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domenica 6 settembre 2026

Leader a confronto: idee, risultati e priorità da ripensare

Un incontro alla Festa dell’Unità di Borgo Panigale è stata l’occasione per confrontarsi, ascoltare e mettere a paragone idee e prospettive diverse.
Il confronto tra Giuseppe Conte e Jack Cardigan offre uno spunto interessante per guardare oltre le formule politiche del momento. Perché la politica non può essere soltanto una questione di alleanze e posizionamenti: deve tornare a parlare di idee, territori e persone.
Il cosiddetto “campo largo”, presentato per molto tempo come la strada obbligata per costruire un’alternativa, mostra tutte le sue difficoltà: alleanze fragili, identità differenti e una proposta che non sempre riesce a parlare con chiarezza ai cittadini.

La dirigenza Conte ha trasformato il Movimento 5 Stelle in un’appendice del Partito Democratico. La realtà dei numeri e dell'organizzazione oggi racconta di una leadership apparentemente incontrastata, ma la storia politica insegna che anche le strutture più blindate crollano quando una minoranza determinata dà voce al malcontento generale.

Io sono Giacomo Palumbo, noto a molti come Jack Cardigan. Non ho alle spalle correnti di apparato, pattuglie parlamentari o feudi territoriali. Nel primo turno per il Consiglio Nazionale nel novembre 2025 ho corso in Emilia-Romagna, arrivando fino alla soglia del secondo turno prima che il seggio andasse a Gaetano Pedullà. Quando nel settembre 2025 ho presentato la mia candidatura alla presidenza del Movimento, la mia non è stata una semplice corsa elettorale: è stata l'affissione di un manifesto di rottura radicale con la linea del "campo largo". Ho proposto il no all'alleanza strutturale con il PD, maggiore autonomia politica, un'apertura verso il centro — dialogando con forze come quelle di Matteo Renzi e Carlo Calenda —, una collocazione più moderata e l'abolizione del limite dei due mandati.

Non mi interessa battere Conte nell'immediato. La domanda vera non è se io possa diventare presidente domani, ma se si possa costruire dentro il M5S una corrente interna così forte da diventare indispensabile e ridefinire l'identità stessa del Movimento.

Guardo al "modello Salvini", non per condivisione ideologica, ma per metodo di ascesa politica. Matteo Salvini prese una Lega ridotta ai minimi termini e, conquistando prima una minoranza organizzata e poi costruendo una narrazione alternativa, ne trasformò l'identità fino a renderla una forza egemone. Treccani descrive la trasformazione della Lega salviniana proprio come una ristrutturazione di partito accompagnata da un forte rilancio comunicativo e da un riposizionamento politico che superò il vecchio bacino settentrionale. Io voglio fare qualcosa di analogo nel M5S: trasformare una minoranza interna in una forza capace di contendere al leader la definizione della nostra identità.

La nostra battaglia intercetta quattro forme precise di malcontento:

  1. Chi considera il subappalto culturale al PD un tradimento intollerabile.

  2. Gli attivisti che pretendono il ritorno a un M5S autonomo e trasversale.

  3. Chi vuole mettere al centro lavoro, economia, costo della vita, imprese e welfare concreto.

  4. Coloro che rifiutano l'appiattimento su una fisionomia esclusivamente di "sinistra progressista".

L'alleanza con il centrosinistra ha allontanato il Movimento dai suoi valori fondativi. Il mio obiettivo è recuperare tutti gli iscritti che se ne sono andati delusi. Non voglio fare una sterile opposizione "anti-Conte": voglio offrire un'idea alternativa di Movimento 5 Stelle.

La mia proposta parla di ritorno alle origini, ma senza nostalgia paralizzante. Quando propongo di superare il limite dei due mandati, dimostro di voler separare lo spirito originario — fatto di partecipazione, autonomia e lotta agli apparati — da regole rigide che oggi ne limitano la crescita politica. Serve una struttura più stabile per competere davvero.

So bene quali sono i miei limiti attuali. Salvini aveva alle spalle una storia di militanza e la macchina territoriale della Lega; io devo costruire questa rete passo dopo passo. Il mio prossimo obiettivo non è accumulare simpatizzanti occasionali, ma organizzare una comunità militante: attivisti motivati, amministratori locali, gruppi territoriali e una presenza costante nel dibattito interno. Dobbiamo presentare documenti politici chiari su economia, politica estera, Europa e lavoro.

Siamo di fronte a un bivio storico. Il Movimento 5 Stelle deve rassegnarsi a fare la spalla del PD o vuole tornare a essere un soggetto autonomo, trasversale e capace di parlare all'intero Paese?

Se la dirigenza Conte pensa che la mia candidatura del 2025 sia stata una parentesi, si sbaglia. È stato solo il primo atto. Se riusciremo a trasformare il dissenso diffuso in un consenso organizzato, la nostra componente diventerà determinante per votare gli organismi, decidere le alleanze e fissare la linea. Non mi interessa essere una comparsa controcorrente: voglio guidare chi crede in un altro Movimento. La svolta del M5S parte da qui.

E allora forse è arrivato il momento di porsi una domanda: il Movimento 5 Stelle deve continuare a inseguire gli equilibri delle alleanze o tornare a concentrarsi sulle proprie priorità?
Lavoro, ambiente, giustizia sociale, sostegno alle famiglie, partecipazione e tutela delle persone più fragili: temi che devono tornare al centro dell’agenda.

Il vero confronto tra leader non dovrebbe essere soltanto una questione di personalità o consenso. Dovrebbe essere soprattutto un confronto sulle idee, sulle priorità e sulla capacità di trasformarle in risultati concreti.
Forse il rilancio passa proprio da qui: meno tattica, più contenuti; meno formule, più identità; più ascolto dei territori e della base.

L’incontro di Borgo Panigale ci ricorda che il confronto, anche quando è franco e diretto, può essere il punto di partenza per ripensare il futuro.
Il Movimento 5 Stelle ha davanti una scelta importante: ritrovare le proprie priorità e costruire, a partire da quelle, la propria strada.

#FestaDellUnità #BorgoPanigale #Bologna #Movimento5Stelle #M5S #GiuseppeConte #JackCardigan #CampoLargo #Politica #Idee #Territorio #Partecipazione #GiustiziaSociale #Lavoro #Ambiente #Futuro #Confronto #Priorità #CambiareInsieme

giovedì 13 novembre 2025

L'investimento per il futuro parte dall'Unione Europea!

