.
Visualizzazione post con etichetta Diritto penale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Diritto penale. Mostra tutti i post
martedì 19 maggio 2020
venerdì 7 agosto 2015
Giacomo Palumbo - Navutru Jornu
Etichette:
Diritto penale,
Filosofia della politica,
General political culture in English,
Governo,
Italian politics (in English),
liberal-democrazia,
musica d'autore,
musica italiana,
Opinions,
Politica Italiana
domenica 10 maggio 2015
Civati ne è uscito...Gomorra nel PD
lunedì 24 febbraio 2014
Truffa affitti falsi, con false identità
Il 14/02/2014 mi sono imbattuto in queste mail alquanto sospette.
Rispondevo ad un annuncio letto su subito.it di una signora che affittava un trilocale in pieno centro storico a prezzo vantaggioso.
Dopo aver inviato la mia mail di interesse la presunta padrona scriveva:
Grazie per il vostro interesse ad affittare il mio appartamento.
My
Name is Carmela B. ,i am 30 years old.I inherited the apartment
from my uncle when she passed away. I renovated the place 9 months ago ..
The apartment is very clean,with new appliance,fully accessorized,all
accessories you need to feel like home.You just need to bring your
clothes.
That the apartment located in : Via Tanari Vecchia , 7 , 40121 Bologna, BO, Italia .
It is located on the 2 floor.It has 1 bedrooms,1 bathroom,1 kitchen and 2 living room (35 m2).
The rent is 500,00 EUR/ month.The first payment will be 1500,00 EUR.(2 months+500 deposit)
If the terms above are acceptable and you are still interested in the place, let me know . I wait your email.
With Respect,
B. Carmela
Preston,UK
Il 15/02/2014 scrivevo
Thanks for your response. I want to visit the apartament. When can we meet us?
Il 15/02/2014 scriveva B.Carmela
Hello again,
At this point, I am in the Preston , UK, I working here for almost a year.
The contract will be how you want .(3 months , 6+6 months, 1+1 Year, 2+3 year ,4+4 year)
-the apartment is available right now .
-the rent for one month is 500.00€ rent covers all utilities (water, electricity,gas, Internet, TV, garbage disposal, garage)
If you are interested to visit the apartment, please tell me you know what to do next.
With Respect,
Sempre il 15/02/2014 scrivevo
I'm interested to the apartament but I'd like to see it before. When it is possible? Yours sincerely.
Lei rispondendomi mi dice:
Hello again,
Here in UK , is a company who dealing with rentals of apartments.
The company called Real Estate , which will handle both payment and delivery of the Keys.
In order of that I have found a way for us to complete the deal
safely and fast, and in this way you will receive the Keys in less than 2
days.
The keys is here with me in Preston, United Kingdom because in Italy ,I don't have no one trusted to leave the keys.
Let me know if you are interested .
With Respect,
B. Carmela
Io le rispondo:
Yes I'm interested. But I don't pay before to have seen the apartament. How can we do to can see it? Yours sincerely.
Così dicendo lei mi scriveva:
Hello,
The titles are already in Real Estate's custody. They are
preparing the package for the transport and the titles for the new
tenant.
Real Estate will make all the documents and paperwork for us, the
transport agent will sign instead of me, because I will give him all the
rights.
The contract will be , what time you want.
I will explain to you step by step how this will work:
1 - I go to the Real Estate Office and leave the Keys and the contract in your name as the intended receiver.
2 - They will check the envelope to see if everything is OK with it
and also the legal papers that will come along with the Keys.
3 - They will send you a delivery notification to let you know they
have the Keys and the papers in their custody, in which you will be
told that they have the Keys and that they checked it.
4 - You will only have to deposit to Real Estate Service for
deposit - the price you shall pay for 2 month of rent +deposit will be
1500, with no extra taxes to pay - so they can proceed with the
shipping, and you can receive the keys and the contract.
The agent of Real Estate bring the keys at your door.
5- The payment method will be by wire transfer.The entire amount
will stay in an protected account till you finish the Inspection Period.
I want to be safe for me and for you, I can not access the money
until you sign the contract with them if you like the keys remain in
you, if you do not like the money will be reimbursed back to you and the
keys to me.
For your safety i give you my identity card for see who you talk to
, but i give after complete the details for to be sure that you want to
rent my apartment.I hope understand me i am woman and i want to be
carefully.
Name of Tenant(s):
Other Names Tenant has used:
Current Home Address:
City:
Zip-Code:
Country:
Phone Number:
First Day of contract:
With Respect,
B. Carmela
Le risposi che non vedevo allegato la sua carta di identità:
Where is your identity card? I don't see it.
E lei con disinvoltura mi rispose:
When you decide to rent my app and give me the all i need, i give my identity card but i you don't.
With Respect,
Vedendo l'immagine dell'entrata e paragonandole alle immagini che mi ha inviato la signora ho il sospetto che sia una truffa bella e buona. Sapete la differenza qual'è tra le immagine? che le foto dell'appartamento della signora sono eccezionali. Questa entrata senza citofono, senza cassetta delle lettere, senza il vetro alla porta invece no.
Attenti alle truffe degli affitti falsi. Attenti alle e-mail sospette.
