di partito accompagnata da un forte rilancio comunicativo e da un riposizionamento politico che superò il vecchio bacino settentrionale. Io voglio fare qualcosa di analogo nel M5S: trasformare una minoranza interna in una forza capace di contendere al leader la definizione della nostra identità.

La nostra battaglia intercetta quattro forme precise di malcontento:

  1. Chi considera il subappalto culturale al PD un tradimento intollerabile.

  2. Gli attivisti che pretendono il ritorno a un M5S autonomo e trasversale.

  3. Chi vuole mettere al centro lavoro, economia, costo della vita, imprese e welfare concreto.

  4. Coloro che rifiutano l'appiattimento su una fisionomia esclusivamente di "sinistra progressista".

L'alleanza con il centrosinistra ha allontanato il Movimento dai suoi valori fondativi. Il mio obiettivo è recuperare tutti gli iscritti che se ne sono andati delusi. Non voglio fare una sterile opposizione "anti-Conte": voglio offrire un'idea alternativa di Movimento 5 Stelle.

La mia proposta parla di ritorno alle origini, ma senza nostalgia paralizzante. Quando propongo di superare il limite dei due mandati, dimostro di voler separare lo spirito originario — fatto di partecipazione, autonomia e lotta agli apparati — da regole rigide che oggi ne limitano la crescita politica. Serve una struttura più stabile per competere davvero.

So bene quali sono i miei limiti attuali. Salvini aveva alle spalle una storia di militanza e la macchina territoriale della Lega; io devo costruire questa rete passo dopo passo. Il mio prossimo obiettivo non è accumulare simpatizzanti occasionali, ma organizzare una comunità militante: attivisti motivati, amministratori locali, gruppi territoriali e una presenza costante nel dibattito interno. Dobbiamo presentare documenti politici chiari su economia, politica estera, Europa e lavoro.

Siamo di fronte a un bivio storico. Il Movimento 5 Stelle deve rassegnarsi a fare la spalla del PD o vuole tornare a essere un soggetto autonomo, trasversale e capace di parlare all'intero Paese?

Se la dirigenza Conte pensa che la mia candidatura del 2025 sia stata una parentesi, si sbaglia. È stato solo il primo atto. Se riusciremo a trasformare il dissenso diffuso in un consenso organizzato, la nostra componente diventerà determinante per votare gli organismi, decidere le alleanze e fissare la linea. Non mi interessa essere una comparsa controcorrente: voglio guidare chi crede in un altro Movimento. La svolta del M5S parte da qui.

E allora forse è arrivato il momento di porsi una domanda: il Movimento 5 Stelle deve continuare a inseguire gli equilibri delle alleanze o tornare a concentrarsi sulle proprie priorità?
Lavoro, ambiente, giustizia sociale, sostegno alle famiglie, partecipazione e tutela delle persone più fragili: temi che devono tornare al centro dell’agenda.

Il vero confronto tra leader non dovrebbe essere soltanto una questione di personalità o consenso. Dovrebbe essere soprattutto un confronto sulle idee, sulle priorità e sulla capacità di trasformarle in risultati concreti.
Forse il rilancio passa proprio da qui: meno tattica, più contenuti; meno formule, più identità; più ascolto dei territori e della base.

L’incontro di Borgo Panigale ci ricorda che il confronto, anche quando è franco e diretto, può essere il punto di partenza per ripensare il futuro.
Il Movimento 5 Stelle ha davanti una scelta importante: ritrovare le proprie priorità e costruire, a partire da quelle, la propria strada.

#FestaDellUnità #BorgoPanigale #Bologna #Movimento5Stelle #M5S #GiuseppeConte #JackCardigan #CampoLargo #Politica #Idee #Territorio #Partecipazione #GiustiziaSociale #Lavoro #Ambiente #Futuro #Confronto #Priorità #CambiareInsieme

giovedì 13 novembre 2025

L'investimento per il futuro parte dall'Unione Europea!