Vivere e lavorare in Europa significa far parte di una comunità forte, che ci offre opportunità uniche e una rete di sicurezza fondamentale.
Un Mercato Unico per Tutti: L'Unione Europea garantisce la libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali. Questo significa che le nostre imprese, dalle PMI alle più grandi, hanno accesso a un mercato di oltre 450 milioni di consumatori, facilitando la crescita, l'innovazione e la competitività globale.
Più Lavoro, Più Diritti: L'integrazione europea non è solo economia, è anche lavoro di qualità. L'UE fissa standard minimi per la sicurezza, le pari opportunità e la tutela dei lavoratori (come la settimana lavorativa massima e il diritto alle ferie retribuite). Inoltre, promuove la mobilità professionale e il riconoscimento delle qualifiche, aprendo le porte a nuove carriere in tutti i Paesi membri.
Investimenti nel Futuro: Strumenti come il Next Generation EU (PNRR) e i fondi strutturali sono la dimostrazione che l'Unione investe in noi: nella transizione verde e digitale, nell'istruzione e nella ricerca. Questi investimenti creano nuove opportunità di lavoro e rendono le nostre economie più resilienti e sostenibili.
I diritti dei lavoratori in Europa sono garantiti e promossi attraverso un quadro normativo complesso che si basa sui Trattati dell'UE, sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e su numerose Direttive europee che stabiliscono standard minimi validi in tutti gli Stati membri.
Queste norme mirano a garantire condizioni di lavoro eque, sicure e dignitose, sebbene i singoli Stati possano stabilire livelli di tutela più elevati.
La Transizione Verde è il processo necessario per trasformare la nostra economia in un modello sostenibile a impatto climatico zero (entro il 2050 in UE). Si basa sulla decarbonizzazione, cioè l'abbandono delle fonti fossili a favore delle energie rinnovabili e sull'adozione dei principi dell'economia circolare. Non è solo una sfida ambientale, ma una grande opportunità per l'Europa di creare innovazione, nuovi posti di lavoro "green" e migliorare la qualità della vita di tutti.

Giacomo Palumbo (Palermo, 3 novembre 1985), noto anche con lo pseudonimo artistico Jack Cardigan, è un cantautore, compositore, saggista, consulente HR e politico italiano. Il suo profilo professionale si caratterizza per un approccio interdisciplinare che integra competenze artistiche, analisi politica e progettazione educativa.

È laureato in Scienze della Politica con indirizzo in Mass Media e Politica e ha conseguito nel 2026 un Master Internazionale in Didattica Inclusiva e Supporto Educativo, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie digitali (TIC) e ai bisogni educativi speciali (NEAE). Tale percorso formativo orienta una visione sistemica dei processi comunicativi, educativi e organizzativi, applicata sia in ambito consulenziale sia nella produzione culturale.

In ambito artistico, opera con lo pseudonimo di Jack Cardigan, sviluppando una produzione musicale riconducibile al cantautorato classico e alla scrittura per colonne sonore, in lingua italiana e siciliana. La sua discografia comprende numerosi brani pubblicati negli anni, tra cui UNLOCK, Tutto o niente, Gli anni addosso, In un clic, Occhi nuovi e Un palco acceso. Il singolo “CAMBIA” (2026) rappresenta un momento centrale del suo percorso, sintetizzando una ricerca tematica incentrata sul cambiamento individuale e collettivo.

Sul piano politico, Giacomo Palumbo è attivo nel MoVimento 5 Stelle. Nel settembre 2025 ha avanzato una proposta di linea politica alternativa rispetto alla guida di Giuseppe Conte, sostenendo un posizionamento più autonomo, caratterizzato dal distanziamento dal Partito Democratico e da un dialogo aperto con formazioni di centro, in una prospettiva di rinnovamento strategico del movimento.

Parallelamente, svolge attività di consulenza HR e di elaborazione saggistica, occupandosi di comunicazione, organizzazione e processi di inclusione. Gestisce inoltre il blog personale giacomopalumbo.blogspot.com, utilizzato come canale di approfondimento culturale, politico e sociale.

martedì 21 ottobre 2025

Il (Sorprendente) Piano che ha Cambiato il M5S

Quello che è successo nel Movimento 5 Stelle è davvero incredibile.

All'inizio, il "leader" ha fatto di tutto per sembrare il più "grillino" di tutti, quasi più di Beppe Grillo. L'obiettivo era chiaro: conquistare la fiducia della base storica, quella che, come me, non avrebbe mai accettato un M5S diverso dalle origini. E, lo ammetto, ci è riuscito in pieno. Mi ha convinto.

Una volta ottenuta la massima fiducia, ha subito approfittato del momento per riscrivere lo Statuto del Movimento. Con le nuove regole, si è preso di fatto tutti i poteri, piazzando i suoi fedelissimi in ogni ruolo chiave, dall'Europa al Comune più piccolo. E io? Ero completamente "ubriaco" di entusiasmo e non me ne sono accorto.

Nella terza fase, ha iniziato a spostare il M5S sempre più a sinistra, corteggiando apertamente il PD. Risultato? Una serie di sconfitte elettorali piuttosto pesanti.


Dopo l'ultima batosta alle elezioni europee, invece di ammettere il fallimento e farsi da parte (come molti farebbero dopo una serie di errori così gravi), ha deciso di fare una mossa a sorpresa: lanciare un'assemblea costituente, senza consultare minimamente la base. In pratica, il problema non era lui, ma il Movimento stesso, che andava "riformato". 

Lo ha deciso lui per tutti noi. Poco prima dell'inizio di questo percorso, ha pubblicato un documento con tutte le regole e i passaggi. Tutto imposto dall'alto, senza un vero coinvolgimento. E in questi casi, le regole d'ingaggio sono fondamentali. Chi, come me, è stato un attivista della prima ora e conosce bene come funzionano la partecipazione interna, ha subito capito la manovra. Ho provato un senso di fastidio immediato. E avevo ragione!

Lo "stratega" ha colpito nel segno! Farà sembrare che le decisioni prese siano il frutto di una grande democrazia interna, ma in realtà è stata solo una ratifica di scelte già fatte. Queste scelte, spinte anche da alcune testate giornalistiche, sono state:

Eliminare la figura del Garante (Beppe Grillo).