Etichette:
Cultura generale,
Diritto penale,
Governo,
Opinions,
Politica del mezzogiorno,
Politica Europea,
Politica Italiana
domenica 15 dicembre 2013
“Il 2013 tra i più critici per l’economia e la società italiana”
Sono mesi che si è scelto la via del vanto politico-istituzionale di nascondere la verità con un ottimismo privo di fondatezza, che scricchiola con la realtà di imprese, aziende e società che chiudono le porte dei loro uffici e magazzini licenziando a migliaia i propri dipendenti nonché posti di lavoro che vanno in fumo, come racconta il grido d’allarme di Confindustria che parla di “avvilimento”.
Adesso le piazze di tutta italia fermentano di rabbia la classe politica comprenderà ormai dell'errore d'aver riportato così malamente che “la crisi volge al termine”, che “si vede la luce in fondo al tunnel” e che “la ripresa è ormai in atto”?
La ripresa non c’è, o al minimo non c’è ancora. Averne parlato come di una cosa che sta per volgerne al termine, nell'intellegibile ma scorretto esperimento di orientare positivamente il morale del Paese, ha certamente creato la reazione infuriata e sdegnata, di chi sta pagando gli effetti della crisi economica.
Gli italiani, quelli poveri, dalla crisi anche sul fronte dei redditi e dell’occupazione fanno notare gli effetti nelle piazze e sulle strade. E così le difficoltà si fanno sentire. Nel corso del solo 2012, l'anno scorso, oltre 4 milioni di persone hanno usufruito di ammortizzatori sociali. Hanno avuto il sussidio di disoccupazione ordinaria, agricola e a requisiti ridotti 2,5 milioni di persone a fronte di 2,26 milioni dell’ anno precedente. Il tutto per una spesa per gli ammortizzatori sociali che ha superato i 22,7 miliardi di euro, aumentata del 19% rispetto al 2011.
Sia a questo punto chiaro al lettore che non eludo le diverse connotazioni della “piazza dei forconi”: un connubio di affranti senza prospettive e di ribelli che di tasse non ce la fanno più di finire di pagare alla fine del mese e magari pure di evasori scaltri e di ribelli calcistici ultras. Tra le file si intravedono tanti pensionati e lavoratori che hanno versato nelle casse dell'Inps fino a 30 anni di contributi e si vedono esclusi dal mercato del lavoro. Quasi uno su due dei pensionati fatica ad arrivare alla fine del mese: un problema per il 46,2% che si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, ad intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri.
A tal punto della situazione socialae il potere d’acquisto delle famiglie, ha sfiorato un crollo del 10% tra il 2008 e il 2012, solo tra il 2011 e il 2012 il calo è stato del 4,9%, il più alto dall’inizio della crisi stessa. Nel complesso nei quattro anni considerati il reddito lordo disponibile delle famiglie ha perso in media l’1,8%, -2% tra il 2011 e il 2012. Il numero dei dipendenti pubblici è in calo, con una perdita di 130.000 unità solo nell’anno scorso cioè il -4%.
È la fotografia che scatta l’ultimo bilancio sociale presentato dall’Inps, che tra l’altro torna a certificare la perdita dell’Istituto, dopo la fusione di Inpdap ed Enpals.
A questo scenario si aggiunge anche l’allarme che arriva dall’Unione Europea sul rischio di povertà o di esclusione sociale: dopo la Grecia, l’Italia è il Paese della zona euro dove è più alto attestandosi al 29,9%: 34,6% in Grecia, secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2012. Poi quasi un pensionato su due: il 45,2%, in sostanza 7,2 milioni di persone, con meno di 1.000 euro al mese, di cui 2,2 milioni, il 14,3%, non arrivano a 500 euro. In sostanza, in questo caso un rischio che coinvolge 18,2 milioni di persone nel Belpaese: in termini assoluti di popolazione coinvolta, l’Italia è al primo posto.
Tuttavia non è una novità che i dati sulla disoccupazione sono stagnanti secondo i dati Ipsos. Nel quadro generale di incremento su scala annuale, ad ottobre, rispetto al settembre, il tasso resta invariato, 12,5% a livello nazionale. Ma è molto più accentuato nel Sud Italia, dove l’indicatore passa dal 15,5% del terzo trimestre 2012 all’attuale 18,5%. E a manifestare maggiore allarme è sempre l’occupazione giovanile, che batte un nuovo record storico: 41,2%, pari a +0,7% su settembre.
In conclusione per il neopresidente della Corte dei Conti alla cerimonia d’insediamento e anche secondo la Corte dei Conti istituzione, le principali spine nel fianco che frenano la crescita in Italia sono: “Una spesa pubblica poco efficace ed efficiente, un debito pubblico il cui peso ha pochi confronti nel mondo, un prelievo fiscale che ha raggiunto ormai il 45% del Pil e le cui risorse dovrebbero essere allocate molto meglio”.
Il neoeletto Raffaele Squitieri punta il dito sul prelievo fiscale al 45% del Pil e afferma: “Non si cresce se la spesa è inefficace” “Il problema dell’economia italiana è la crescita”, sottolineando che a sua volta questo “aggrava le difficoltà della nostra finanza pubblica”.