Vivere e lavorare in Europa significa far parte di una comunità forte, che ci offre opportunità uniche e una rete di sicurezza fondamentale.
Un Mercato Unico per Tutti: L'Unione Europea garantisce la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali. Questo significa che le nostre imprese, dalle PMI alle più grandi, hanno accesso a un mercato di oltre 450 milioni di consumatori, facilitando la crescita, l'innovazione e la competitività globale.
Più Lavoro, Più Diritti: L'integrazione europea non è solo economia, è anche lavoro di qualità. L'UE fissa standard minimi per la sicurezza, le pari opportunità e la tutela dei lavoratori (come la settimana lavorativa massima e il diritto alle ferie retribuite). Inoltre, promuove la mobilità professionale e il riconoscimento delle qualifiche, aprendo le porte a nuove carriere in tutti i Paesi membri.
Investimenti nel Futuro: Strumenti come il Next Generation EU (PNRR) e i fondi strutturali sono la dimostrazione che l'Unione investe in noi: nella transizione verde e digitale, nell'istruzione e nella ricerca. Questi investimenti creano nuove opportunità di lavoro e rendono le nostre economie più resilienti e sostenibili.
I diritti dei lavoratori in Europa sono garantiti e promossi attraverso un quadro normativo complesso che si basa sui Trattati dell'UE, sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e su numerose Direttive europee che stabiliscono standard minimi validi in tutti gli Stati membri.
Queste norme mirano a garantire condizioni di lavoro eque, sicure e dignitose, sebbene i singoli Stati possano stabilire livelli di tutela più elevati.
La Transizione Verde è il processo necessario per trasformare la nostra economia in un modello sostenibile a impatto climatico zero (entro il 2050 in UE). Si basa sulla decarbonizzazione, cioè l'abbandono delle fonti fossili a favore delle energie rinnovabili e sull'adozione dei principi dell'economia circolare. Non è solo una sfida ambientale, ma una grande opportunità per l'Europa di creare innovazione, nuovi posti di lavoro "green" e migliorare la qualità della vita di tutti.

Giacomo Palumbo (Palermo, 3 novembre 1985), noto anche con lo pseudonimo artistico Jack Cardigan, è un cantautore, compositore, saggista, consulente HR e politico italiano. Il suo profilo professionale si caratterizza per un approccio interdisciplinare che integra competenze artistiche, analisi politica e progettazione educativa.

È laureato in Scienze della Politica con indirizzo in Mass Media e Politica e ha conseguito nel 2026 un Master Internazionale in Didattica Inclusiva e Supporto Educativo, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie digitali (TIC) e ai bisogni educativi speciali (NEAE). Tale percorso formativo orienta una visione sistemica dei processi comunicativi, educativi e organizzativi, applicata sia in ambito consulenziale sia nella produzione culturale.

In ambito artistico, opera con lo pseudonimo di Jack Cardigan, sviluppando una produzione musicale riconducibile al cantautorato classico e alla scrittura per colonne sonore, in lingua italiana e siciliana. La sua discografia comprende numerosi brani pubblicati negli anni, tra cui UNLOCK, Tutto o niente, Gli anni addosso, In un clic, Occhi nuovi e Un palco acceso. Il singolo “CAMBIA” (2026) rappresenta un momento centrale del suo percorso, sintetizzando una ricerca tematica incentrata sul cambiamento individuale e collettivo.

Sul piano politico, Giacomo Palumbo è attivo nel MoVimento 5 Stelle. Nel settembre 2025 ha avanzato una proposta di linea politica alternativa rispetto alla guida di Giuseppe Conte, sostenendo un posizionamento più autonomo, caratterizzato dal distanziamento dal Partito Democratico e da un dialogo aperto con formazioni di centro, in una prospettiva di rinnovamento strategico del movimento.