Cancellare il limite dei due mandati.

Cambiare nome e simbolo del M5S.

Posizionarsi chiaramente a sinistra (un vero tradimento per un movimento nato "né di destra né di sinistra"). Dare il via libera alle alleanze "vecchio stile".

Grazie a questa assemblea pilotata, il leader ha la sua copertura. Non deve neanche esporsi in prima persona. Complimenti per la mossa. 

Ma qual era il vero scopo?

Secondo me, l'obiettivo finale era triplice: eliminare il fondatore "scomodo" Beppe Grillo, liberarsi degli attivisti storici che "rompono le scatole" e portare il Movimento nell'area progressista, sotto l'ala di partiti come quelli di Bonelli e Fratoianni.

Oggi, per come lo conoscevamo, il Movimento 5 Stelle dei Contiani è morto. 

Restano però le sue idee originali e la visione della politica in cui abbiamo creduto.

E ora? È presto per dirlo. C'è bisogno di tempo per capire cosa fare.



Intanto Beppe ha pagato il bollettino del sito https://www.movimento5stelle.it/

Vedremo in questi giorni. 

Giacomo Palumbo (Palermo, 3 novembre 1985), noto anche con lo pseudonimo artistico Jack Cardigan, è un cantautore, compositore, saggista, consulente HR e politico italiano. Il suo profilo professionale si caratterizza per un approccio interdisciplinare che integra competenze artistiche, analisi politica e progettazione educativa.

È laureato in Scienze della Politica con indirizzo in Mass Media e Politica e ha conseguito nel 2026 un Master Internazionale in Didattica Inclusiva e Supporto Educativo, con particolare attenzione all’integrazione delle tecnologie digitali (TIC) e ai bisogni educativi speciali (NEAE). Tale percorso formativo orienta una visione sistemica dei processi comunicativi, educativi e organizzativi, applicata sia in ambito consulenziale sia nella produzione culturale.

In ambito artistico, opera con lo pseudonimo di Jack Cardigan, sviluppando una produzione musicale riconducibile al cantautorato classico e alla scrittura per colonne sonore, in lingua italiana e siciliana. La sua discografia comprende numerosi brani pubblicati negli anni, tra cui UNLOCK, Tutto o niente, Gli anni addosso, In un clic, Occhi nuovi e Un palco acceso. Il singolo “CAMBIA” (2026) rappresenta un momento centrale del suo percorso, sintetizzando una ricerca tematica incentrata sul cambiamento individuale e collettivo.

Sul piano politico, Giacomo Palumbo è attivo nel MoVimento 5 Stelle. Nel settembre 2025 ha avanzato una proposta di linea politica alternativa rispetto alla guida di Giuseppe Conte, sostenendo un posizionamento più autonomo, caratterizzato dal distanziamento dal Partito Democratico e da un dialogo aperto con formazioni di centro, in una prospettiva di rinnovamento strategico del movimento.

Parallelamente, svolge attività di consulenza HR e di elaborazione saggistica, occupandosi di comunicazione, organizzazione e processi di inclusione. Gestisce inoltre il blog personale giacomopalumbo.blogspot.com, utilizzato come canale di approfondimento culturale, politico e sociale.

giovedì 18 settembre 2025

Presidenza del M5S più moderata con Giacomo Palumbo (Jack Cardigan)


La mia critica è proprio al fatto che la politica si sia polarizzata in schieramenti rigidi che non tengono conto delle singole idee. Il mio obiettivo non è formare un'alleanza di comodo, ma promuovere un dibattito basato sui contenuti, non sulle etichette. La mia nostalgia per il "MoVimento delle origini" non è per le figure politiche del passato, ma per l'idea originale di superare gli schieramenti destra-sinistra. L'idea di un movimento civico e non partitico che si batteva per la trasparenza, la partecipazione e la lotta agli sprechi. Questo spirito è stato tradito dal posizionamento ideologico e dall'ingresso in coalizioni precostituite.
Ho grande rispetto per tutti gli attivisti, vecchi e nuovi. Ma ciò non mi impedisce di criticare la direzione che ha preso il Movimento. Mi rammarico che il MoVimento abbia sacrificato la sua vocazione originaria per una collocazione partitica.
Quando parlo di un linguaggio politico più pulito e moderato, non intendo censurare il dissenso. Al contrario, voglio che il dissenso sia espresso in modo costruttivo e rispettoso. La mia idea è che si possa non essere d'accordo senza insultarsi o denigrare l'avversario. Il mio invito è a guardare oltre le etichette, sono una persona che vuole riportare la politica a un livello più alto, dove le idee contano più delle alleanze.

mercoledì 17 settembre 2025

Dagospia parla di Jack Cardigan

Preferisco che a parlare siano i fatti e i progetti. La mia posizione non è ambigua, ma chiara: il mio obiettivo è costruire soluzioni, non alleanze di convenienza.
La nostra proposta si concentra su obiettivi precisi e realizzabili.
Non siamo interessati a posizionamenti ideologici predefiniti, ma a un approccio pragmatico che risponda alle esigenze concrete dei cittadini.
Questo significa che siamo aperti a confrontarci con chiunque condivida i nostri stessi valori e l'impegno per il bene comune, ma senza sacrificare i nostri principi o la nostra indipendenza per mere logiche di schieramento. E il centro sinistra non è il nostro posizionamento.
Ti invito a valutare le nostre idee. Perché è già parte del futuro.
Vogliamo riformare la pubblica amministrazione, investire nell'innovazione, e liberare le energie migliori del nostro Paese. È su questi temi che vorrei si concentrasse il dibattito, non su inutili definizioni.



Jack Cardigan è lo pseudonimo di Giacomo Palumbo, un cantautore siciliano trapiantato a Bologna, noto anche per il suo attivismo politico nel Movimento 5 Stelle. 
Recentemente, ha fatto parlare di sé per la sua candidatura alla presidenza del Movimento 5 Stelle, in contrapposizione a Giuseppe Conte, e per le sue posizioni politiche, che propongono una svolta al centro e una collaborazione con figure come Matteo Renzi e Carlo Calenda. 
Alcuni aspetti chiave della sua identità e attività sono:
Cantautore: Ha pubblicato diversi brani, anche su piattaforme come YouTube, dove ha condiviso video musicali. I suoi testi affrontano spesso temi personali, come l'elaborazione del lutto, e questioni sociali.
Attivista politico: È attivo nel Movimento 5 Stelle da diversi anni, partecipando ai Meet-up in varie località della Sicilia e poi in Emilia-Romagna, dove si è candidato alle elezioni regionali del 2020.
Sfida a Conte: Nel settembre 2025, la sua candidatura alla presidenza del M5S ha attirato l'attenzione dei media, diventando uno dei principali sfidanti di Conte.
Posizioni politiche: Ha sostenuto la necessità per il Movimento 5 Stelle di abbandonare l'alleanza con il Partito Democratico e di guardare al centro, proponendo un dialogo con altre forze politiche.




martedì 16 aprile 2024

Giacomo Palumbo al tuo servizio in Parlamento Europeo.