Contrariamente, con una maggiore e più veloce crescita economica, secondo Squitieri, anche il peso del debito pubblico potrebbe essere più lieve da sopportare, oltre che più facilmente ridotto.
Niente che non è sotto gli occhi di tutti. Dati alla mano bisognorebbe voltare pagina, fare ammenda, “capovolgere” la politica del malaffare e metterci un po' più di morale ed etica pubblica. Lo chiediamo ai partiti, ai responsabili della cosa pubblica, quindi lo si chiede alla leadership politica.
Di Giacomo Palumbo
@palgiac
Adesso le piazze di tutta italia fermentano di rabbia la classe politica comprenderà ormai dell'errore d'aver riportato così malamente che “la crisi volge al termine”, che “si vede la luce in fondo al tunnel” e che “la ripresa è ormai in atto”?
La ripresa non c’è, o al minimo non c’è ancora. Averne parlato come di una cosa che sta per volgerne al termine, nell'intellegibile ma scorretto esperimento di orientare positivamente il morale del Paese, ha certamente creato la reazione infuriata e sdegnata, di chi sta pagando gli effetti della crisi economica.
Gli italiani, quelli poveri, dalla crisi anche sul fronte dei redditi e dell’occupazione fanno notare gli effetti nelle piazze e sulle strade. E così le difficoltà si fanno sentire. Nel corso del solo 2012, l'anno scorso, oltre 4 milioni di persone hanno usufruito di ammortizzatori sociali. Hanno avuto il sussidio di disoccupazione ordinaria, agricola e a requisiti ridotti 2,5 milioni di persone a fronte di 2,26 milioni dell’ anno precedente. Il tutto per una spesa per gli ammortizzatori sociali che ha superato i 22,7 miliardi di euro, aumentata del 19% rispetto al 2011.
Sia a questo punto chiaro al lettore che non eludo le diverse connotazioni della “piazza dei forconi”: un connubio di affranti senza prospettive e di ribelli che di tasse non ce la fanno più di finire di pagare alla fine del mese e magari pure di evasori scaltri e di ribelli calcistici ultras. Tra le file si intravedono tanti pensionati e lavoratori che hanno versato nelle casse dell'Inps fino a 30 anni di contributi e si vedono esclusi dal mercato del lavoro. Quasi uno su due dei pensionati fatica ad arrivare alla fine del mese: un problema per il 46,2% che si ritrova così costretto a rimandare pagamenti, ad intaccare i propri risparmi, a chiedere prestiti e aiuti ad altri.
A tal punto della situazione socialae il potere d’acquisto delle famiglie, ha sfiorato un crollo del 10% tra il 2008 e il 2012, solo tra il 2011 e il 2012 il calo è stato del 4,9%, il più alto dall’inizio della crisi stessa. Nel complesso nei quattro anni considerati il reddito lordo disponibile delle famiglie ha perso in media l’1,8%, -2% tra il 2011 e il 2012. Il numero dei dipendenti pubblici è in calo, con una perdita di 130.000 unità solo nell’anno scorso cioè il -4%.
È la fotografia che scatta l’ultimo bilancio sociale presentato dall’Inps, che tra l’altro torna a certificare la perdita dell’Istituto, dopo la fusione di Inpdap ed Enpals.
A questo scenario si aggiunge anche l’allarme che arriva dall’Unione Europea sul rischio di povertà o di esclusione sociale: dopo la Grecia, l’Italia è il Paese della zona euro dove è più alto attestandosi al 29,9%: 34,6% in Grecia, secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2012. Poi quasi un pensionato su due: il 45,2%, in sostanza 7,2 milioni di persone, con meno di 1.000 euro al mese, di cui 2,2 milioni, il 14,3%, non arrivano a 500 euro. In sostanza, in questo caso un rischio che coinvolge 18,2 milioni di persone nel Belpaese: in termini assoluti di popolazione coinvolta, l’Italia è al primo posto.
Tuttavia non è una novità che i dati sulla disoccupazione sono stagnanti secondo i dati Ipsos. Nel quadro generale di incremento su scala annuale, ad ottobre, rispetto al settembre, il tasso resta invariato, 12,5% a livello nazionale. Ma è molto più accentuato nel Sud Italia, dove l’indicatore passa dal 15,5% del terzo trimestre 2012 all’attuale 18,5%. E a manifestare maggiore allarme è sempre l’occupazione giovanile, che batte un nuovo record storico: 41,2%, pari a +0,7% su settembre.
In conclusione per il neopresidente della Corte dei Conti alla cerimonia d’insediamento e anche secondo la Corte dei Conti istituzione, le principali spine nel fianco che frenano la crescita in Italia sono: “Una spesa pubblica poco efficace ed efficiente, un debito pubblico il cui peso ha pochi confronti nel mondo, un prelievo fiscale che ha raggiunto ormai il 45% del Pil e le cui risorse dovrebbero essere allocate molto meglio”.
Il neoeletto Raffaele Squitieri punta il dito sul prelievo fiscale al 45% del Pil e afferma: “Non si cresce se la spesa è inefficace” “Il problema dell’economia italiana è la crescita”, sottolineando che a sua volta questo “aggrava le difficoltà della nostra finanza pubblica”.