Parallelamente, svolge attività di consulenza HR e di elaborazione saggistica, occupandosi di comunicazione, organizzazione e processi di inclusione. Gestisce inoltre il blog personale giacomopalumbo.blogspot.com, utilizzato come canale di approfondimento culturale, politico e sociale.

martedì 21 ottobre 2025

Il (Sorprendente) Piano che ha Cambiato il M5S

Quello che è successo nel Movimento 5 Stelle è davvero incredibile.

All'inizio, il "leader" ha fatto di tutto per sembrare il più "grillino" di tutti, quasi più di Beppe Grillo. L'obiettivo era chiaro: conquistare la fiducia della base storica, quella che, come me, non avrebbe mai accettato un M5S diverso dalle origini. E, lo ammetto, ci è riuscito in pieno. Mi ha convinto.

Una volta ottenuta la massima fiducia, ha subito approfittato del momento per riscrivere lo Statuto del Movimento. Con le nuove regole, si è preso di fatto tutti i poteri, piazzando i suoi fedelissimi in ogni ruolo chiave, dall'Europa al Comune più piccolo. E io? Ero completamente "ubriaco" di entusiasmo e non me ne sono accorto.

Nella terza fase, ha iniziato a spostare il M5S sempre più a sinistra, corteggiando apertamente il PD. Risultato? Una serie di sconfitte elettorali piuttosto pesanti.


Dopo l'ultima batosta alle elezioni europee, invece di ammettere il fallimento e farsi da parte (come molti farebbero dopo una serie di errori così gravi), ha deciso di fare una mossa a sorpresa: lanciare un'assemblea costituente, senza consultare minimamente la base. In pratica, il problema non era lui, ma il Movimento stesso, che andava "riformato". 

Lo ha deciso lui per tutti noi. Poco prima dell'inizio di questo percorso, ha pubblicato un documento con tutte le regole e i passaggi. Tutto imposto dall'alto, senza un vero coinvolgimento. E in questi casi, le regole d'ingaggio sono fondamentali. Chi, come me, è stato un attivista della prima ora e conosce bene come funzionano la partecipazione interna, ha subito capito la manovra. Ho provato un senso di fastidio immediato. E avevo ragione!

Lo "stratega" ha colpito nel segno! Farà sembrare che le decisioni prese siano il frutto di una grande democrazia interna, ma in realtà è stata solo una ratifica di scelte già fatte. Queste scelte, spinte anche da alcune testate giornalistiche, sono state:

Eliminare la figura del Garante (Beppe Grillo).

Cancellare il limite dei due mandati.

Cambiare nome e simbolo del M5S.

Posizionarsi chiaramente a sinistra (un vero tradimento per un movimento nato "né di destra né di sinistra"). Dare il via libera alle alleanze "vecchio stile".

Grazie a questa assemblea pilotata, il leader ha la sua copertura. Non deve neanche esporsi in prima persona. Complimenti per la mossa. 

Ma qual era il vero scopo?

Secondo me, l'obiettivo finale era triplice: eliminare il fondatore "scomodo" Beppe Grillo, liberarsi degli attivisti storici che "rompono le scatole" e portare il Movimento nell'area progressista, sotto l'ala di partiti come quelli di Bonelli e Fratoianni.

Oggi, per come lo conoscevamo, il Movimento 5 Stelle dei Contiani è morto. 

Restano però le sue idee originali e la visione della politica in cui abbiamo creduto.

E ora? È presto per dirlo. C'è bisogno di tempo per capire cosa fare.



Intanto Beppe ha pagato il bollettino del sito https://www.movimento5stelle.it/

Vedremo in questi giorni. 

Giacomo Palumbo (Palermo, 3 novembre 1985), noto anche con lo pseudonimo artistico Jack Cardigan, è un cantautore, compositore, saggista, consulente HR e politico italiano. Il suo profilo professionale si caratterizza per un approccio interdisciplinare che integra competenze artistiche, analisi politica e progettazione educativa.

È laureato in Scienze della Politica con indirizzo in Mass Media e Politica e ha conseguito nel 2026 un Master Internazionale in Didattica Inclusiva e Supporto Educativo, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie digitali (TIC) e ai bisogni educativi speciali (NEAE). Tale percorso formativo orienta una visione sistemica dei processi comunicativi, educativi e organizzativi, applicata sia in ambito consulenziale sia nella produzione culturale.