Giacomo Palumbo
al tuo servizio per rappresentarti in Parlamento Europeo. Ci metterò tutto l'impegno possibile per la nostra comunità. Ci metterò tutto l'ascolto possibile per portare avanti i nostri obiettivi. Ci metterò la massima trasparenza e il massimo impegno per un dialogo costruttivo, di pace e sempre aperto a nuovi confronti. Il mio sogno può diventare realtà, al meglio per rappresentare al meglio la collettività in Europa. #elezionieuropee2024 #giacomopalumbo #Movimento5Stelle #consultazione in rete degli iscritti il 18 aprile 2024.







domenica 4 febbraio 2024

Discorso pubblico e politico di un attivista del MoVimento al Signor Presidente Conte

Buongiorno a tutte e a tutti,

Sono Giacomo, Sono padre a e attivista dai tempi d’oro del MoVimento.

Entriamo nell’argomento! Senza troppi giri di parole Signor Presidente Conte.

Questa occasione di incontrarci è un’occasione direi unica per confrontarci Signor Presidente.

Sarò schietto, molto schietto in questo discorso e in queste parole: Cosa sta diventando il MoVimento 5 stelle?

Come facciamo a liberare le migliori energie di questa nazione, e garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza?

Se dal periodo post governo Conte due stiamo rinnegando noi stessi?

La democrazia diretta è un argomento di questi, per esempio.

Facciamoci un pochino di autocritica, autoreferenziale, noi l’11 dicembre scorso abbiamo votato per le restituzioni di milioni di euro.

Abbiamo scelto con un Si e con un No persone già selezionate da Lei Signor Presidente, De facto.

Io non ci sto a questa linea politica, vicino al campo progressista, nel centro sinistra non sanno neanche cos’è la democrazia diretta. Legga Leonello Zaquini oppure le nuove sfide della democrazia diretta dei professori Celotto e Pistorio, oppure Vaccaro.

Faccia buone letture su questi argomenti che in questo momento sfuggono alla linea di Roma.

Oggi non le nego che assomigliamo sempre più alla famosa Ditta! Diceva Bersani, di centro sinistra, io non ci sto. Signor Presidente.

Le chiedo cortesemente: Siamo veramente nel campo largo come ce lo ha descritto Lei in molti interventi Parlamentari? E come ce lo ha mostrato in questi suoi interventi?

Veramente vogliamo rappresentare la storia di qualche altro partito? Che fino all’altro ieri ci ha deriso, umiliato, sbeffeggiato?

Tra i quali quello di centro sinistra che ci ha puntato per anni sempre i fucili contro.

Non voglio fare il Talebano per carità o apparire attuatore di propositi da regimi oppressivi e dittatoriali. La legge elettorale, creata contro il nostro sistema di ragioni, la spinge verso i campi larghi.

Io mi oppongo a questa scelta.

Noi abbiamo già consolidato il passato con Alti Valori Morali e oltrepassato quelli “da mafia economica imprenditoriale e corruttibile” di alcuni vecchi esponenti politici.

Lei conosce il tema caldo dell’Antimafia sui territori dove la Mafia non credeva potesse arrivarci?

Alcuni stanno continuando a chiedersi dove fossero questi casi! Io ne leggo a migliaia sui giornali del “nord” Signor Presidente, stesso gioco, stesso metodo, stesso interesse.

Ricordo che nell’alto nome dei giudice Giovanni Falcone, se ne indirizzava il contenuto ideologico dimostrando che i lor Signori mafiosi puntano sempre ai soldi, industriale e nel cuore dei colletti bianchi: “inseguite il denaro e vi porterà alla sorgente del malaffare”.

Signor Presidente come facciamo a liberare le migliori energie di questa nazione, e garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza se Lei ci sta mettendo nell’angolo, noi attivisti non abbiamo più senso se Lei continua con questo percorso di “integralismo di sinistra” e rifiuta il passato e dove abbiamo riposto le scatolette di tonno.

Non siamo noi a doverci aprire a qualcuno, noi siamo quelli dei conti in ordine, del No al doppio mandato, sono gli altri a doversi aprire a noi.

L’Italia non vuole vedere scomparire una forza politica, Lei con questa strategia sta creando scenari più svariati, sta facendo parlare i media, ci sta facendo attaccare, per procacciarsi in un frangente politico, come se avesse già a conoscenza questa “escalation” di forze che remano contro, facendoci apparire deboli.

Noi, quelli del basso ci siamo, UNO ANCORA VALE UNO? Vogliamo contribuire a indirizzare le decisioni, e non farceli calare d’alto, da Roma, noi siamo quelli che possiamo indirizzare la politica verso una maggiore efficacia, verso le giuste risposte ambientalistiche, che cercano i cittadini onesti, togliendo dal tavolo ogni scenario di crisi.

Noi siamo quelli pragmatici e serve un’integrazione più efficace nell’affrontare le grandi sfide.

In vista anche delle amministrative e delle Europee.

Concludo dicendo che siamo Uniti nella diversità di vedute, Ante Litteram!

Questo non significa però che dobbiamo farci portatori di minoranze, portandoci all’estinzione, mi riferisco ai progetti autodistruttivi ed evidenti degli altri partiti.

Facciamo attenzione! Ciascuno porta con sé la propria identità politica.

Noi quella delle Stelle.

Il MoVimento porta con sé la propria bandiera.

Rifacciamone buon uso.

 

Grazie a tutti.