Contrariamente, con una maggiore e più veloce crescita economica, secondo Squitieri, anche il peso del debito pubblico potrebbe essere più lieve da sopportare, oltre che più facilmente ridotto.
Niente che non è sotto gli occhi di tutti. Dati alla mano bisognorebbe voltare pagina, fare ammenda, “capovolgere” la politica del malaffare e metterci un po' più di morale ed etica pubblica. Lo chiediamo ai partiti, ai responsabili della cosa pubblica, quindi lo si chiede alla leadership politica.
Di Giacomo Palumbo
@palgiac
Etichette:
Cultura generale,
Diritto penale,
Filosofia della politica,
Governo,
Opinions,
Politica del mezzogiorno,
Politica e religione,
Politica Europea,
Politica Italiana,
Politica nell'età moderna
lunedì 19 agosto 2013
Una piccola nota sulle "certezze" politiche
Sull'onda delle amarezze e dell'incertezza politica, questo agosto è il prologo dell'autunno che verrà.
I personaggi sembrano recitare ad hoc, secondo un copione prestampato di giornata.
Dal quale non si sa mai il finale.
I due protagonisti di questa estate sono: l'ex premier Silvio Berlusconi che non ci sta, e non molla.
Dichiara che rimane "il" leader di centrodestra. E Giorgio Napolitano, il deus ex machina, da tragedia greca.
Il Cavaliere nel "male" più che nel bene, da vent’anni detta i tempi della politica italiana.
Un ruolo difficile in un mondo, quello politico, più vicino agli inferi che al paradiso.
E’ come quando, durante la Messa, il parroco invita i presenti a scambiarsi un segno di pace.
Il gesto lo compiono tutti, però, fuori dalle mure della Chiesa, quanti si ricordano della sacra promessa? Il resto dei personaggi attendono che qualcosa succeda.
Incominciando da Enrico Letta, l'indulgente ottimista, e Matteo Renzi, il rottamatore costernato.
Tra l'altro gli impegni che attendono il sindaco di Firenze saranno lo studio delle mosse in vista dell'assemblea del partito democratico. Congresso che si terrà il 20 e 21 settembre sulle regole del congresso, ma anche la messa a punto della sua "successione" per la candidatura del centrosinistra. E da Angelino Alfano, il "conciliatore".
La miccia che farà saltare il governo sarà il voto “chiesto” per via delle larghe intese al PD a sostegno delle mosse del cavaliere. Ed è la condanna definitiva di Silvio Berlusconi che “ferirà” il governo. (In questo caso degno solo dei migliori fumetti fantascientifici, sottolineato dallo sdegno dei migliori giornali stranieri)
Da Rimini conversando con i giornalisti al Meeting di Cl il capogruppo al Senato, Renato Schifani, mette i paletti Pdl alle conseguenze di un voto Pd contro Berlusconi: «Per noi tutto si tiene: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune».
In questo caso è la crisi di governo che farà di noi italiani fieri di “vivere” in questo splendido e soleggiato paese. Quelli del Pd e del Pdl ci pensano ma non lo dicono. Pronti, così, ad accusarsi a vicenda se Enrico Letta dovesse cadere. “La politica ha le sue regole”.
Io sono a favore di un centrodestra stabile e mi chiedo se il centrodestra perderà il suo leader o arriverà un sostituto, che sembra non appartenere alla famiglia del “magnate” di Milano2?
E poi il Pd cercherà di mettere una pietra tombale sul destino del Cavaliere, atteso, com’è, da altri processi? I democratici, compreso il “rivoluzionario” Peppe Civati, sono pronti a indicare pollice su? Forse temono, eliminando l’”avversario” storico, di rafforzare il leader del Movimento a cinque stelle, Beppe Grillo.
Forse hanno paura, soprattutto, di essere impreparati, divisi come sono, ad affrontare nuove elezioni?
In questa rappresentazione non abbiamo parlato del popolo, del “pubblico”, degli spettatori.
Cioè degli italiani. Ci vedremo o non ci vedremo cancellare l’Imu, il blocco dell’Iva?
E il piano casa, gli aiuti ai giovani, la sistemazione degli esodati? E una risposta ai tanti altri piccoli e grandi problemi della nostra quotidianità. Il copione è incerto, è tutto da scrivere. Le certezze, purtroppo, sono le aziende che chiudono e i disoccupati che aumentano: a fine anno saranno tre-
milioni e mezzo in più.
Lo spettacolo della politica estiva, per adesso, non merita nessun tipo di plauso.
I personaggi sembrano recitare ad hoc, secondo un copione prestampato di giornata.
Dal quale non si sa mai il finale.
I due protagonisti di questa estate sono: l'ex premier Silvio Berlusconi che non ci sta, e non molla.
Dichiara che rimane "il" leader di centrodestra. E Giorgio Napolitano, il deus ex machina, da tragedia greca.
Il Cavaliere nel "male" più che nel bene, da vent’anni detta i tempi della politica italiana.
Un ruolo difficile in un mondo, quello politico, più vicino agli inferi che al paradiso.
E’ come quando, durante la Messa, il parroco invita i presenti a scambiarsi un segno di pace.