In ambito artistico, opera con lo pseudonimo di Jack Cardigan, sviluppando una produzione musicale riconducibile al cantautorato classico e alla scrittura per colonne sonore, in lingua italiana e siciliana. La sua discografia comprende numerosi brani pubblicati negli anni, tra cui UNLOCK, Tutto o niente, Gli anni addosso, In un clic, Occhi nuovi e Un palco acceso. Il singolo “CAMBIA” (2026) rappresenta un momento centrale del suo percorso, sintetizzando una ricerca tematica incentrata sul cambiamento individuale e collettivo.

Sul piano politico, Giacomo Palumbo è attivo nel MoVimento 5 Stelle. Nel settembre 2025 ha avanzato una proposta di linea politica alternativa rispetto alla guida di Giuseppe Conte, sostenendo un posizionamento più autonomo, caratterizzato dal distanziamento dal Partito Democratico e da un dialogo aperto con formazioni di centro, in una prospettiva di rinnovamento strategico del movimento.

Parallelamente, svolge attività di consulenza HR e di elaborazione saggistica, occupandosi di comunicazione, organizzazione e processi di inclusione. Gestisce inoltre il blog personale giacomopalumbo.blogspot.com, utilizzato come canale di approfondimento culturale, politico e sociale.

martedì 16 aprile 2024

Giacomo Palumbo al tuo servizio in Parlamento Europeo.


Giacomo Palumbo
al tuo servizio per rappresentarti in Parlamento Europeo. Ci metterò tutto l'impegno possibile per la nostra comunità. Ci metterò tutto l'ascolto possibile per portare avanti i nostri obiettivi. Ci metterò la massima trasparenza e il massimo impegno per un dialogo costruttivo, di pace e sempre aperto a nuovi confronti. Il mio sogno può diventare realtà, al meglio per rappresentare al meglio la collettività in Europa. #elezionieuropee2024 #giacomopalumbo #Movimento5Stelle #consultazione in rete degli iscritti il 18 aprile 2024.







domenica 4 febbraio 2024

Discorso pubblico e politico di un attivista del MoVimento al Signor Presidente Conte

Buongiorno a tutte e a tutti,

Sono Giacomo, Sono padre a e attivista dai tempi d’oro del MoVimento.

Entriamo nell’argomento! Senza troppi giri di parole Signor Presidente Conte.

Questa occasione di incontrarci è un’occasione direi unica per confrontarci Signor Presidente.

Sarò schietto, molto schietto in questo discorso e in queste parole: Cosa sta diventando il MoVimento 5 stelle?

Come facciamo a liberare le migliori energie di questa nazione, e garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza?

Se dal periodo post governo Conte due stiamo rinnegando noi stessi?

La democrazia diretta è un argomento di questi, per esempio.

Facciamoci un pochino di autocritica, autoreferenziale, noi l’11 dicembre scorso abbiamo votato per le restituzioni di milioni di euro.

Abbiamo scelto con un Si e con un No persone già selezionate da Lei Signor Presidente, De facto.

Io non ci sto a questa linea politica, vicino al campo progressista, nel centro sinistra non sanno neanche cos’è la democrazia diretta. Legga Leonello Zaquini oppure le nuove sfide della democrazia diretta dei professori Celotto e Pistorio, oppure Vaccaro.

Faccia buone letture su questi argomenti che in questo momento sfuggono alla linea di Roma.

Oggi non le nego che assomigliamo sempre più alla famosa Ditta! Diceva Bersani, di centro sinistra, io non ci sto. Signor Presidente.

Le chiedo cortesemente: Siamo veramente nel campo largo come ce lo ha descritto Lei in molti interventi Parlamentari? E come ce lo ha mostrato in questi suoi interventi?