 

giovedì 11 agosto 2022

Elezioni politiche 2022 - Giacomo Palumbo - Movimento Cinque stelle


Candidatura per le elezioni politiche 2022

Ringrazio i tanti amici e colleghi che mi hanno esortato a sottoporre la mia #candidatura, per le prossime elezioni. 
Ne sono lusingato e credo sia un apprezzamento al lavoro svolto, in maniera coerente, in tanti anni. 
A Voi dico ciò che ho già detto a loro: #iocisono e ci sarò.
Ci sono stato per il #M5S ininterrottamente e ci sarò ancora, comunque vadano queste elezioni. 
Perché mi candido: 
perché stiamo facendo una rivoluzione che sta cambiando il Paese, tutto questo per le generazioni future. 
Avere l'opportunità di dare un contributo a questo cambiamento è il più grande privilegio che si possa avere. Io ci ho creduto da subito e la visione e l'apporto democratico e civile, diretto, è incredibilmente cresciuto. 
Oggi, politica a parte, oltre a fare il papà di due meravigliose bambine, mi occupo di gestione aziendale, di diritto del lavoro e di gestione delle risorse umane.

Nella mia valutazione riformista e sociale ho in serbo (sviluppate negli incontri con amici attivisti e non e nei tavoli di lavoro con più gruppi di lavoro, anche del mondo universitario) tantissime idee da proporre nei settori dello spettacolo, nel campo della cultura sociale, e meno importante nelle riforme di snellimento delle procedure di gare del settore edile e dei suoi contratti. 
A voi valutare se possa essere utile al Movimento - in questa fase non certo facile - la mia candidatura. Metto sul piatto il mio contributo di #coerenza, forse anche qualche #competenza maturata negli anni, sicuramente tanta #passione. 
Comunque vada, andiamo avanti a testa alta ed in alto i cuori. 
Siamo noi che ci siamo schierati dalla parte giusta della storia e sarà la storia a darcene ragione.

giovedì 1 aprile 2021

Metti un "MI FIDO" sulla App per sostenermi come attivista cinque stelle.

Tra le novità presentate dall’Associazione Rousseau c’è una nuova funzione che tutti gli attivisti iscritti alla piattaforma on-line potranno utilizzare: il tasto ‘mi fido’.

domenica 9 agosto 2020

I pro e i contro del taglio dei parlamentari. #iovotoSì

 TAGLIO PARLAMENTARI

 

La legge per il taglio del numero dei parlamentari (approvata in via definitiva l’8 ottobre 2019) è passata con una maggioranza schiacciante. Fortemente voluta dal MoVimento ha raccolto in ultima lettura – infatti – 553 sì, 14 no e 2 astenuti. All’epoca hanno votato a favore le forze di maggioranza (M5s, Pd, Italia Viva, Leu) ma anche le forze di opposizione (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia), anche se con alcuni distinguo personali al loro interno, più alcuni deputati del gruppo Misto.

Un percorso lungo (ci sono voluti 4 passaggi tra Camera e Senato come prevede la legge trattandosi di una riforma costituzionale) ma che per il MoVimento rappresenta l’affermazione di uno dei principi fondanti. Con il passaggio della legge (riforma Fraccaro) cambia completamente il numero dei rappresentanti dei cittadini tra Camera e Senato.

Come ha sottolineato il Ministro Federico D’Incà: “L’Italia si metterà al passo con gli altri paese europei.  La Germania e la Francia hanno un parlamentare ogni 117mila abitanti, 102mila il Regno Unito. Con questa riforma l’Italia passerà da 1 parlamentare ogni 64mila abitanti a 1 ogni 101mila.

Non sarà affatto un salto nel buio. La riforma sarà seguita da una efficiente legge elettorale rappresentativa di tutte le anime del Paese. La riduzione dei seggi non riguarderà solo i piccoli partiti, riguarderà tutti indistintamente. Sarà dato un ruolo maggiore alle Regioni (peraltro già previsto dalla Costituzione) i cui delegati nei collegi elettorali che dovranno votare per la Presidenza della Repubblica – ad esempio - passeranno dal 5,8 all'8,8%. Saranno snelliti i tempi parlamentari con una vicinanza maggiore tra eletti e elettori. Quando è stata scritta la Costituzione non c’era alcuna indicazione su quanti dovessero essere i parlamentari. Erano diversi i tempi e le dinamiche politiche. Oggi un eletto ha diversi modi per tenersi in contatto col proprio territorio.

Eviteremo che i big possano candidarsi in più liste e in più regioni. Berlusconi eletto in Molise alcuni anni fa ne è l’esempio più lampante. Quante volte avrà visto gli elettori molisani?

Ecco il taglio dei parlamentarie la successiva legge elettorale va esattamente in quella direzione: PIU’ RAPPRESENTATIVITA’ REALE E EFFICIENZA DELLA POLITICA DEL TERRITORIO, con una maggiore selezione dei rappresentanti in Parlamento

 

 Il capo politico Vito Crimi ha ribadito con forza il senso della riforma: “È un'occasione straordinaria per ridurre i costi della politica e per rendere più efficiente il nostro Parlamento, quel Parlamento che ogni giorno qualcuno tenta di svilire con i propri vergognosi comportamenti. E questa occasione non possiamo perderla".

 

 Il Ministro degli Esteri Di Maio, infine, proprio nei giorni scorsi ha sottolineato come questa riforma rappresenti un passo di civilità, un passo verso il cambiamento del Paese. “Si è arrivati al Referendum con l’ultimo voto UNANIME alla Camera. E’ una grande opportunità e soprattutto non è la fine di un percorso ma è l’inizio”

Non dobbiamo guardare alla quantità ma alla qualità.

  PRO:

 

·        L’obiettivo è duplice: da un lato favorire un miglioramento del processo decisionale delle Camere per renderle più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini e dall'altro ridurre il costo della politica (con un risparmio stimato di circa 500 milioni di euro in una Legislatura).

·        La riforma consentirà all'Italia di allinearsi al resto d’Europa: l’Italia, infatti, è il paese con il numero più alto di parlamentari direttamente eletti dal popolo (945); seguono la Germania (circa 700), la Gran Bretagna (650) e la Francia (poco meno di 600).

·         La riduzione del numero dei parlamentari entrerà in vigore dall'inizio della prossima Legislatura e richiederà un modestissimo adeguamento della legislazione elettorale senza alcuna alterazione del sistema elettorale vigente.