Il gesto lo compiono tutti, però, fuori dalle mure della Chiesa, quanti si ricordano della sacra promessa? Il resto dei personaggi attendono che qualcosa succeda.
Incominciando da Enrico Letta, l'indulgente ottimista, e Matteo Renzi, il rottamatore costernato.
Tra l'altro gli impegni che attendono il sindaco di Firenze saranno lo studio delle mosse in vista dell'assemblea del partito democratico. Congresso che si terrà il 20 e 21 settembre sulle regole del congresso, ma anche la messa a punto della sua "successione" per la candidatura del centrosinistra. E da Angelino Alfano, il "conciliatore".
La miccia che farà saltare il governo sarà il voto “chiesto” per via delle larghe intese al PD a sostegno delle mosse del cavaliere. Ed è la condanna definitiva di Silvio Berlusconi che “ferirà” il governo. (In questo caso degno solo dei migliori fumetti fantascientifici, sottolineato dallo sdegno dei migliori giornali stranieri)
Da Rimini conversando con i giornalisti al Meeting di Cl il capogruppo al Senato, Renato Schifani, mette i paletti Pdl alle conseguenze di un voto Pd contro Berlusconi: «Per noi tutto si tiene: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune».
In questo caso è la crisi di governo che farà di noi italiani fieri di “vivere” in questo splendido e soleggiato paese. Quelli del Pd e del Pdl ci pensano ma non lo dicono. Pronti, così, ad accusarsi a vicenda se Enrico Letta dovesse cadere. “La politica ha le sue regole”.
Io sono a favore di un centrodestra stabile e mi chiedo se il centrodestra perderà il suo leader o arriverà un sostituto, che sembra non appartenere alla famiglia del “magnate” di Milano2?
E poi il Pd cercherà di mettere una pietra tombale sul destino del Cavaliere, atteso, com’è, da altri processi? I democratici, compreso il “rivoluzionario” Peppe Civati, sono pronti a indicare pollice su? Forse temono, eliminando l’”avversario” storico, di rafforzare il leader del Movimento a cinque stelle, Beppe Grillo.
Forse hanno paura, soprattutto, di essere impreparati, divisi come sono, ad affrontare nuove elezioni?
In questa rappresentazione non abbiamo parlato del popolo, del “pubblico”, degli spettatori.
Cioè degli italiani. Ci vedremo o non ci vedremo cancellare l’Imu, il blocco dell’Iva?
E il piano casa, gli aiuti ai giovani, la sistemazione degli esodati? E una risposta ai tanti altri piccoli e grandi problemi della nostra quotidianità. Il copione è incerto, è tutto da scrivere. Le certezze, purtroppo, sono le aziende che chiudono e i disoccupati che aumentano: a fine anno saranno tre-
milioni e mezzo in più.
Lo spettacolo della politica estiva, per adesso, non merita nessun tipo di plauso.
Etichette:
Conoscenze politiche,
democrazia,
Diritto penale,
Governo,
Opinions,
Politica e religione,
Politica estera,
Politica Europea,
Politica Italiana,
Politica nell'età contemporanea,
Politica nell'età moderna
mercoledì 24 aprile 2013
L'elezione del Presidente della Repubblica
venerdì 5 ottobre 2012
La regola è: No al voto di scambio politico-mafioso
Oggi vorrei parlarvi di certi tatticismi politici poco ortodossi utilizzati dai comitati elettorali e da, lasciatemelo dire, Gentaglia, con la G maiuscola rafforzativa. Il discorso su cui voglio concentrarmi su questo post è quello legato al voto di scambio politico-mafioso, alle false promesse, ai soliti discorsi, lasciatemi dire anche questo, del "Kaiser" che fanno alcune persone che pensano nel loro piccolo di fare buona politica e buona campagna elettorale. Ora, non lasciatevi abbindolare da chi, vi lascia il “santino” con la faccia del suo candidato preferito e con il bel loghino stampato, chiedendovi se siete occupato o libero. Prima di tutto ditegli che non siete un WC e che per essenza di cose l'uomo in Italia è libero di votare e/o di non votare. Io direi sempre di andare a votare, ma andiamo avanti col discorso. Se qualcuno ti chiede di votare per chicchessia, per poi un giorno andargli a “chiedere” qualcosa ad esempio un lavoro, sta commettendo un reato ai sensi dell'art. 416-ter del codice penale, non so come si faccia a pensare e far proporre questo schifo, ma continuiamo.
In primis il così detto candidato che ha utilizzato questi tatticismi in stile mafioso, nello stesso momento in cui vince le elezioni, sperando iddio non succeda, ma è successo tante volte che è diventata la regola, si mette alle spalle: comitato elettorale, la gente che lo ha sostenuto e prosegue nella sua distruzione della sua proseliti per raggiungere i propri fini cioè l'arrichimento e il potere.
C'è chi potrebbe pure dirmi o rimproverarmi di questo post e di istigare la gente alla disaffezione politica, invece io vi dimostrerò che il mio intento è diverso e vi spiego il perchè.