Veramente vogliamo rappresentare la storia di qualche altro partito? Che fino all’altro ieri ci ha deriso, umiliato, sbeffeggiato?

Tra i quali quello di centro sinistra che ci ha puntato per anni sempre i fucili contro.

Non voglio fare il Talebano per carità o apparire attuatore di propositi da regimi oppressivi e dittatoriali. La legge elettorale, creata contro il nostro sistema di ragioni, la spinge verso i campi larghi.

Io mi oppongo a questa scelta.

Noi abbiamo già consolidato il passato con Alti Valori Morali e oltrepassato quelli “da mafia economica imprenditoriale e corruttibile” di alcuni vecchi esponenti politici.

Lei conosce il tema caldo dell’Antimafia sui territori dove la Mafia non credeva potesse arrivarci?

Alcuni stanno continuando a chiedersi dove fossero questi casi! Io ne leggo a migliaia sui giornali del “nord” Signor Presidente, stesso gioco, stesso metodo, stesso interesse.

Ricordo che nell’alto nome dei giudice Giovanni Falcone, se ne indirizzava il contenuto ideologico dimostrando che i lor Signori mafiosi puntano sempre ai soldi, industriale e nel cuore dei colletti bianchi: “inseguite il denaro e vi porterà alla sorgente del malaffare”.

Signor Presidente come facciamo a liberare le migliori energie di questa nazione, e garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza se Lei ci sta mettendo nell’angolo, noi attivisti non abbiamo più senso se Lei continua con questo percorso di “integralismo di sinistra” e rifiuta il passato e dove abbiamo riposto le scatolette di tonno.

Non siamo noi a doverci aprire a qualcuno, noi siamo quelli dei conti in ordine, del No al doppio mandato, sono gli altri a doversi aprire a noi.

L’Italia non vuole vedere scomparire una forza politica, Lei con questa strategia sta creando scenari più svariati, sta facendo parlare i media, ci sta facendo attaccare, per procacciarsi in un frangente politico, come se avesse già a conoscenza questa “escalation” di forze che remano contro, facendoci apparire deboli.

Noi, quelli del basso ci siamo, UNO ANCORA VALE UNO? Vogliamo contribuire a indirizzare le decisioni, e non farceli calare d’alto, da Roma, noi siamo quelli che possiamo indirizzare la politica verso una maggiore efficacia, verso le giuste risposte ambientalistiche, che cercano i cittadini onesti, togliendo dal tavolo ogni scenario di crisi.

Noi siamo quelli pragmatici e serve un’integrazione più efficace nell’affrontare le grandi sfide.

In vista anche delle amministrative e delle Europee.

Concludo dicendo che siamo Uniti nella diversità di vedute, Ante Litteram!

Questo non significa però che dobbiamo farci portatori di minoranze, portandoci all’estinzione, mi riferisco ai progetti autodistruttivi ed evidenti degli altri partiti.

Facciamo attenzione! Ciascuno porta con sé la propria identità politica.

Noi quella delle Stelle.

Il MoVimento porta con sé la propria bandiera.

Rifacciamone buon uso.

 

Grazie a tutti.


 

giovedì 1 aprile 2021

Metti un "MI FIDO" sulla App per sostenermi come attivista cinque stelle.

Tra le novità presentate dall’Associazione Rousseau c’è una nuova funzione che tutti gli attivisti iscritti alla piattaforma on-line potranno utilizzare: il tasto ‘mi fido’.

domenica 29 dicembre 2019

LISTA MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA - GIACOMO PALUMBO - CANDIDATO PRESIDENTE SIMONE BENINI. #scriviPalumbo

LISTA MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA CANDIDATO PRESIDENTE SIMONE BENINI.


CANDIDATO ALLA CARICA DI CONSIGLIERE REGIONALE 

GIACOMO PALUMBO


 34 anni (Blogger e Praticante Consulente del lavoro)

Sulla scheda elettorale scrivi Palumbo

SCRIVI PALUMBO E BARRA IL SIMBOLO DEL M5S.







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