  


SPUNTI COMUNICATIVI:

·         Non riduciamo la rappresentatività ma spingiamo i partiti, i movimenti a fare una selezione maggiore dei candidati

·         Efficienza dei lavori perché andiamo a incidere sui regolamenti di camera e senato e anche quello che riguarda le commissioni

·         Otterremo un risparmio per le casse dello Stato. Non tagliamo la democrazia ma più efficienza. Fino a 100 milioni all'anno, 300 mila al giorno.

·         La politica deve dare un segnale: lavorare meglio spendendo meno

·         Restituiamo la politica ai cittadini. La politica non è una professione è una passione, non sono i numeri a fare una classe politica ma la capacità di servire e di farsi da parte quando l’esperienza finisce

·         Il No al Referendum è solo il bieco tentativo di salvarsi la poltrona all’ultimo minuto

·         La democrazia è salva. Il presidio del territorio dei parlamentari continuerà e sarà migliore rispetto al passato. Oggi, con le nuove tecnologie, è possibile raggiungere un numero maggiore di persone e raccontare quello che facciamo per loro in Parlamento

·         Meno parlamentari più elettori: una classe politica più snella, che costa meno ai cittadini, li riavvicina alle istituzioni e può contribuire a far aumentare la partecipazione al voto

·         Se ne parlava da 40 anni, ci voleva l’arrivo del MoVimento 5 Stelle al governo per fare una riforma che taglia gli sprechi e snellisce la burocrazia del Paese

·         La riforma non la vogliono quelli che sono attaccati alla poltrona, e sono gli stessi che 10 anni anni fa votavano per il taglio dei parlamentari. Cosa è cambiato?

·         Finalmente avremo un funzionamento più efficiente della democrazia parlamentare

·         I risparmi saranno tutti restituiti ai cittadini con maggiori investimenti su asili, scuole e tanto altro

·         Con questa riforma ci allineiamo al resto dei paesi europei dove non c’è bisogno di un alto numero di parlamentari per rappresentare gli interessi dei cittadini

·         In questo modo ci saranno governi più stabili che potranno portare a termini gli obiettivi utili al Paese

 

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RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI E REFERENDUM CONFERMATIVO

  

Lo scorso 8 ottobre 2019 abbiamo vissuto una giornata storica perché alla Camera è stata definitivamente approvata la riforma che porta i senatori da 315 a 200 e i deputati da 630 a 400. Si passerà dunque da 945 a 600 parlamentari, portavoce del popolo, con un risparmio di 500 milioni in 5 anni, un miliardo in 10 anni e circa 300.000 euro al giorno.

Abbiamo scritto una pagina di storia, realizzando una riforma promessa 40 anni fa da quasi tutte le forze politiche.

Sono tanti gli aspetti positivi di questa riforma storica: rendere le istituzioni più efficienti e tagliare i costi della politica.

Tuttavia, c’è chi, come la Lega, non vuole rinunciare alla propria poltrona, anzi: prima vota a favore per ben 4 volte la legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, e poi raccoglie le firme al Senato per indire un referendum contro il taglio dei parlamentari.

Il Consiglio dei Ministri, ha stabilito che il 29 marzo 2020 si terrà il referendum confermativo, dopo il sì da parte della Cassazione sulla legittimità della richiesta. Noi siamo pronti per la nostra campagna in favore di una legge in cui abbiamo sempre creduto, perché questa riforma serve agli italiani e al Parlamento, che diventerà anche più efficiente nel rispondere alle istanze dei cittadini.

Vedremo chi avrà il coraggio di dire che mille parlamentari sono necessari. Se anche Salvini difenderà il taglio dei parlamentari, bisognerà chiedergli perché allora ha fatto sborsare agli italiani 300 milioni di euro per un referendum.

 

SPUNTI COMUNICATIVI

 

-Ne parlava D’Alema nel 96, ma alla fine c’è voluto il Movimento 5 Stelle per portare a casa questo risultato, con un risparmio notevole in termini anche economici.

 -In 10 anni il taglio dei parlamentari può far risparmiare 1 miliardo di euro alle casse dello Stato.

 -Forse la notizia più importante è che una forza politica mantiene un’altra promessa. E che in Italia, finalmente, ci sono politici che lavorano per ridurre le poltrone e non per aumentarle.

 -Questa è la migliore risposta a tutti coloro che ci accusano di volere mantenere la poltrona.

  

GLI OBIETTIVI

Semplificare, rendere il Parlamento più efficiente, favorire la partecipazione delle persone alla vita politica e la democrazia diretta, migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni, creare trasparenza, risparmiare ed eliminare sprechi che allontanano lo Stato dai bisogni delle persone: sono questi gli obiettivi principali di questa riforma.

 

UN METODO NUOVO

 

NO ALLE "GRANDI RIFORME"

La Costituzione è la pietra angolare su cui si fonda la nostra democrazia.

Abbiamo sempre rifiutato la logica delle grandi riforme che sconvolgono le regole che sono di tutti a beneficio di una parte sola, intervenendo sulla macchina dello Stato in modo confuso, con risultati pessimi (pensiamo all’ultimo tentativo di stravolgimento della Costituzione ad opera di Renzi-Boschi-Verdini, per fortuna bocciato sonoramente dagli italiani nel referendum del 2016).

Per questo abbiamo pensato a un programma di innovazioni mirate che possano produrre cambiamenti radicali, senza distruggere le garanzie a tutela di tutti e senza complicare inutilmente i processi amministrativi.

Le riforme "omnibus" danno luogo a quesiti che impongono al cittadino di accettare tutto o lasciare tutto. Sempre pensando alla riforma costituzionale di Renzi, c’era un aspetto positivo nell’abolizione di un Ente inutile come il CNEL, in mezzo a tantissimi aspetti pessimi. Anche per questo ci siamo opposti a quella riforma, che seguiva la falsariga di quanto già aveva prospettato il Governo Berlusconi nel 2006. Il popolo italiano ci ha dato ragione: come il referendum del 2006 aveva respinto la proposta di Berlusconi, così il 4 dicembre 2016 è stata respinta quella di Renzi.

Il Movimento 5 Stelle ha nel suo DNA la democrazia diretta! Affinché il referendum popolare possa davvero esprimere la volontà dei cittadini, occorre che la proposta sia chiara, univoca e circoscritta. In questo modo il cittadino può scegliere consapevolmente con un SI o un NO al referendum per ciascuna modifica proposta.