Secondo, se vedete tanti manifesti elettorali, santini sparpagliati per terra, tanta propaganda, “gentaglia” nuova che spunta come i funghi dai bunker di qualche casa blindata che ti ferma, dicendovi e brontolandovi false promesse vuol dire che ti stanno facendo pressione psicologica per il raggiungimento del loro fine usando malamente i tuoi soldi, si i tuoi e i miei soldi. Sono i soldi che stanno usando per la campagna elettorale a tue spese, perchè un giorno gli verranno restituiti tutti, a gioco forza, anzi forse quintuplicati, e qui voglio sottolineare e formulare una regola: più manifesti vedi con la faccina del candidato, più hanno investito, con i tuoi soldi nella propaganda e questo è un segno che ti deve far pensare, svegliare, facendoti convincere di non votarlo: Non votare chi ha i soldi per farsi più propaganda! Ecco! Lo stanno finanziando per benino, lo vedi ovunque, accertati che i suoi finanziamenti non provengono da fonti troppo sospette.
Terzo, se quella stessa gentaglia si dimostra deciso di convincervi solo perchè siete giovani e pieni di speranza, magari in cerca di lavoro, perchè l'avete perso o perchè non l'avete mai avuto, allora io vi chiedo di fermarvi, incazzarvi, arrabbiarvi, vi prego di non picchiarvi, ma se avete questo istinto lascio a voi la scelta, sempre nella vostra volontà e responsabilità di farlo, e dire la vostra sul contenuto poco gradevole che vi hanno portato ad agire. Dite la vostra! Fatevi sentire! Arrabbiatevi! E poi, quando si è mai detto che un politico onesto abbia dato un posto di lavoro a qualcuno? Il lavoro va guadagnato, va ricercato, va sudato, va vinto studiando, anche con i concorsi pubblici, ed è tutt'altra cosa di essere regalato.
Ci siamo stufati di sentirci dire che Tizio è meglio di Caio, la regola è: tu nuovo candidato stili un programma degno di questa parola, dove dentro ci infili quello che ritieni opportuno: io direi temi come l'ambiente, i cittadini, la cultura, la legalità, lo sviluppo. Lo proponi in una forma degna di tale parola e poi lasci scegliere democraticamente alla gente cosa è giusto o quale programma è sbagliato. Se non lo fai sei fuori, perchè vuol dire che non te ne importa niente del futuro dell'amministrazione regionale, non ti importa un accidente della gente, non ti importa del futuro dei giovani e così dicendo. In verità quello che sta accadendo in Sicilia alla candidatura regionale per la presidenza è vergognoso, tanti episodi lo dimostrano in giro sul territorio e vi prego di stare attenti a schivarli bene.
In Sicilia a parte alcuni la leggittima candidatura attraverso la proposta di idee e/o scambio di idee con il cittadino non c'è. E se c'è allora vi prego onestamente di apporre una crocetta al simbolo di quel movimento partitico e di indicare il nome di quel candidato sulla scheda elettorale. A questo punto mi viene da pensare che vedendo certe azioni direi proprio che si intestardisce un voto di scambio insito nella mente malata di gentaglia ignorante. A mio avviso alcuni non guardano neanche il Tg, fonte semplice di apprendimento dell'informazione politica, e si propaga soprattutto questa mal'attitudine quando c'è campagna elettorale, come se non vedessero che cosa gli succede intorno. Esiste ancora l'ignoranza diffusa e il tatticismo politico di alcuni di utilizzarla, e qui oggi con questo post vorrei sottolinearlo ai miei lettori, quelli fidati e quelli meno fidati. In pratica è un consiglio agli amici e un avvertimento ai nemici.
Poco importa se Tizio è conoscente, nipote, figlio, amico di Caio, la regola a mio avviso è: se proprio devo votare, voto chi amministra i miei soldi facendo anche lui i sacrifici necessari, come li facciamo noi e proseguiamo in un cammino di reciproca sobrietà in un nuovo stile di vita quotidiano con la prospettiva di crescita e che non va a mangiarsi le ostriche a duemila euro al chilo a mie spese.
Oggi più che mai la storia è delicata, con il proseguimento di questa crisi, verso la recessione, ahimè più profonda di quella del 1929. Non scherziamoci sù cedendo l'unica arma, quella del voto, perchè qui la cosa è seria. Non dare il voto a chi ti offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimato ad offrire. Per esempio un posto in un' amministrazione pubblica con un concorso pubblico addomesticato o il condono di un abuso edilizio non condonabile o il cambio della destinazione d'uso di un immobile in violazione alle norme del Piano di Governo del Territorio commette un reato lui e ne paghi le conseguenze tu.
In primis il così detto candidato che ha utilizzato questi tatticismi in stile mafioso, nello stesso momento in cui vince le elezioni, sperando iddio non succeda, ma è successo tante volte che è diventata la regola, si mette alle spalle: comitato elettorale, la gente che lo ha sostenuto e prosegue nella sua distruzione della sua proseliti per raggiungere i propri fini cioè l'arrichimento e il potere.
C'è chi potrebbe pure dirmi o rimproverarmi di questo post e di istigare la gente alla disaffezione politica, invece io vi dimostrerò che il mio intento è diverso e vi spiego il perchè.
Secondo, se vedete tanti manifesti elettorali, santini sparpagliati per terra, tanta propaganda, “gentaglia” nuova che spunta come i funghi dai bunker di qualche casa blindata che ti ferma, dicendovi e brontolandovi false promesse vuol dire che ti stanno facendo pressione psicologica per il raggiungimento del loro fine usando malamente i tuoi soldi, si i tuoi e i miei soldi. Sono i soldi che stanno usando per la campagna elettorale a tue spese, perchè un giorno gli verranno restituiti tutti, a gioco forza, anzi forse quintuplicati, e qui voglio sottolineare e formulare una regola: più manifesti vedi con la faccina del candidato, più hanno investito, con i tuoi soldi nella propaganda e questo è un segno che ti deve far pensare, svegliare, facendoti convincere di non votarlo: Non votare chi ha i soldi per farsi più propaganda! Ecco! Lo stanno finanziando per benino, lo vedi ovunque, accertati che i suoi finanziamenti non provengono da fonti troppo sospette.
Terzo, se quella stessa gentaglia si dimostra deciso di convincervi solo perchè siete giovani e pieni di speranza, magari in cerca di lavoro, perchè l'avete perso o perchè non l'avete mai avuto, allora io vi chiedo di fermarvi, incazzarvi, arrabbiarvi, vi prego di non picchiarvi, ma se avete questo istinto lascio a voi la scelta, sempre nella vostra volontà e responsabilità di farlo, e dire la vostra sul contenuto poco gradevole che vi hanno portato ad agire. Dite la vostra! Fatevi sentire! Arrabbiatevi! E poi, quando si è mai detto che un politico onesto abbia dato un posto di lavoro a qualcuno? Il lavoro va guadagnato, va ricercato, va sudato, va vinto studiando, anche con i concorsi pubblici, ed è tutt'altra cosa di essere regalato.
Ci siamo stufati di sentirci dire che Tizio è meglio di Caio, la regola è: tu nuovo candidato stili un programma degno di questa parola, dove dentro ci infili quello che ritieni opportuno: io direi temi come l'ambiente, i cittadini, la cultura, la legalità, lo sviluppo. Lo proponi in una forma degna di tale parola e poi lasci scegliere democraticamente alla gente cosa è giusto o quale programma è sbagliato. Se non lo fai sei fuori, perchè vuol dire che non te ne importa niente del futuro dell'amministrazione regionale, non ti importa un accidente della gente, non ti importa del futuro dei giovani e così dicendo. In verità quello che sta accadendo in Sicilia alla candidatura regionale per la presidenza è vergognoso, tanti episodi lo dimostrano in giro sul territorio e vi prego di stare attenti a schivarli bene.
In Sicilia a parte alcuni la leggittima candidatura attraverso la proposta di idee e/o scambio di idee con il cittadino non c'è. E se c'è allora vi prego onestamente di apporre una crocetta al simbolo di quel movimento partitico e di indicare il nome di quel candidato sulla scheda elettorale. A questo punto mi viene da pensare che vedendo certe azioni direi proprio che si intestardisce un voto di scambio insito nella mente malata di gentaglia ignorante. A mio avviso alcuni non guardano neanche il Tg, fonte semplice di apprendimento dell'informazione politica, e si propaga soprattutto questa mal'attitudine quando c'è campagna elettorale, come se non vedessero che cosa gli succede intorno. Esiste ancora l'ignoranza diffusa e il tatticismo politico di alcuni di utilizzarla, e qui oggi con questo post vorrei sottolinearlo ai miei lettori, quelli fidati e quelli meno fidati. In pratica è un consiglio agli amici e un avvertimento ai nemici.
Poco importa se Tizio è conoscente, nipote, figlio, amico di Caio, la regola a mio avviso è: se proprio devo votare, voto chi amministra i miei soldi facendo anche lui i sacrifici necessari, come li facciamo noi e proseguiamo in un cammino di reciproca sobrietà in un nuovo stile di vita quotidiano con la prospettiva di crescita e che non va a mangiarsi le ostriche a duemila euro al chilo a mie spese.
Oggi più che mai la storia è delicata, con il proseguimento di questa crisi, verso la recessione, ahimè più profonda di quella del 1929. Non scherziamoci sù cedendo l'unica arma, quella del voto, perchè qui la cosa è seria. Non dare il voto a chi ti offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimato ad offrire. Per esempio un posto in un' amministrazione pubblica con un concorso pubblico addomesticato o il condono di un abuso edilizio non condonabile o il cambio della destinazione d'uso di un immobile in violazione alle norme del Piano di Governo del Territorio commette un reato lui e ne paghi le conseguenze tu.
Etichette:
Conoscenze politiche,
Cultura generale,
democrazia,
Diritto penale,
Governo,
Opinions,
Politica del mezzogiorno,
Politica e religione,
Politica estera,
Politica Europea,
Politica Italiana,
Politica nell'età moderna
martedì 15 novembre 2011
Diritto penale.

DIRITTO PENALE
Il primo Codice penale (Zanardelli, fine ‘800) esprimeva i valori di uno Stato liberale. Molti degli elementi contenuti in esso, sono ancora presenti nel codice Rocco.
- Legalità certezza delle norme: limite di discrezionalità giuridica;
- Garanzia dei diritti fondamentali;
- Limite della discrezionalità del giudice;
- Reato ≠ peccato laicità;
- Pena non più corporale, ma funzionale, deterrente.