 I vantaggi di questa scelta sono molteplici:

 

  1. Più cittadini, meno onorevoli: ridurre il numero delle poltrone non significa diminuire i nostri rappresentanti, bensì ottimizzare la presenza dei parlamentari, creare maggiore trasparenza e maggiore responsabilità, migliorando il rapporto tra cittadini e Istituzionie.

 

  1. Risparmio: il taglio delle poltrone costituisce un risparmio notevole per lo Stato, che in cifre dovrebbe corrispondere a 100 milioni l’anno, ossia circa 300 mila euro al giorno. Ridurre i costi della politica resta uno dei principali obbiettivi del Movimento.

 

  1. Decisioni più veloci: le decisioni si prendono più facilmente se si è numericamente in meno, anche per quanto riguarda la presentazione di proposte di legge ed emendamenti. Esempi di provvedimenti rimasti arenati perché mancava un accordo e a causa di un surplus di emendamenti ce ne sono a bizzeffe.

 

  1. Riallineamento con l’Unione Europea:

Attualmente il Parlamento italiano è quello con più membri in UE. Tagliando ci rimettiamo in linea con gli standard europei.

 

•          Italia 945 membri

•          Regno Unito 650 membri

•          Francia 577 membri

•          Germania circa 700 membri

•          Spagna 558 membri

•          Stati Uniti 535 membri

 

Qual è lo spirito di questo provvedimento?

Il Movimento 5 Stelle può fare una richiesta come l’eliminazione di 345 poltrone perché non ha paura di perderle, le poltrone. Ci vogliamo avvicinare sempre più ad Istituzioni più sobrie ed efficienti.

  

AUDIZIONI DI COSTITUZIONALISTI A FAVORE DEL TAGLIO – PERCHE’ VOTARE SI’?

 

¨       A meno parlamentari corrisponderanno anche meno gruppi politici. Oggi sembra che il numero dei gruppi parlamentari che si creano tenda ad aumentare sempre di più, comportando una forte frammentazione. E questo sicuramente non fa bene al buon andamento di un'assemblea parlamentare (VALERIO ONIDA, Presidente emerito della Corte costituzionale);

¨       Ci sarà un miglioramento del lavoro in Commissione con la riduzione di un terzo, viene meno un terzo del lavoro, che oggi non sempre è un lavoro di qualità, ma è un lavoro di quantità (GIAMPIERO DI PLINIO, Professore di istituzioni di diritto pubblico presso l'Università di Chieti e Pescara);

¨       Con la riduzione del numero di parlamentari non ci sarà una diminuzione del collegamento con il territorio: quando i nostri padri costituenti stabilirono che ci voleva un deputato ogni 80 mila cittadini, avevano in mente un deputato che usciva di casa, andava sul palco in piazza nel suo comune, faceva il giro, faceva i comizi, e poi ogni settimana riceveva decine di lettere, con la posta dell'epoca, e qualche telefonata. Oggi, grazie all'evoluzione tecnologica questi problemi non ci sono più (GIAMPIERO DI PLINIO);

¨       C'è chi contesta la riduzione del numero dei parlamentari dicendo che l'aumento del collegio aumenterebbe le spese elettorali: in realtà le spese diminuiranno principalmente per ragioni tecnologiche, e comunque si può mettere il tetto (GIAMPIERO DI PLINIO);

¨       Dal taglio delle poltrone conseguirà una selezione di parlamentari più di qualità:
se si riduce il numero, si “spiazzano” i partiti. I partiti, di fronte a una riduzione del numero sono costretti a selezionare i migliori (nei territori, a livello nazionale). (GIAMPIERO DI PLINIO);

¨       Se noi riduciamo i componenti, aumentano l'importanza, il prestigio, l'autorevolezza e forse anche il senso di responsabilità nell'esercizio del mandato. Vale comunque sempre la regola per la quale l'autorevolezza si conquista prima di tutto con il proprio comportamento, il proprio stile e così via (GIAMPIETRO FERRI, Professore di diritto costituzionale presso l'Università di Verona);

¨       Non è vero che si creerebbe un problema di rappresentanza: sono proprio mutate in questi settant’anni le ragioni sociali, culturali, economiche e politiche che giustificarono allora una così capillare e diffusa rappresentanza. Con la riforma ogni deputato andrebbe a rappresentare circa 150.000 abitanti e un senatore circa 300.000. Basti considerare le nuove forme di comunicazione che dal 1948 a oggi sono intervenute.

Giudizio positivo sia sul tema della riduzione dei parlamentari, sia sul fatto che si riparta con dei procedimenti puntuali e non con riforme organiche della Costituzione, di cui il nostro Paese non ha bisogno (GINEVRA CERRINA FERONI, Professoressa di diritto pubblico comparato presso l’Università di Firenze);

¨       Strettamente connessa è la questione della legge elettorale, perché quella in vigore è altamente compatibile con una riduzione drastica del numero dei parlamentari. Quindi è ALTAMENTE APPREZZABILE che sia stato presentato in parallelo il disegno di legge n. 881 per assicurare l’applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dalle leggi elettorali) (FELICE BESOSTRI, avvocato, docente di diritto pubblico comparato, ex senatore);

¨       Il caso Svezia (uno Stato sicuramente efficiente, democratico e sociale) è interessante: se tenessimo lo stesso rapporto tra deputati e popolazione dovremmo avere un parlamento monocamerale di 2.114 membri, quindi più del doppio del nostro bicamerale di 945 membri elettivi. Questo esempio svedese è la dimostrazione che la discussione su monocameralismo e bicameralismo non è di alcuna utilità per la riduzione del numero dei parlamentari (FELICE BESOSTRI).

 

 LA NOSTRA POSIZIONE

 

POST SUL BLOG DELLE STELLE

(28 gennaio)

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la data del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, che ora dovrà essere indetto dal Presidente Mattarella. Il giorno individuato è il 29 marzo: a meno di 6 mesi dall’approvazione definitiva della riforma da parte del Parlamento la parola finale passa ai cittadini. Sarà una grande pagina di democrazia.

Abbiamo ascoltato per oltre trent’anni i partiti promettete invano di ridurre i parlamentari. Il M5S è passato ai fatti riuscendo a portare il taglio fino alla votazione finale e a trovare la convergenza quasi unanime di tutte le forze politiche. La Lega ha preferito mettere fine ad un’esperienza di Governo per tentare di affossare la riforma mentre il M5S ha posto la sua approvazione come conditio sine qua non per la nascita del nuovo Esecutivo. È stato un lavoro complesso e faticoso ma, dopo quattro letture nei due rami del Parlamento, abbiamo mantenuto la nostra promessa.