Il secondo Codice (Rocco, anni ’30) descrive i principi generali, i singoli reati e le conseguenze. È diviso in due parti: nome dell’allora Ministro di Grazia e Giustizia
- Parte generale sanzioni + definizione di reato, dolo, colpa, […].
- Parte speciale singoli reati (delitti e contravvenzioni) e singole norme che descrivono i reati che sanzionano.
Vi è una sorta di gerarchia in forma discendente che va dallo Stato alla persona: in primis vi è il delitto contro lo Stato e interessi pubblicistici, poiché in epoca fascista era più importante la tutela dello Stato e della collettività rispetto al singolo. Per ultimi venivano presi in considerazione i delitti contro il patrimonio e contro la persona.
La Costituzione (1948) è successiva al Codice Rocco, dopo la sua approvazione ha modificato e invertito l’ordine della gerarchia: al primo posto ora c’è la persona, la libertà.
La parte speciale descrive le fattispecie di reato.
Norme giuridiche che si compongono di due parti:
- Precetto descrizione di un reato;
- Sanzione punizione (penale)per un determinato reato.
NON può esserci uno senza l’altro!!
Il diritto penale non può, in alcun modo, permettersi il lusso di perseguire comportamenti che in qualche modo siano eticamente riprovevoli, anche se sono eticamente riprovevoli per la stragrande maggioranza della società!
Non si può confondere la morale, il peccato con il diritto penale! Poiché il diritto penale, in un ordinamento laico-democratico come il nostro, è un diritto non confessionale che può -certo- in molti comportamenti far coincidere la violazione della morale comune con la violazione di un interesse penalmente rilevante. Esempio: l’omicidio offende la morale di etica comune ed è anche un precetto della Bibbia e comune a tutte le religioni.
Esistono dei reati che non corrispondono a comportamenti eticamente riprovevoli. Esempio: un soggetto che riceve da un vecchio zio una collezione di fucili da caccia come eredità, li va a prendere, li carica in macchina per poi metterli in vetrina sottochiave scarichi e dopo tre mesi arrivano i carabinieri a notificare l’avviso di garanzia per la violazione di una norma che impone la denuncia del possesso di armi, soprattutto del luogo in cui esse si trovano. Il vecchio zio, all’epoca, le aveva denunciate, ma il nuovo proprietario non era a conoscenza di questa norma. Questo non è un fatto eticamente riprovevole.
Ci sono reati che puniscono, con la sanzione più severa del nostro ordinamento, cioè la sanzione penale, fatti che hanno solo un disvalore morale, cioè che in realtà non offendono alcun interesse, alcun bene.
Può essere reato un fatto, un comportamento descritto dal legislatore che offenda un interesse tangibile, chiaro, non un’idea, un modo di pensare → deve essere ben chiaro quale sia l’interesse protetto da quella norma incriminatrice principio di offensività.
La sanzione penale deve essere l’estrema ratio di un ordinamento.
Art. 25 Cost. “Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”;
Art. 1 c.p. la disposizione penale afferma che “nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite”.
Il principio di legalità (legalità: perché un fatto diventi reato è necessario che sia previsto in una legge) si scompone in quattro sottoprincipi:
- Riserva di legge vieta di sanzionare penalmente un fatto in assenza di una legge preesistente che lo configuri come reato.
Il riservare esclusivamente al legislatore la potestà normativa in materia penale, risponde ad esigenze di garanzia sia formali che sostanziali e tutela i diritti delle minoranze e delle forze politiche dell’opposizione.
La r.d.l. deve intendersi come riserva assoluta, qualora solo un atto avente forza di legge può prevedere una norma incriminatrice, tuttavia esistono delle divergenze relativamente alla sua portata e ai suoi limiti.
La r.d.l. è relativa qualora sia consentito delegare a fonti inferiori alla legge la specificazione di alcuni elementi costitutivi dell’incriminazione, lasciando al Parlamento il potere di fissare le linee fondamentali.
In forza di tale principio le fonti del diritto penale sono limitate alla legge ed agli atti aventi forza di legge.
RATIO → necessità di attribuire in via esclusiva il potere di creare norme incriminatrici al Parlamento.
- Principio di tassatività o di determinatezza tecnica di formulazione delle norme che mira a salvaguardare i cittadini dagli abusi del potere giudiziario, imponendo che le norme siano formulate in modo chiaro, preciso, sintetico e comprensivo in modo che il cittadino possa distinguere, senza possibilità di errore, ciò che è lecito da ciò che non lo è.
Assicura la certezza della legge per evitare l’arbitrio dei giudici
- Principio di irretroattività ha rilievo costituzionale solo riguardo la materia penalistica.
Vieta di applicare la legge penale a fatti commessi prima della sua entrata in vigore.
- Divieto di analogia vieta l’applicazione analogica di sanzioni penali relativamente a fattispecie non espressamente previste e disciplinate dal legislatore, tuttavia è un principio avente valenza relativa, in quanto è ammessa -in materia penale- l’analogia in bonam partem.
Iscriviti a:
Post (Atom)