Ora sul taglio dei parlamentari manca solo il voto dei cittadini, per noi la consultazione popolare è sacrosanta ma è paradossale che venga proposta da chi ha votato questa riforma. Vorrà dire che saremo nelle piazze a sostenere il Sì al referendum: dovrete essere voi a decidere se volete che l’Italia abbia ancora il più alto numero di rappresentanti direttamente eletti d’Europa o se invece il nostro Parlamento dovrà diventare più moderno, snello ed efficiente. La domanda quindi è semplice: si tratta di confermare o meno il taglio di 345 parlamentari. Il 29 marzo decideranno gli italiani.


(11 gennaio)

“Lo sapevamo. Pur di mantenere le poltrone intatte il sistema avrebbe fatto di tutto, ed oggi ne abbiamo la riprova.

I vecchi partiti serrano i ranghi e si ritrovano in Cassazione per depositare le firme dei parlamentari necessarie per la richiesta di referendum. Sono 71 le firme raccolte: ben 7 in più del numero minimo richiesta di 64. Auguri!

 Tra loro ci sono tanti berlusconiani, come Schifani, Cangini, Caliendo. Ma anche alcuni senatori del PD e renziani e, dulcis in fundo, addirittura sei leghisti. Avete capito bene: il partito di Salvini, dopo aver votato favorevolmente per ben quattro volte in Parlamento al taglio delle poltrone, fa retromarcia. Alla faccia della coerenza. Non riescono proprio a resistere alla voglia di tenersi strette le poltrone.

Per il MoVimento 5 Stelle ogni referendum, ogni occasione in cui il popolo può far sentire la propria voce, è sacro.

Dovranno spiegarci però perché dovremmo mantenere 345 parlamentari – con i loro stipendi che oscillano tra i 12 e i 15 mila euro al mese – in più rispetto a quanti ne avremmo con il TagliaPoltrone.

Dovranno spiegarci perché dovremmo mantenere il Parlamento con il più alto numero di eletti in Europa.

Dovranno spiegarci perché gli italiani dovrebbero dire di NO al risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura: parliamo di 100 milioni di euro all'anno, 300 mila euro al giorno! Soldi che potrebbero essere investiti in strade, ospedali, scuole, sicurezza.

Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato per far esprimere direttamente i cittadini e per proporre referendum popolari. E adesso i cittadini avranno il potere di mandare a casa poltrone, privilegi, doppi stipendi e politici e dimezzare la casta.

Noi non vediamo l’ora di iniziare questa campagna referendaria per confermare il taglio dei parlamentari.

Gli italiani sapranno scegliere nel migliore dei modi!

 

(25 settembre)

Il taglio di 345 poltrone finalmente andrà in Aula. È stato calendarizzato il 7 ottobre, mancano 10 giorni ad una riforma epocale che tutti avevano promesso e nessuno ha mai fatto.

Solo grazie alla determinazione del MoVimento 5 Stelle tra poco più di una settimana taglieremo 345 parlamentari per un risparmio per le casse dello Stato di mezzo miliardo di euro a legislatura.

Sono 40 anni che sentiamo parlare di questa riforma che finalmente diventerà realtà: a qualcuno che ha avuto il coraggio di accusarci di essere “il Governo delle poltrone”, noi rispondiamo tagliandone 345. Parliamo di 345 stipendi d’oro, compresi benefit, indennità e diarie, che toglieremo dal groppone degli italiani che per troppi anni hanno dovuto sorreggere i privilegi della Casta.

Tutti volevano il taglio dei parlamentari eppure, dal 1983, ben 7 tentativi sono miseramente falliti.

Ci provò per prima la Commissione Bozzi: non iniziarono neanche la discussione. Poi fu la volta della Bicamerale De Mita-Iotti ma la fine anticipata della legislatura bloccò ogni progetto. Ci riprovò la Commissione D’Alema ma centrodestra e centrosinistra, guarda caso, non si misero d’accordo. Poi ci fu il fallimento della cosiddetta “devolution” del centrodestra (2006), il naufragio della bozza Violante e lo stop alla Camera del disegno di legge parlamentare del 2012. Sul referendum di Renzi del 2016 hanno parlato gli italiani.

Sette buchi nell'acqua contraddistinti da una caratteristica comune: la Casta che salva sé stessa. Nessuno ha mai avuto davvero il coraggio di farlo!

Siamo da poco più di un anno al Governo e abbiamo già:

  • abolito i vitalizi agli ex parlamentari e ai consiglieri regionali;
  • tagliato le pensioni d’oro;
  • restituito oltre 100 milioni di euro finanziando il micro-credito e dando una mano alle popolazioni colpite da calamità naturali.

 

*RIFORME: FRACCARO, 'TAGLIO PARLAMENTARI STORICO, PASSIAMO AI FATTI'* =

Roma, 25 set. (AdnKronos) - ''Il taglio dei parlamentari sarà in Aula alla Camera il 7 ottobre per l'approvazione definitiva: segnate la data sul calendario perché quello sarà il giorno in cui manterremo la nostra promessa di varare una riforma storica, dimostrando così che i bisogni del Paese vengono prima delle poltrone. È da trent'anni che tutte le forze politiche dicono di voler ridurre il numero di deputati e senatori: ora passiamo dalle parole ai fatti''. Lo scrive su Facebook il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. ''Sono orgoglioso di aver seguito, da ministro, l'iter di una riforma che abbiamo portato avanti per rendere il Parlamento più efficiente e in grado di rispondere meglio alle istanze dei cittadini. Abbiamo ottenuto - aggiunge - l'appoggio quasi unanime delle forze politiche perché è chiaro a tutti che istituzioni più snelle possono lavorare meglio. Manca solo un passaggio perché la riforma sia realtà, consentendoci così di risparmiare ben 500 milioni di euro ogni legislatura. Il taglio dei parlamentari sarà il primo atto politico forte di questa maggioranza il cui obiettivo sarà - conclude Fraccaro - mettere da parte gli slogan e dimostrare, con i risultati concreti, che ora al centro ci sono gli interessi dei cittadini. È un nuovo inizio per l'Italia''.

 

 

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